Romain Rolland

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Medaglia del Premio Nobel
Per la letteratura (1915)
Romain Rolland, 1915

Romain Rolland (1866 – 1944), scrittore francese.

Citazioni di Romain Rolland[modifica]

  • Al di sopra della mischia.[1]
Au-dessus de la mêlée.
  • Biriukoff è un vecchietto di una sessantina d'anni, con una barba grigia che parla con una voce flebile, un po' bleso, con gesti estremamente calmi. Egli è semplicissimo, dice solo cose precise, con tono di naturale dignità, che nasce dal rispetto per l'argomento e dalla sua convinzione. È coraggioso senza spavalderia quando afferma, in un'epoca simile, e in questa Ginevra arsa dalle passioni nazionaliste, le idee di Tolstoj sulla guerra e sulla patria. In proposito legge alcuni testi che non lasciano il minimo dubbio: una conversazione in cui Tolstoj affermava, durante la guerra russo-giapponese, che quand'anche il nemico fosse stato a Mosca, quand'anche fosse stato a Pietroburgo, il rifiuto del servizio militare gli sarebbe parso il dovere assoluto.[2]
  • [Su Gandhi] Intorno a lui c'è una semplicità quasi simile a quella di un bambino. I suoi modi sono gentili e cortesi anche quando tratta con gli avversari, ed è di una sincerità incontaminata. È modesto e senza pretese, al punto che qualche volta può sembrare quasi timido, esitante quando asserisce qualcosa, tuttavia sentite il suo spirito indomabile. Non cerca scuse se deve ammettere di aver sbagliato... Letteralmente "patito della moltitudine che lo adora," non ha molta fiducia nelle maggioranze e teme "il governo di massa" e le passioni scatenate della plebaglia. Si sente a suo agio soltanto in una minoranza, ed è felicissimo quando, in solitudine meditativa, può ascolatare la "piccola voce tranquilla" dentro di sé. Questo è l'uomo che ha incitato trecento milioni di persone alla rivolta, che ha fatto tremare le fondamenta dell'impero inglese, e ha introdotto nella politica umana l'afflato religioso più forte degli ultimi duecento anni.[3]
  • [Su Mozart] Nella tempesta di passioni che, dopo la Rivoluzione, ha investito tutte le arti e sconvolto la musica, è dolce rifugiarsi talvolta nella sua serenità come sulla cima di un Olimpo dalle linee armoniose e contemplare lontani, nella pianura, i combattimenti degli eroi e degli Dei di Beethoven e di Wagner e il mondo come un vasto mare dai flutti frementi.[4]
  • Tolstoj fu la luce più pura che abbia illuminato la nostra giovinezza in quel crepuscolo denso di ombre grevi del diciannovesimo secolo che tramontava.[5]
  • Un eroe è chi fa quello che può.[6]
  • V'è un solo eroismo al mondo: vedere il mondo com'è e amarlo.[7]

Citazioni su Romain Rolland[modifica]

Note[modifica]

  1. Citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 671.
  2. Da Diario degli anni di guerra; citato in Isabella Adinolfi, Bruna Bianchi, «Fa' quel che devi, accada quel che può»: Arte, pensiero, influenza di Lev Tolstoj, Orthotes Editrice, Napoli, 2011, p. 189. ISBN 978-88-905619-9-3
  3. Da Mahatma Gandhi; citato in Erik Erikson, La verità di Gandhi: Sulle origini della nonviolenza militante, Feltrinelli, Milano, 1972, p. 19.
  4. Da Some Musicians of Former Days, Ayer Publishing, 1977, p. 358. ISBN 978-0-8369-0831-2
  5. Citato in Gino Ditali, Introduzione, in Lev Tolstoj, Contro la caccia e il mangiar carne, Isonomia editrice, Este, 1994, p. 8. ISBN 8885944116
  6. Citato in Focus, n. 107, p. 144.
  7. Da Vita di Michelangelo.

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