Sándor Ferenczi

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Sándor Ferenczi (1873 – 1933), psicoanalista e psichiatra ungherese.

Citazioni di Sándor Ferenczi[modifica]

  • Nelle favole i fantasmi d'onnipotenza sono e restano dominanti. Proprio là dove dobbiamo inchinarci maggiormente di fronte alle forze della natura, la favola ci soccorre con i suoi motivi tipici. Nella realtà siamo deboli: per questo gli eroi delle favole sono forti e invincibili; nella nostra attività e nel nostro sapere siamo limitati e ostacolati dal tempo e dallo spazio: per questo gli eroi delle favole vivono in terno, sono contemporaneamente in cento posti diversi, leggono l'avvenire e conosocno il passato. Pesantezza, durezza, impenetrabilità della materia ci si oppongono e ci ostacolano: nelle favole, invece, l'uomo possiede ali, il suo sguardo penetra attraverso le pareti, la sua bacchetta magica gli apre ogni porta. (da Le tappe evolutive del senso di realtà, in Fondamenti di psicoanalisi, vol I, Teoria, Guaraldi, Rimini, 1972, p. 56.[1])

Citazioni su Sándor Ferenczi[modifica]

  • È qualche cosa che anche Ferenczi, un allievo di Freud aveva capito negli anni Trenta. La stessa Klein utilizzava i giocattoli perché i bambini possono comunicare l'inconscio non a parole ma attraverso il gioco e a volte anche gli adulti possono comunicare certi stati di rêverie, di sogno attraverso il gioco [...] Lo psicodramma [come l'analisi attiva] si può definire come Cocteau chiamava il cinema: un sogno dormito in piedi. (Ottavio Rosati)

Note[modifica]

  1. Citato in Riccardo Marchese, Luigi Concato, Giuseppe Tibaldi , Antonio Genovese e Adriano Colombo, Uomini e istituzioni, Ricerche interdisciplinari sui principali meccanismi della società, La Nuova Italia Editrice, Firenze, 19793, p. 766.

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