Serie A 1969-1970

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Una formazione del Cagliari campione d'Italia 1969-1970.

Citazioni sul campionato italiano di Serie A 1969-1970.

  • Era il 12 aprile, quando l'epico Rombo di Tuonobreriano con uno dei suoi pezzi forti di repertorio, gol di testa a volo d'angelo, contro il Bari realizzò la rete che regalava il primo e unico scudetto al Cagliari. Si materializzava una concreta utopia, che riabilitava un popolo povero e migrante, da sempre al margine della storia patria e tacciato di banditismo, che ogni domenica si spostava da uno stadio all'altro con euforia transumante. E poi quel titolo in Sardegna infondeva una rinnovata speranza, una spinta rivoluzionaria a quel calcio di provincia che allora poteva ancora giocarsela alla pari con le tre nobili blasonate di sempre: Juve, Inter e Milan. Una cavalcata trionfale, resa possibile per la compattezza e l'unione davvero "sarda" di un gruppo di uomini che incarnavano a pieno il coraggio indipendentista del guerriero Amsicora, l'indigeno cartaginese che nel 215 a.C. capeggiò la rivolta contro i romani invasori. Lo stadio Amsicora fu il piccolo grande teatro delle imprese del Cagliari di Riva e di quella anonima "sporca dozzina", per lo più fatta di lombardo-veneti, scartati dai grandi club del Nord, spediti al "confino" per andare a creare una sorta di legione straniera, la cui missione fu anche quella di combattere in campo, contro tutto e tutti, per riscattare l'onore dell'Isola. Quel Cagliari, a cominciare dal suo Filosofo in panchina, il pedagogo Manlio Scopigno, fu un esempio di autarchica anarchia applicata al gioco del pallone. [...] Una banda poetica quanto guascona, ma con giudizio, scevra ai ritiri eppure preparata atleticamente e baciata da madre natura, in cui a tutti era concesso di bere un bicchiere di più e di fumare la giusta stecca settimanale di sigarette, a patto che alla domenica il risultato non venisse mai meno. (Massimiliano Castellani)
  • Lo scudetto del Cagliari rappresentò il vero ingresso della Sardegna in Italia. Fu l'evento che sancì l'inserimento definitivo della Sardegna nella storia del costume italiano. Questa regione rappresentava fino agli anni Sessanta un'altra galassia [per non dire nazione n.d.r.]. Per venirci, bisognava prendere l'aereo e gli italiani avevano una paura atavica di questo mezzo di trasporto. La Sardegna aveva bisogno di una grande affermazione e l'ha avuta con il calcio, battendo gli squadroni di Milano e Torino, tradizionalmente le capitali del football italiano. Lo scudetto ha permesso alla Sardegna di liberarsi da antichi complessi di inferiorità ed è stata un'impresa positiva, un evento gioioso. (Gianni Brera)

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