Proverbi liguri

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Raccolta di proverbi liguri.

A[modifica]

  • A bellessa a no fâ boggî a pûgnatta.
La bellezza non fa bollire la pentola.
Nella vita la bellezza non basta.
  • A fin do ratto a l'è d'èse mangiòu da-o gatto.
La fine del topo è di essere mangiato dal gatto.
Il più forte prevale sul più piccolo.
  • A o contadin l'è pægio sûnaghe o corno che o violin.
Al contadino è uguale suonargli il corno che il violino.
Un ignorante non capisce la differenza tra il corno e il violino.
  • A salûte sensa dinœ a l'è unn-a mêza malattia.
La salute senza soldi è una mezza malattia.
I soldi non saranno tutto, ma certo aiutano.
  • A unn-a donna ben maiâ sciûga fîto o sêo bugâ.
A una donna ben sposata asciuga presto il suo bucato.
Un buon matrimonio fa andare bene tutto.
  • A veddieiva un orbo.
La vedrebbe un orbo.
Una cosa palese è vista da tutti.
  • Agiutta i têu e i âtri se ti pêu.
Aiuta i tuoi e gli altri se puoi.
È meglio aiutare prima i propri parenti e poi gli altri.
  • Andâ co-o vento in poppa.
Andare con il vento in poppa.
Avere successo.
  • Andâ pe-i sêu venti.
Andare per i suoi venti.
Andare per i fatti propri.
  • Avèi ciû corna che cavelli.
Avere più corna che capelli.
Per indicare una persona tradita.
  • Avèi o verme scimonin addosso.
Avere il verme scimonino addosso.
Indica un bambino irrequieto.
  • Aveine e stacche pinn-e.
Averne le tasche piene.
Essere stanco di qualche cosa.

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