Silvio Danese

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Silvio Danese (... – vivente), critico cinematografico italiano.

Citazioni di Silvio Danese[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • [Su Tutti pazzi per Mary] Sei pretendenti: il Perso, il Pazzo, l'lmballato, lo Stravolto, l'Accanito, il Malato. A ciascuno una scena comica che, a dispetto delle attese, strappa la risata. L'incriminata sequenza dello spenna appeso ai capelli è esilarante. Incomincia come una ordinaria commedia romantica, finisce come una farsaccia. Ma in mezzo si fa un buon esercizio di muscoli facciali. La Diaz? Gli sceneggiatori si sono dimenticati di scriverle il personaggio. Da ridere e da dimenticare.[1]
  • [Su Thirteen Days] Due ore e mezzo di testosterone presidenziale sono dure da sopportare. Ma finalmente si comprende perché l'embargo a Cuba resiste ancora, dopo 40 anni, al di là delle ragion militare: gli americani la menzogna non riescono a mandarla giù. Istruttivo.[2]
  • [Su Don't Say a Word] Non è male l'idea della mente come cassaforte, ma è macchinosa la trappola dei delinquenti ed è un po' maldestro il finale che, per lasciare a Douglas il merito del coraggio e della sfida, rende imbecille la polizia. C'è una fosca atmosfera metropolitana, riuscita, che si deve al regista di Cosa fare a Denver quando sei morto e Il collezionista, Con Unico testimone questo terzo film di Fleder compone un dittico tra i titoli in cartellone: thriller di famiglia con padre detective. Potabile.[3]

Note[modifica]

  1. Da Il Giorno, 17 ottobre 1998; citato in Tutti pazzi per Mary, Cinematografo.it.
  2. Da Quotidiano Nazionale, 6 aprile 2001; citato in Thirteen Days, Cinematografo.it.
  3. Da Quotidiano Nazionale, 12 aprile 2002; citato in Don't Say a Word, Cinematografo.it.