Arrigo Sacchi

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Arrigo Sacchi

Arrigo Sacchi (1946 – vivente), ex allenatore di calcio e opinionista sportivo italiano.

Citazioni di Arrigo Sacchi[modifica]

  • Il calcio è la cosa più importante delle cose meno importanti.[1]
  • Per diventare un buon allenatore non bisogna essere stati, per forza, dei campioni; un fantino non ha mai fatto il... cavallo.[2]
  • C'è una differenza: giocatore è colui che gioca bene, calciatore è colui che conosce il calcio. Beckham è un calciatore. Ed è un calciatore da calcio totale. (dall'intervista a Radio Italia, 7 febbraio 2009)
  • [Parlando di Andrea Belotti] Dio non gli ha dato il talento [...]. Gli ha dato delle virtù maggiori: perché gli ha dato la generosità, l'entusiasmo, la pressione, il cuore, il sacrificarsi per i compagni, lottare per i compagni.[3]
  • [Famosa gaffe] È stato un avversario molto ostico ma anche agnostico.[4]
  • [Su Lionel Messi] È un giocatore unico e completo: è un finalizzatore letale ma è anche capace di tornare a centrocampo per aiutare la squadra. Marcarlo a uomo è impossibile, è tutto il sistema squadra che deve funzionare alla perfezione per ingabbiarlo. Siamo di fronte un vero genio del calcio, è come Maradona. In questo momento nessuno è come lui.[5]
  • [Su Trapattoni] È uno che saprebbe farsi capire anche dai giapponesi.[6]
  • Giocare contro Maradona è come giocare contro il tempo perché sai che, prima o poi, o segnerà o farà segnare. (da La storia del grande Milan – ESPN Classic)
  • I più ingenerosi e invidiosi possono parlare di inadeguatezze delle avversarie o di fortuna. Machiavelli sosteneva che la metà delle imprese dipendono dalla fortuna, l'altra metà da noi stessi. Credo che la fortuna sia quella che ognuno di noi merita e che molte volte sia il nome che si dà all'abilità altrui. Non c'è impresa che se vogliamo denigrare o ridimensionare possa sfuggire a un momento fortunato. (citato in La Gazzetta dello Sport, 17 dicembre 2007)
  • [Riferendosi ai primi mesi al Milan] L'inizio fu assai difficile e rischiai davvero di non mangiare il panettone. (citato in Francesco Valitutti Breve storia del grande Milan, Italia Tascabile)
  • La volontà, il dare tutto, la generosità e la serietà della Juve dovrebbero essere un esempio per tutti i club. La cultura della vittoria fa parte da sempre del DNA dei bianconeri: si trasmette ai giocatori facendone dei protagonisti. La storia di questo club, a parte qualche piccola pausa, è sempre stata caratterizzata da una sete di vittorie senza pari. Forse non sempre la Juventus ha convinto, forse non sempre è stata bellissima, ma sicuramente è sempre stato un avversario con una determinazione feroce, uno straordinario orgoglio e un grande senso pratico.[7]
  • [Sulla Juventus d'Allegri, nel 2016] Noi al Milan coniugavamo tre verbi: vincere, convincere, divertire. La Juventus ne coniuga uno: vincere. È una debolezza. Si dirà: ma in Italia continua a vincere. E io dirò: anche il Rosenborg vince sempre lo scudetto in Norvegia. Ma cosa conta è la Champions League e in Europa la Juventus fatica.[8]
  • Ricordatevi, però, che anche ai rigori vince quasi sempre chi lo merita. Non è vero, come si dice, che sono una lotteria. Se una squadra ha giocato meglio, e si sente penalizzata dal risultato, li va a calciare con una carica interiore che la squadra avversaria non ha.[9]
  • Torricelli? Come Di Livio e Ravanelli, tre anni fa sembrava impossibile vederli campioni d'Europa. Nel calcio, però, c'è qualcosa che sfugge alle analisi più frettolose. Un segreto che io conosco, ma che dovrete scoprire da soli. [...] La Juve ha battuto l'Ajax perché è stata più aggressiva del Milan l'anno scorso. (citato ivi)
  • Un allenatore cambia molto o perché è scemo o perché è insoddisfatto.[10]
