Séamus Heaney

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Jump to navigation Jump to search

Séamus Heaney (1939 − 2013), poeta irlandese.

Citazioni di Séamus Heaney[modifica]

  • Da riportare indietro là fino al tempio in un'alba | quando il mare stende le sue lontane messi solari verso il sud | ed io faccio una nuova offerta mattutina: | che io possa sfuggire il miasma del sangue versato, | frenare la lingua, temere l'hybris, temere il dio | fino a che egli parli con la mia bocca ormai sciolta. (Pietra di Delfi[1])
  • Giacevo in attesa | tra la superficie di torba e le mura | del regno, tra strati di erica | e pietre aguzze taglienti. || Il mio corpo era leggibile | dalle influenze striscianti: | mi brancolava sul capo il sole dell'alba | e si raffreddava ai miei piedi. || Attraverso le vesti e la pelle | mi digeriva | la linfa dell'inverno, | e le radici illetterate || ponderavano e morivano | nelle cavità | dello stomaco e degli occhi. | Giacevo in attesa || sul fondo ghiaioso, | col cervello che si oscurava, | un vasetto di micelio | fermentante sottoterra || sogni di ambra baltica. | Resti di bacche sotto le unghie, | il groppo vitale che si riduce | nel cavo del ventre. || Si corrose il mio diadema | e le gemme caddero | nel banco di torba galleggiante | come le connessioni della storia. (da La Regina della palude, North; in Scavando, Poesie scelte (1866-1990), a cura di Franco Buffoni, Fondazione Piazzolla, Roma, 1991, pp. 63-64)
  • Il poeta Orfeo canta alle creature e le incanta, e tutti dicono oh!, non fanno altro che cadere in trance. Quello è un possibile tipo di scrittura, lo scrittore come incantatore. Ma non basta nel caso dello scrittore come abitante della realtà. Ecco perché Platone ce l'aveva con il poeta, a causa di questo «fattore incantesimo», perché la mente dell'ascoltatore s'addormentava, e lui passava sul pilota automatico come essere umano. Ora, l'artista nel pieno della sua forza, e la risposta all'arte pienamente viva, supera l'incantesimo e si volge verso quello che Yeats chiama la «desolazione della realtà». E qui c'è un altro Orfeo, non quello che tira la corda dell'arpa che addormenta tutti, ma un Orfeo che si confronta con i fatti della vita e della morte, che scende negli inferi, che sfida sempre la morte ma non riesce mai a sopraffarla, che non riesce mai a rendere la perfezione un tutto perfettamente coerente. (da Tra Nord e Sud: Deviazioni poetiche. Intervista con Richard Kearney[2])

Note[modifica]

  1. In Station Island, a cura di Gabriella Morisco, traduzioni di Gabriella Morisco e Anthony Oldcorn, Edizione CDE, Milano, p. 21.
  2. In Attraversamenti, con nuovi inediti e un'intervista al poeta, a cura di Anthony Oldcorn, postfazione di Jacopo Ricciardi, disegni di Enrico Della Torre, Libri Scheiwiller − PlayOn, Milano, 2005, pp. 81-82. ISBN 88-7644-467-X

Altri progetti[modifica]