Trần Lệ Xuân

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Madame Nhu nel 1961

Trần Lệ Xuân detta Madame Nhu (1924 – 2011), politica vietnamita.

Citazioni di Trần Lệ Xuân[modifica]

  • Lo sfruttamento della superstizione e l'intossicazione degli animi di essere innocenti non possono essere tollerati. Incitare la gente ad adorare ciò che non ha alcun carattere di santità e a sacrificarsi per cose che non sono mai state minacciate non è altro che superstizione e mistificazione.[1]
  • [Sui monaci durante la crisi buddhista del Vietnam] Fanno passare i propri bonzi allo spiedo.[2]
  • Le donne vietnamesi da schiave che erano sono ora divenute padrone.[3]
  • L'affare dei buddisti è stato sfruttato da reazionari e contro-rivoluzionari.[4]
  • Il nostro Paese è il Vietnam e nessuno può cacciarci da esso: mai in vita mia manderei via un cittadino dal suo Paese.[4]
  • [Sui giornalisti] Non capisco proprio perché ce l'abbiano con me. Va bene che non si può essere simpatici a tutti, ma questo non è motivo per essere odiati. I giornalisti si comportano in modo ingiusto. Raccolgono poche mie parole e le trasformano in un pezzo contro il nostro governo. La stampa occidentale per esempio si riferisce a mio cognato [Ngô Đình Diệm] come al "Presidente cattolico del Vietnam", in quasi tutte le corrispondenze. Ma perché allora non si dice mai "il presidente cattolico De Gaulle", "il presidente musulmano Sukarno", "il Primo ministro ateo Nehru" e via di seguito? Tutto fa parte di una campagna di ostilità contro di noi. Per quanto riguarda i buddisti, noi non siamo né pazzi né irresponsabili. Anche con i nemici ci battiamo a viso aperto. Se essi si limitassero a pregare Buddha, noi non avremmo motivo di perseguitarli.[4]
  • Io voglio che tutte le energie del mio popolo siano sfruttate in pieno per combattere il comunismo.[5]
  • Io non sono né pro né contro... dico che se possono divorziare gli uomini devono poterlo fare anche le donne.[5]
  • [Su Nikita Sergeevič Chruščёv] È più pericoloso di Mao Tse-dun perché è più furbo.[6]
  • [Sull'assassinio di Ngô Đình Diệm e Ngô Đình Nhu] