Slash

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Slash nel 2009

Slash, nome d'arte di Saul Hudson (1965 – vivente), chitarrista, regista, compositore e produttore discografico anglo-statunitense, membro dei Guns N' Roses.

Citazioni di Slash[modifica]

  • Da un punto di vista puramente commerciale si punta a scommettere sulle scelte sicure ma sotto tutto questo c'è un movimento rock giovane che sta facendo le cose sul serio. Ma l'ambiente ha i suoi meccanismi e da parte delle aziende spesso non c'è la voglia di dare un'opportunità a queste giovani band emergenti. Ci sono gruppi che dovrebbero avere la possibilità di fare due o tre album per riuscire ad arrivare alla propria musica. Ora invece è tutto concentrato su gruppi in grado di piazzare una hit e poi scompaiono. Ma sono sicuro che in questo momento ci siano tantissime band rock di grande livello, bisogna solo dargli la possibilità e il modo di sviluppare la propria musica, per passione e non per soldi.[1]
  • [Riguardo al suo progetto con Myles Kennedy e i Conspirators] È una combinazione di entrambe le cose. È sicuramente prevalente il fattore band, nonostante ci si riferisca a me come a un artista solista, ed è quindi giusto che sia io a presentare la musica scritta con il gruppo. Ma nonostante ciò, ognuno di noi fa come meglio crede, e tutti inseguiamo gli stessi obiettivi e desideri: lavoriamo tutti insieme su quello che la band dovrebbe fare. Quindi, prima di tutto, io mi occupo degli aspetti meramente rappresentativi/mondani, Myles scrive i testi e quindi abbiamo in qualche modo una sorta di partnership. È davvero semplice l'idea di fondo, per quanto molte persone cerchino a volte di rendere il concetto più complicato di quanto non lo sia in realtà.[2]
  • Nel mondo della musica c'è sempre stato chi ha dato importanza alla musica e chi ai soldi. Negli anni '90 probabilmente quella della musica era l'industria più florida, molto più del cinema. Ma da quando all'equazione si è aggiunto internet le cose sono cambiate moltissimo. Ora nel settore si fa fatica a trovare il modo per fare soldi. Non penso che l'arte e la creatività siano cambiate, è cambiato il modo di pensare a come riuscire a farne un lavoro da questo. Le opportunità sono decisamente diverse da quelle che avevo io quando ho cominciato.[1]
  • Raramente guardo la folla quando sono impegnato in un concerto. È una cosa che mi fa sentire a disagio, non riesco proprio a guardare i volti delle persone che sono lì per me. Preferisco rifugiarmi nel mio piccolo mondo dove ci siamo solo io e la mia chitarra. Sono uno che suona col cuore ma sono anche molto timido.[3]
  • Semplicemente io amo il rock and roll, non c'è altro da aggiungere direi. È qualcosa di cui sono stato sempre appassionato, una pulsazione interiore che mi eccita, e quindi non ho nessuna intenzione di rallentare i ritmi. A volte mi trovo a jammare e divertirmi con musicisti blues, mi piace, ma nel contesto dei miei dischi, mi interessa solo suonare hard rock.[4]

Slash: io sono il rock (e le vostre figlie mi amano)

Intervista di Gianni Poglio, Panorama.it., 2010.

  • Mamma Ola inventava costumi di scena per David Bowie, papà Anthony disegnava copertine per i dischi di Joni Mitchell e Neil Young. Quando divorziarono, io e Ola, senza una casa dove stare, iniziammo a girare l'America come vagabondi. Su un camper rosso, che cadeva a pezzi.
  • [Su Iggy Pop] L'Iguana è immortale. Vive a 63 anni come se ne avesse 20. E dire che ha avuto più donne e bottiglie di whisky che pasti caldi.
  • Cocaina, eroina, crack, vodka, whisky e sesso selvaggio occasionale, anche di gruppo, sono solo alcuni dei demoni che ho dovuto uccidere per rimanere vivo. Adesso pecco meno di prima, ma non mi definirei un santo. Scrivendo la mia autobiografia ho ricostruito chi ero e che cosa avevo combinato.
  • Un giorno, mentre ero sotto la doccia strafatto, ebbi le allucinazioni. Sulla mia testa volava un Velociraptor con le fauci insanguinate. Corsi in strada nudo come un verme e fradicio. Mi caricarono a forza su una limousine per portarmi in un centro di disintossicazione, ma durante il tragitto trovai una bottiglia di vodka nel frigobar e me la scolai tutta. Fu un viaggio spaventoso negli abissi della mente.
  • [Sui Guns N' Roses] Uno dei più grandi gruppi della storia del rock. Vendevamo milioni di dischi e ogni settimana ci piovevano nelle tasche milioni di dollari. Il tutto in un crescendo di follia, tra eccessi di ogni tipo, televisori lanciati dal quarantesimo piano di un albergo e pillole per dormire che di solito i veterinari prescrivono agli animali di grossa taglia: ippopotami, elefanti...
  • Una volta, andai a Las Vegas per vedere dal vivo i nuovi Guns. Venni placcato sulla porta da due guardaspalle. Con queste parole: "Tu sei l'unico str... non gradito a questo concerto. Vedi di girare gli stivali e di non farti più vedere".
  • I concerti dei Guns interrotti per rissa, le sbronze, le follie sotto effetto di droghe, il sesso senza controllo... Ecco che cosa ha costruito il mito di Slash. La buona musica ti fa scalare le classifiche, però quello che trasforma uno come me in una leggenda vivente è l'immagine da selvaggio spaccatutto. Un marchio che ti porti dietro per tutta la vita.
  • Lo hanno torturato per anni. Suonare con lui, che mi adorava, è stato impagabile. Michael era un artista assoluto: autore, cantante, ballerino, coreografo e regista, il più grande talento dello show business. Un uomo costretto a vivere per 10 anni come un animale braccato. Poi lo hanno assolto da tutte le accuse. Ma era troppo tardi.

Slash[modifica]

Incipit[modifica]

Mi sembrò di essere stato colpito da una mazza da baseball, scagliata dall'interno del mio petto. Pallini azzurri nella periferia del mio campo visivo. Una violenza improvvisa, invisibile e silenziosa. Non c'era niente di rotto, niente che si potesse vedere a occhio nudo, ma il mio mondo si fermò. Continuai a suonare, e finii il pezzo. Il pubblico non si accorse che il mio cuore aveva compiuto una capriola poco prima dell'assolo. Il karma del mio corpo aveva deciso di restituirmi quanto gli avevo inflitto nel corso degli anni.

Citazioni[modifica]

  • La mia prima ragazza si chiamava Melissa. Era graziosa, una tipa rotondetta con grandi tette, di un anno più giovane di me. Secondo gli standard odierni, per cui i ragazzi ci danno dentro come adulti fin da giovanissimi, non si tratta certo di una realtà scioccante, ma nel 1978 io e lei eravamo avanti: la maggior parte dei nostri coetanei erano ancora al bacio con la lingua. Entrambi sapevamo per istinto che non avremmo dovuto rovinare qualcosa che funzionava così bene, per cui restammo insieme per anni, anche se a fasi alterne.
  • [Negli anni '80] Axl e io diventammo buoni amici nel corso di questo periodo perché, per un po, lui venne a stare con la mia famiglia. Non è che fossimo così intimi: è solo che fino a quel momento Axl non aveva mai avuto un posto suo. Si fermava dove poteva. Nel periodo in cui visse con noi, passava le giornate dormendo nella mia stanza del seminterrato, circondato dai serpenti e dai gatti mentre io ero al lavoro. Quando tornavo a casa, lo svegliavo e insieme andavamo alle prove. Comunque, imparai molto su Axl nel corso di quel periodo. Parlavamo di musica e le cose che pensavamo erano grandiose; ascoltavamo insieme ogni pezzo per poi vivisezionarlo. Era chiaro che avevamo un sacco in comune in termini di gusti musicali. Nutrivamo un rispetto comune per tutte le band che mi avevano influenzato.
  • Un cambiamento definitivo nell'umore dei Guns N' Roses si verificò al primo accenno al problema dei contratti e della proprietà del nome del gruppo. Fu quando Steven fu cacciato via. Axl insistette che il possesso del nome del gruppo fosse qualcosa che dovevamo discutere legalmente. Ci sentimmo obbligati a fare della nostra "identità" un "bene", il che non piacque a nessuno. Quell'accordo legale danneggiò il nostro senso di reciproco rispetto. Perché tutti noi, tranne Axl, ci sentivamo il lato debole. Il nostro livello di tolleranza era molto alto perché eravamo dei tipi tranquilli. Ma una tensione latente stava montando, e la richiesta di stilare un contratto la portò galla.
  • [Nel 1996, quando lasciò i Guns N' Roses] Avevo lavorato la maggior parte della mia vita per rendere grande la band. E ora abbandonare ciò che avevo contribuito a costruire mi faceva sentire fuori dal mondo, spedito in orbita, alienato da tutto. Ma, una volta compiuto il grande passo, mi ero levato un peso enorme dalle spalle: non avevo più una zavorra. Come in decompressione dopo un'immersione in acque profonde. Il giorno dopo in cui presi la mia decisione, mi svegliai presto e chiamai chi avrebbe dovuto recapitare la notizia, dopodiché tornai a dormire. Non ricordo altro di quel giorno, a parte il fatto che quando mi svegliai nuovamente mi sentivo rinato. Come se avessi dormito per una settimana intera. La sera chiamai Duff, Matt e Adam Day per dare loro la notizia. Duff accettò la mia decisione senza alcuna riserva e Matt non fu sorpreso nemmeno un po. Ero soddisfatto, anche se la situazione aveva un sapore agrodolce: nella mia vita non mi ero mai arreso in nulla.
  • Dave Navarro è un chitarrista spaziale, ma era più adatto a prendere il mio posto, non quello di Izzy. In ogni caso non credo che Dave volesse entrare nel gruppo. Tra l'altro, a quel tempo aveva problemi con l'eroina e questo per noi era un fattore da non trascurare.
  • Avevo bisogno di chitarre per suonare dal vivo, così chiesi alla Gibson due Les Paul Standard. Apprezzarono la mia dedizione, ma visto che il mio profilo non era abbastanza alto, non me le avrebbero date gratuitamente: me le vendevano all'ingrosso. Mi andava bene. (p. 251)

Note[modifica]

  1. a b Da un'intervista rilasciata a Rolling Stone India; citato in Slash: "Le giovani band spesso non hanno neanche una chance", Virginradio.it, 18 novembre 2015.
  2. Dall'intervista di Lorenzo Gandolfi per la rivista Chitarre; citato in Il progetto "Slash, Myles Kennedy & The Conspirators" è un progetto solista o una vera band?, UnderRadioRock.com, 6 settembre 2014.
  3. Dall'intervista al New Zealand Herald; citato in Slash: Sono troppo timido per guardare il pubblico, Virginradio.it, 24 febbraio 2015.
  4. Dall'intervista Slash a Soundsblog: "Il rock and roll mi eccita", Soundsblog.it, 16 settembre 2014.

Bibliografia[modifica]

  • Slash, con Anthony Bozza e Mason Segal, Slash, traduzione di Roberto Rossi Grandolfi, edizioni BD, 2007. ISBN 9788861232150

Altri progetti[modifica]