Robert Walser

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Robert Walser

Robert Walser (1878 – 1956), scrittore svizzero.

Citazioni di Robert Walser[modifica]

  • L'indossare calzoni presentava il vantaggio che le donne ponevano spirito e lingua nel proprio passo, il quale, nascosto sotto la gonna, si sente meno osservato e giudicato. (da Storie, Adelphi, 2008)

Jakob von Gunten[modifica]

Incipit[modifica]

Qui si impara ben poco, c'è mancanza di insegnanti, e noi ragazzi dell'Istituto Benjamenta non riusciremo a nulla, in altre parole, nella nostra vita futura saremo tutti qualcosa di molto piccolo e subordinato.

Citazioni[modifica]

  • Il sonno è più religioso di tutta la sua religione. (p. 43)
  • Ecco che cosa volevo dire: non poter fare una cosa è come farla doppiamente in un qualche altro modo. Non c'è nulla di più insipido di un facile, sbrigativo consenso dato a fior di labbra. (p. 79)
  • Quelli che ubbidiscono sono per lo più la copia perfetta di quelli che comandano. (2014)

Incipit di alcune opere[modifica]

I fratelli Tanner[modifica]

Una mattina, un giovane che sembrava quasi un ragazzo entrò in una libreria e chiese di essere presentato al padrone. Fecero come desiderava. Il libraio, un vecchio dall'aspetto venerando, fissò severamente il giovane un po' intimidito, in piedi davanti a lui, e lo invitò a parlare. "Voglio fare il libraio," disse il giovane principiante "ne ho un grande desiderio e non so cosa potrebbe trattenermi dal mettere in atto il mio proposito."

L'assistente[modifica]

Una mattina alle otto un giovane si fermò davanti alla porta di una casa isolata dall'aspetto elegante. Pioveva. "Quasi mi meraviglio, pensò colui, di avere con me un ombrello". Negli anni passati non aveva mai posseduto un ombrello. Col braccio teso in giù reggeva una valigia marrone, di quelle da poco prezzo. Davanti agli occhi dell'uomo che doveva essere arrivato da un viaggio c'era una targa di smalto sulla quale si leggeva: "C. Tobler, Ufficio Tecnico". Quello aspettò ancora un istante come per riflettere su qualcosa che certamente non aveva importanza, poi premette il bottone del campanello elettrico, dopo di che arrivò una donna, una domestica evidentemente, per farlo entrare.

Citazioni su Robert Walser[modifica]

  • «È un corridore di fondo che, sul punto di tagliare l’agognato traguardo, si arresta sorpreso, guarda maestri e condiscepoli e abbandona la gara. Ossia, si dedica a una sua faccenda, che corrisponde ad un’estetica dello sconcerto». Alla fine, nella penombra di Herisau, la faccenda consisteva nel selezionare e annodare gli spaghi per i pacchi postali. E prima, mentre stuzzicava la neve con la punta dell'ombrello, nel tenere corsi all'aperto di birra e di crepuscolo. (Eugenio Baroncelli)
  • La "follia" di Walser, preesistente alla diagnosi clinica, è dunque la cellula germinale degli spazi irreali, di quella immaginazione malinconica che sembra percorrere, con la divina levità degli eterni proscritti, le «camere intime» di un'interiorità poetica confinante con i profili sfuggenti e più veri delle cose. Già vivere alla periferia del mondo borghese, già chiedere non felicità, ma oblio, già voler essere e restare "piccoli", come aveva detto Jakob, già sapere di poter respirare solo «nelle regioni inferiori», nelle miniere di Falun dei "senza patria" e dei "non nati", già tutto questo è uno scandalo per la ragione, un misfatto imperdonabile per il senso comune. (Ferruccio Masini)
  • Walser comincia dove cessano le fiabe. (Walter Benjamin)

Bibliografia[modifica]

  • Robert Walser, I fratelli Tanner, traduzione di Vittoria Rovelli Rubert, Adelphi.
  • Robert Walser, L'assistente, traduzione di Ervino Pocar, Einaudi.
  • Robert Walser, Jakob von Gunten, traduzione di Emilio Castellani, Adelphi, 1992; Adelphi, 2014.

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