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Quer pasticciaccio brutto de via Merulana (miniserie televisiva)

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Quer pasticciaccio brutto de via Merulana

Miniserie TV

Immagine OSM 2018 Via Merulana.jpg.
Paese Italia
Anno

1983

Genere giallo
Stagioni 1
Episodi 4
Regia Piero Schivazappa
Soggetto dall'omonimo romanzo di Carlo Emilio Gadda
Sceneggiatura Franco Ferrini, Piero Schivazappa, Enrico Oldoini
Interpreti e personaggi
Note
Musiche: Riz Ortolani, La canzone La verità è cantata da Erika Grassi

Quer pasticciaccio brutto de via Merulana, miniserie televisiva del 1983 con Flavio Bucci, regia di Piero Schivazappa.

Episodio 1

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  • Eh, perché le catastrofi, caro dottore Anatriello, non sono mai la conseguenza o l'effetto di un unico motivo e una casa singolare. No, ma sono come un vortice. Un punto di depressione nella coscienza del mondo verso cui hanno cospirato una molteplicità di causali convergenze. (Ingravallo)
  • Ingravallo: Così maturano i delitti: i passaggi.
    Anatriello: Cioè come?
    Ingravallo: In un delitto la causale apparente, la causale principe è sì una, ma sotto sotto o fattacc è l'effetto di tutta una rosa di cause.
  • I delitti sono certi nodi, certi garbugli, certi grovigli o certi gnommeri come dicono qui a Roma. Soprattutto quanno me chiammano a me. (Ingravallo)
  • Vi saluto caro Anatriello. Mi chiammano, tengo un altro gnommero da sbroglià.
  • Ingravallo: Le automobili quelle servono tutte alla squadra politica.
    Sgranfia: Be', ma qualche volta che c'hanno una giornata fiacca quelli della politica, un'automobile ce la potrebbero da' pure a noi, no? Eh!
    Ingravallo: No, quelli non tengono mai una giornata fiacca. Eh! Quelli lavorano sempre notte e giorno. Pure la domenica.
    Sgranfia: E noi s'attaccammo al tramme.
  • Ingravallo: Che cosa vi ha detto o uaglione, il toso voglio dire.
    Ladro: Azzittate, befana, ca te brucio!
    contessa Menegazzi: Ha detto: "Zittate, Signora, sennò ti brucio".
    Ingravallo: In dialetto romanesco?
    contessa Menegazzi: Se, esatto.
  • Prima il meccanico me passato davanti come un sorcio quando scappa che gli corri appresso con la scopa. (la portiera)

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