Giorgio Porro

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Giorgio Porro (–), scrittore e giornalista italiano.

Qui Londra[modifica]

Incipit[modifica]

Londra è il principio e la fine. La sua «totalità», inoltre, ha una dinamica intrinseca; la città si espande e si rinnova di continuo. Con tutto il conservatorismo e l'amore per la tradizione, innati negli inglesi, non v'è forse un altro posto dove il panorama muti così in fretta. È vero d'altronde che si è disposti a cambiare molto purché tutto rimanga lo stesso. Ed è al fascino di questa nota contraddizione del carattere nazionale che Londra risponde puntualmente con l'instancabile trascorrere del suo caleidoscopio umano. È difficile dire se sia davvero «la città più grande del mondo».

Citazioni[modifica]

  • Con una certa alterigia lo scrittore William Hazlitt sentenziava agli inizi dell'800: «Non credo che si possa trovare niente che meriti il nome di società fuori di Londra» È il cuore della nazione. E i successivi trapianti, un secolo dopo l'altro, l'hanno reso infinito. Il dottor Johnson concludeva: «Quando un uomo è stanco di Londra, vuol dire che è stanco della vita; perché a Londra c'è tutto quello che la vita può permettersi di avere». (p. 10)
  • Il Tamigi non ha scenografia consapevole, la faccia che presenta è quella che i secoli hanno fatto, con le ombre e le rughe che nessuno si è mai curato di coprire di cipria. (p. 20)
  • Venezia è un nome, un'atmosfera e un panorama familiare per gli inglesi. Legioni di turisti e drappelli di studenti la conoscono perché ci vanno, da swcoli, ogni anno. E, come immagine importata, è stata resa popolare – se non altro – dalle «vedute» del Canaletto e del Guardi di cui sono ricche le sale della National Gallery a Londra, o del Fitzwilliam Museum a Cambridge, o delle case patrizie affogate nel verde dolcissimo delle Home Counties. Ma non è tutto. Nella capitale c'è anche una contropartita omonima, un quartiere – appunto – che si chiama Little Venice. (p. 22)
  • Al pari di altre città famose come Parigi, Venezia, Roma, anche Londra, nonostante le sue proverbiali brume, ha offerto larghi motivi all'arte di molti pittori europei. Tra gli italiani due artisti in particolare vi fecero lunghi soggiorni e si sono distinti nell'esaltarla: Antonio Canal, detto il Canaletto, e Giuseppe De Nittis. (dal testo fotografico n. 23)
  • Londra è un paradiso per il collezionista e la superficie di questo Eden delle cose vecchie e rare si estende a perdita d'occhio. (p. 53)
  • Il bel mondo londinese è un fast set, si muove rapidamente e non conosce distanze. (p. 62)

Bibliografia[modifica]

  • Giorgio Porro, Qui Londra, Touring Club Italiano, 1969.