Seconda guerra civile nella Repubblica Centrafricana

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Moschea distrutta a Bangui

Citazioni sulla seconda guerra civile nella Repubblica Centrafricana.

Citazioni[modifica]

Michel Djotodia[modifica]

  • La vittoria non è mia. È la vittoria del popolo della Repubblica Centroafricana. Ciò implica che il popolo della RCA deve essere unito, deve vedere il futuro con obiettività, perché non c'è pace. E senza pace, nulla può essere fatto.
  • Non siamo qui per fare una caccia alle streghe. Siamo venuti per tutti i centrafricani. Abbiamo preso le armi per loro.
  • Se abbiamo preso le armi, non è perché siamo spinti da una particolare persona. È semplicemente la miseria ci ha spinto a prendere le armi, questo è tutto.

Dieudonné Nzapalainga[modifica]

  • È giunto il momento di guardarci in faccia per disarmare i nostri cuori e le nostre menti al fine di ricostruire questo bellissimo Paese. Il cammino da intraprendere passa attraverso la conversione, il dialogo, l’accettazione degli altri.
  • Fuori dalla capitale non c’è nessun controllo né da parte delle autorità civili né da parte delle forze dell’ordine. E allora vari gruppi di ribelli spadroneggiano dove e come possono: dagli ex Seleka ai gruppi di autodifesa anti balaka, dai pastori peul ai miliziani dell’Esercito di liberazione del Signore. Chi ha le armi le usa per controllare il territorio, per taglieggiare e sottomettere la popolazione e soprattutto per sfruttare le risorse minerarie del paese, come nel caso di Bambari: oro e diamanti, in particolare, ma anche uranio e petrolio. Non c’è una vera e propria autorità che controlli il paese fuori dalla capitale. Alcuni prefetti non hanno neppure i gendarmi o, se li hanno, non sono armati.
  • Ho fondato con un imam e un pastore protestante la piattaforma interreligiosa per la pace, con un unico scopo: dire chiaramente a una voce che questa è una crisi militare e politica, non religiosa. Non è stato un imam a dire ai musulmani di uccidere i cristiani. Non è stato un prete a dire ai cristiani di uccidere i musulmani. Mettendoci insieme abbiamo salvato molte vite umane.
  • L’ultima crisi ha avuto una progressione folgorante e ha visto il concorso di mercenari venuti dal Ciad e dal Sudan, gente che non parla né la lingua nazionale, il sango, né il francese, ma l’arabo. Qui c’è stato il primo fraintendimento e la gente è stata indotta a fare un’equazione pericolosa: si è cominciato a dire che tutti i Seleka erano musulmani e che tutti i musulmani erano Seleka. Chiaramente non è così. Lo stesso vale per i cristiani, che non sono tutti anti balaka, ovvero appartenenti alle milizie di autodifesa: basti vedere come vanno in giro ricoperti di amuleti. La connotazione etnico-religiosa che ha preso la crisi centrafricana non ha fatto altro che peggiorare le cose, cosicché ancora oggi è particolarmente difficile portare avanti il processo di pacificazione e di riconciliazione.
  • Noi non vogliamo che la Repubblica Centrafricana venga divisa. Questa è una situazione davvero triste, penosa! Molti camion che portano via uomini, donne e bambini, vengono dal vicino Ciad. I musulmani li vedono, hanno paura, salgono e se ne vanno. Succede anche qui a Bangui, ma soprattutto in periferia, dove non ci sono forze dell'ordine né militari a garantire l’ordine pubblico.

Catherine Samba-Panza[modifica]

  • La causa principale è la povertà. C'è una grandissima povertà. Giovani senza lavoro, che vengono manipolati facilmente. Dico che i politici hanno sfruttato queste sensibilità per certi fini. Sfortunatamente questo ha fatto presa e ha creato scontri tra musulmani e cristiani. È la realtà.
  • Non cederò neanche un centimetro del mio Paese. Condanno fermamente le velleità secessioniste della Repubblica centrafricana. E ho messo in guardia coloro che volevano realizzare questa divisione: sbarrerò loro la strada.
  • Ognuno dovrà rispondere delle sue azioni. Le persone che hanno compiuto atti deprecabili, ne risponderanno. Non devo proteggere banditi o politici corrotti o agitatori che hanno portato il Paese a questa situazione. Non proteggerò nessuno. Ognuno risponderà delle sue azioni davanti al tribunale internazionale.
  • Sono il presidente di tutti i centroafricani, senza eccezioni. Chiedo ai miei bambini anti-balaka e seleka di ascoltarmi e di mettere giù le armi.

Voci correlate[modifica]

Altri progetti[modifica]