  • [Sul Napoli nel 2011] Difesa folta, marcature rigide, contropiedi e spunti individuali. Un sistema di gioco che in Italia può dare risultati ma con tutti i limiti che il calcio europeo ha evidenziato. (citato in Tancredi Palmeri, Il blob del 2011.Le migliori frasi, Gazzetta.it, 31 dicembre 2011)
  • In Italia nessuno ha mai chiesto lo spettacolo, e quindi non c'è. Abbiamo quello che la gente vuole. Contano solo i risultati. A livello di spettacolo siamo indietro e quindi dobbiamo cercare di capire che è importante lavorare per l'immediato, ma anche in prospettiva futura, puntando sempre più sui nostri giovani. (citato in Calcioscommesse? Non sono tutti disonesti, Tuttosport, 10 ottobre 2012)
  • [Su Andrea Stramaccioni] Per quanto mi sia simpatico, devo ammettere che non ha dato un'impronta a questa Inter. Né dal punto di vista del gioco, né dei risultati. (da SportMediaset; citato in Tancredi Palmeri, Il blob della settimana, Gazzetta.it, 8 aprile 2013)
  • La Juve, a tutti i livelli, è un esempio di squadra che moltiplica le qualità dei singoli. (citato in Sacchi avvisa Pogba: «Sbagli se lasci la Juve», Tuttosport.com, 5 gennaio 2014)
  • Io non sono mai stato un estimatore della Juventus: grandi giocatori, ma gioco abbastanza insufficiente o poco armonioso, poco moderno. Ma credo che questa Juventus, quella di Conte, sia la più bella che io mi ricordi e me ne ricordo tante, purtroppo. Anche più bella di quella di Lippi: è molto più armoniosa, è una squadra che conosce tutto del calcio. Vedi questa Juventus e ti sembra che il calcio sia la cosa più semplice del mondo. (citato in Sacchi difende Conte: «È sua la Juve più bella», Sportmediaset.com, 19 febbraio 2014)
  • La Juventus è la squadra di adulti. Non sei mai sicuro di vincere contro di loro finché non muoiono.[11]
  • Non sono certo razzista e la mia storia di allenatore lo dimostra, a partire da Rijkaard, ma a guardare il torneo di Viareggio mi viene da dire che ci sono troppi giocatori di colore, anche nelle squadre Primavera. Il business ormai ha la meglio su tutto. L'Italia non ha dignità, non ha orgoglio: non è possibile vedere squadre con 15 stranieri.[12]
  • [Su Massimiliano Allegri] Non voglio far domande, quando avrà imparato il rispetto che si devono alle persone allora parlerò.[13]
  • Penso che Gullit possa essere considerato il simbolo del mio Milan. Aveva una grande potenza dal punto di vista fisico e sapeva anche essere un punto di riferimento per i compagni. Quando partiva in progressione si portava via anche il vento. Era anche un donnaiolo: una volta rispose per le rime a Berlusconi, che aveva chiesto ai giocatori 30 giorni di astinenza prima della finale di Coppa dei Campioni, dicendogli "Dottore io con le palle piene non riesco a correre".[14]
  • Sono stato travisato, figuratevi se io sono razzista. Ho solo detto che ho visto una partita con una squadra che schierava 4 ragazzi di colore. La mia storia parla chiaro, ho sempre allenato squadre con diversi campioni di colore e ne ho fatti acquistare molti, sia a Milano che a Madrid. Volevo solo sottolineare che stiamo perdendo l'orgoglio e l'identità nazionale.[12]
  • La Juventus è l'esaltazione della qualità, dell'organizzazione e della potenza.[15]
Intervista di Massimiliano Castellani, Sacchi: povero calcio che non fa squadra, in Avvenire, 9 ottobre 2009
  • Per superare la crisi, dobbiamo smetterla di considerare la furbizia una virtù e l'arrangiarsi un'arte: il perfezionismo deve battere il nostro pressappochismo radicato.
  • Ci esprimiamo ai massimi livelli se c'è da spazzare via la vergogna, l'invidia e la ripicca internazionale... ma non si può mica sempre vivere nello "Stato di massima allerta" per mantenere uno sport in salute.
  • La Nazionale è lo specchio di quello che esprime il campionato, quindi una realtà in cui dominano gli isterismi, la violenza, i debiti delle società, gli stadi fatiscenti.
  • Il pregiudizio si vince con le idee.

