Roberto Di Matteo

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Roberto Di Matteo

Roberto Di Matteo (1970 – vivente), ex calciatore e allenatore italiano.

Citazioni di Roberto Di Matteo[modifica]

  • Due anni fa non avrei avuto il coraggio di pensare a questa opportunità: giocare in Svizzera con la maglia azzurra. Però bisogna rincorrere anche i sogni. Sono fatalista, ma voglio costruirmi il futuro da solo.[1]
  • Io ho tifato italiano durante le gare di qualificazione con la Svizzera. Qui in Italia non ho faticato ad adattarmi. Anche se quando rifiutai il passaporto svizzero non lo feci certo nella prospettiva di entrare in questa nazionale qui. Il fatto è che con la Svizzera non ho mai legato molto. È lì, caso mai, che mi sono sempre sentito uno straniero.[2]
  • Mi diceva [lo zio]: "Fai come Sforza e Pascolo. Prendi il passaporto elvetico, così vai in nazionale e giochi pure i mondiali". Ma io non me la sono sentita di fare quella scelta a causa del calcio. Io mi sono sempre sentito italiano per cultura, per tradizioni, per il senso che ho della famiglia.[3]
  • Mia sorella è non vedente. Penso spesso alla mia fortuna e alla sua sfortuna. Se sono arrivato fin qui è anche perché conosco quali sono i veri ostacoli nella vita.[1]
  • [Riferendosi alla convocazione nella nazionale italiana] Per tutto questo devo ringraziare Zoff e la Lazio che mi hanno fatto venire in Italia.[2]
  • [Sugli inni nazionali] Quello italiano è un'emozione, quello svizzero lo conosco.[1]
  • [Sul mondiale di calcio di USA 1994] Sacchi mi avrebbe portato in America, se non mi fossi infortunato. Sarà per il prossimo. Io ragiono così: in divenire, senza guardare troppo indietro.[1]
  • [Sul mercato della Società Sportiva Lazio] Signori resterà, spero lo faccia anche Cragnotti: ci servono tutti e due per restare ad alti livelli.[1]
  • [Sull'emigrazione degli italiani in Svizzera] Un po' ho patito, da bambino. Ma adesso la situazione è diversa: gli italiani sono molto più integrati in Svizzera. Ringrazio i miei genitori, per l'educazione che mi hanno dato: cultura italiana, ma non cultura contro il posto dove stavamo vivendo.[1]

Note[modifica]

  1. a b c d e f Citato in Luca Valdiserri, Di Matteo l'ex emigrante "Meglio operaio azzurro che stellina in Svizzera", Corriere della sera, 18 giugno 1995.
  2. a b Citato in Non chiamatemi lo svizzero, la Repubblica, 22 dicembre 1993.
  3. Citato in Luigi Coldagelli, Di Matteo, favola azzurra: "Mi dissero: fatti svizzero così andrai ai Mondiali", Corriere della Sera, 22 dicembre 1993.

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