Presidente della Repubblica Italiana

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Stendardo del Presidente della Repubblica Italiana

Citazioni sul Presidente della Repubblica Italiana.

Citazioni[modifica]

  • Al Quirinale non ci si candida ma si viene candidati. (Aldo Moro)
  • È dovere del presidente della Repubblica di evitare si pongano, nel suo silenzio o nella inammissibile sua ignoranza dell'occorso, precedenti, grazie ai quali accada o sembri accadere che egli non trasmetta al suo successore immuni da qualsiasi incrinatura le facoltà che la costituzione gli attribuisce. (Luigi Einaudi)
  • Il Presidente della Repubblica è il capo dello Stato e rappresenta l'unità nazionale. (Costituzione della Repubblica Italiana)
  • Nei meandri del Quirinale si aggira da decenni l'incurabile batterio della logorrea. Nei primi due-tre anni aggredisce l'organismo costituzionale del presidente in carica, senza dare sintomi evidenti. Dal quarto anno, all'incirca, la malattia esplode, producendo esternazioni multiple, coazione a supplire, esondazioni fonetiche, pulsioni di glotta continua. La prognosi, da Pertini sino ad oggi, è stata sempre riservata e la guarigione, quando il miracolo avviene, si è avuta solo alla fine del settennato. (Giancarlo Lehner)
  • Se non c'è un accordo iniziale, al Quirinale non va chi ha più voti, ma chi ha meno veti. (Romano Prodi)

Denis Verdini[modifica]

  • Noi sappiamo che in caso di caduta del governo il capo dello Stato ha le sue prerogative. Lo sappiamo benissimo che funziona così. Ciò che non sappiamo e non vogliamo capire, e che non ci piace per niente, è che il capo dello Stato, nelle sue prerogative, possa pensare che per risolvere i problemi di questo Paese si mandi a casa chi ha vinto le elezioni, Berlusconi e Bossi, e si mandi al governo chi le ha perse, Casini e Bersani. E su questo si innesca una polemica perchè noi andiamo a toccare le prerogative del capo dello Stato. Noi sappiamo che le ha ma ce ne freghiamo, cioè politicamente riteniamo che non possa accadere questo. Anche i partiti hanno le loro prerogative.
  • Ricordate che dal 1994 da quando c'è questo sistema, nessun capo dello Stato si è mai sognato di affidare il governo a qualcuno diverso da chi aveva vinto le elezioni, fosse questi Prodi o Berlusconi. L'incarico lo ha dato a chi le elezioni le ha vinte. Voglio vedere: come fa se cade il governo a dare l'incarico a chi le elezioni le ha perse?
  • Non ho mai né pensato, né a maggior ragione detto che noi ce ne freghiamo delle prerogative del capo dello Stato. Poiché assistiamo al solito gioco di strumentalizzare e sintetizzare fino all'estremo parole pronunciate all'interno di un lungo e articolato discorso, estrapolandone solo alcune fino al punto da distorcerne il senso, intendo chiarire quanto segue a beneficio dei giornalisti e di chi, come il solerte onorevole Bocchino, ha già cominciato a stracciarsi le vesti: non ho mai né pensato, né a maggior ragione detto che noi ce ne freghiamo delle prerogative del capo dello Stato. Ho spiegato che ce ne "freghiamo politicamente", nel senso che se la Costituzione riconosce al Presidente della Repubblica il diritto di seguire il percorso che ritiene più giusto, altrettanto la Carta suprema riconosce ai partiti, che nello specifico hanno il diritto di chiedere, anche a gran voce, di non escludere da un eventuale governo chi ha stravinto le elezioni. Ciò ho detto e ribadisco, senza mai aver avuto l'intenzione di mancare di rispetto al capo dello Stato né di disconoscerne le sue prerogative.

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