Citazioni su Arrigo Sacchi[modifica]

  • È stato il più grande rivoluzionario del calcio mondiale. Forse ripete gli stessi concetti, cosa un po' monotona, però sono i concetti base di ogni squadra di ogni società. (Zvonimir Boban)
  • Era e resta un uomo che brucia di idee e fervore. Alle solite, Sacchi ha predicato umiltà dal suo pulpito mistico. (Gianni Mura)
  • Non insegno chimere, le lascio a Sacchi. Icaro volava, ma Icaro era un pirla. (Giovanni Trapattoni)
  • Non mi interessa cosa dice sul mio Napoli. Lui è fuori dal giro da molto tempo, preferisco sentire cosa ne pensa uno come Prandelli, che non a caso ha più volte detto che la mia squadra gioca meglio di tutti in Italia. Il gioco del Milan di Sacchi? Volevo vederlo senza campioni come Van Basten... (Walter Mazzarri)
  • Premessa: gli allenatori non sono così decisivi come si crede. Per questo ce l'ho più con il sacchismo che con Sacchi. All'inizio del suo primo anno di Milan la società rossonera voleva esonerarlo, dopo l'eliminazione dalla Coppa Uefa. Fedele Confalonieri aveva addirittura già raggiunto un accordo con Nedo Sonetti. Poi il Milan batté il Verona uno a zero, con gol di Virdis, e si riprese. Un gol su azione da calcio piazzato, il gioco di Sacchi non c'entrava niente. (Franco Rossi)
  • Sacchi dice che un c.t. è come un eunuco nell'harem? Parla per sé. Io ce le ho tutte e due... (Giovanni Trapattoni)
  • Sacchi ha avuto il merito di portare la cultura del lavoro nelle grandi squadre però ha pure originato un grosso equivoco. Si diceva che il suo calcio fosse offensivo ma come si fa a chiamare offensivo un calcio basato sul pressing e sul fuorigioco? (Osvaldo Bagnoli)
  • Sacchi ha fatto da spartiacque: c'è stato un calcio prima e dopo la sua idea di pressing. (Cristian Bucchi)
  • [Sul confronto tra Maurizio Sarri e Arrigo Sacchi] Sarri si sta dimostrando molto più bravo, perché Sacchi aveva tanti fuoriclasse, come i tre olandesi, Baresi, Maldini e Donadoni, mentre lui ha ottimi giocatori, non campionissimi. (Alberto Bigon)
  • Si sapeva già a maggio [del 1992] che gli stavo scaldando la panchina. Berlusconi non lo voleva più al Milan e ha fatto il suo interesse, la Federcalcio è stata piuttosto debole. Alla prima partita di Sacchi Rizzitelli mi dedica il gol fatto alla Norvegia e guarda caso da allora non è più stato convocato. Sacchi non condivide le mie idee e io non condivido le sue. (Azeglio Vicini)

Note[modifica]

  1. Giuseppe Picciano, Italiano, istruzioni per l'abuso, Editrice UNI Service, 2008, p. 13.
  2. Bruno Bernardi, Al mare, in una notte di mezza estate Sacchi si strappa crossando per Sanguin, «Stampa Sera», 1 giugno 1988, p. 15.
  3. Dalla cerimonia di consegna del premio Amico dei bambini, un esempio per loro, Milano, 2 marzo 2017: video disponibile su Arrigo Sacchi su Belotti: "Dio non gli ha dato il talento", FoxSports.it, 3 marzo 2017.
  4. Citato in Marco Sappino, Dizionario biografico enciclopedico di un secolo del calcio italiano, Dalai editore, 2000, p. 2109. ISBN 8880898620
  5. Dalla trasmissione televisiva Champions League – Speciale; citato in Sacchi incorona Messi: "È un genio del calcio. Così solo Maradona", Sportmediaset.it, 7 maggio 2015.
  6. Citato in Gian Antonio Stella, Trapattoni, lo straparlare di un genio, Corriere della Sera, 28 marzo 2001.
  7. Citato in Juve, la cultura della vittoria, la Gazzetta dello Sport, 11 marzo 2015, p. 25.
  8. Citato in "La Juve come il Rosenborg". Sacchi punge Allegri, ma rimedia un autogol, Lastampa.it, 9 marzo 2016.
  9. Citato in "Trionfo all'italiana, utile alla nazionale", Corriere della Sera, 24 maggio 1996.
  10. Citato in Marco Sappino, Dizionario biografico enciclopedico di un secolo del calcio italiano, Dalai editore, 2000, p. 2113. ISBN 8880898620
  11. Dal programma televisivo Premium Champions League Studio, Mediaset Premium, 19 marzo 2014
  12. a b Dalla cerimonia di consegna del premio Maestrelli a Montecatini Terme; citato in Sacchi: "Troppi neri nelle giovanili". Poi precisa: "Non sono razzista", Gazzetta.it, 16 febbraio 2015.
  13. Durante l'intervista su Premium Calcio dopo la partita Juventus – Roma (3-2) della Serie A 2014-2015, 5 ottobre 2014; citato in Allegri contro Sacchi, altra lite in TV., Corrieredellosport.it, 5 ottobre 2014
  14. Da un'intervista rilasciata al Quotidiano Sportivo; Retroscena Sacchi: "Gullit disse a Berlusconi 'con le p****e piene non corro...", Goal.com, 1º aprile 2015.
  15. Da un'intervista rilasciata a RMC Sport in occasione dell'evento Gillette Giovani Promesse; citato in Rosa Doro, Sacchi: "Napoli una benedizione ma hanno un'impresa quasi impossibile. Sulla Juve e Buffon...", Tuttojuve.com, 20 marzo 2018.

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