Francesca Ventura

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Francesca Ventura nel 2018

Francesca Ventura (1956 – vivente), attrice italiana.

Intervista a Francesca Ventura

Intervista di Markus, davinotti.com, 17 maggio 2016.

  • Mia nonna mi portava all’Opera e a vedere i balletti, cosa che ha sicuramente incentivato la mia passione per il teatro; una passione che ha riguardato tutto quello che concerne il mondo dell'arte. A sei anni ho cominciato a studiare danza classica e fin da piccola adoravo leggere, soprattutto romanzi; ho sempre scritto e ascoltato tanta musica, inizialmente classica e lirica, poi pop, rock... tutto quello che era bello. Per la danza non avevo il fisico del ruolo, la scrittura non l'ho mai abbandonata e la professione è stata quella di attrice e poi anche regista.
  • [Sulla Bottega Teatrale di Firenze, la scuola di recitazione di Vittorio Gassman] Alla Bottega ho studiato la recitazione dei versi, un'esperienza attorica meravigliosa. Legare la recitazione a una partitura quasi musicale. Uno studio di grandissimo fascino. Avevamo come Maestri anche altri attori, oltre a Vittorio; artisti del calibro di Eduardo De Filippo, ad esempio, e poi passarono in visita amici di Gassman che si mettevano a disposizione per raccontarci le loro esperienze (tra loro un immenso, simpatico e gigantesco Anthony Quinn); i miei colleghi erano la crema di quella generazione di attori... e lo sono ancora!
  • Mai smesso di scrivere da quando sono stata in grado di prendere una penna in mano; più che altro sono diventata mamma e mi sono quindi dedicata alla famiglia. Mi sono ritirata nella mia casa di campagna, dove ora ho creato un teatro e lì ho fatto la moglie e la madre. Sono stati gli anni più belli della mia vita. Crescere una figlia in una casa nella Toscana più profonda e incontaminata, al centro di una natura rigogliosa e scrivere davanti al fuoco. Ho scritto due romanzi, diverse sceneggiature e innumerevoli fiabe e racconti, in quegli anni meravigliosi.
  • Credo che dopo una certa età, per un attore che ha lavorato tanto, diventare regista sia un passaggio naturale. Io amo gli attori, amo insegnare e amo dirigere. Conosco molti attori bravissimi ed è un piacere dirigerli. Poter mettere in scena un bel copione recitato da bravi attori è un’esperienza completa e appagante.
  • [Sul film Oci ciornie] Dovevo essere la figlia di Mastroianni e della Mangano, in quel film... praticamente la protagonista italiana, ma la produzione volle imporre la Rossellini, che era la nipote della produttrice; Michalkov non la voleva assolutamente e rimanemmo senza ruolo entrambe. Poi, per consolarmi, lui mi scrisse il piccolo ruolo che interpretai. [...] Grazie al nepotismo italiano (nel vero senso della parola, in questo caso), ho perso l'occasione di andare all’Oscar con un grande ruolo, un’occasione che mi è capitata solo quella volta nella vita.

Filmografia[modifica]

Film[modifica]

Serie televisive[modifica]

Altri progetti[modifica]