Procida

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Procida

Citazioni sull'isola di Procida e i procidani.

Citazioni in prosa[modifica]

  • Ora, Procida, è tutta in quell'arrivo che si fa a Marina Grande, venendo da Napoli o da Pozzuoli; e che mi lasciò senza fiato. Perché da lontano, tanto è schiacciata l'isola quasi non si vede, o sembra la predella di quel grande altare che è Ischia. Procida, la predella d'Ischia, non ci godrebbero affatto i procidani, che amano solo se stessi e neppure vogliono sentire dire che sono napoletani; ma l'immagine vale nella prospettiva del Golfo, dove Procida, se non si sa come è fatta, non si distingue da Ischia, sembra una propaggine di Ischia. Per questo la sorpresa si ha tutta insieme. Ed ecco la sorpresa. Un allineamento di case di tutti i colori, strette come una barricata, con tante arcate chiuse a mezzo, come strizzassero un occhio. E sopra un verde intenso, prepotente, quasi selvaggio, tanta è la forza dei getti e dei tralci: viti e limoni. Vi posso assicurare che Procida è tutta qui, e nell'interno, e fino all'altro capo del paese la Chiaiolella, ripete lo stesso spettacolo. Ma è impossibile stancarsene. Perché, almeno fino a qualche anno fa, niente era più autentico della palazzata senza palazzi, della barricata di case che sembra sbarrare l'ingresso a chi entra, al forestiero. (Cesare Brandi)
  • Procida ci si andava facendo vicina. La parte dell'isola verso cui navigavamo, era sepolta nell'ombra, e si vedevano per l'oscurità splendere lumi, moversi in vari punti e sparire. Eravamo ad un miglio da terra, quando grado grado pel girare della luna s'illuminò anche, quel lato dell'isola, ed apparvero tutte le case di Procida in bianca fila, riflettendosi rovescio nelle acque del mare, allora placide e lisce come lastra di vetro.
    Abbenché la vista della terra vicina, e delle abitazioni a cui ci appressavamo, avesse fatta svanire dal gran quadro, che mi stava sott'occhio, la vaga incertezza di linee, tutte di mare e di cielo, che poco innanzi ne formava per me la ideale poesia, pure non sapeva saziarmi dall'ammirare quella nuova scena, ch'era l’una delle più deliziose marine a chiaro di luna, che mai si potessero contemplare. (Giambattista Bazzoni)

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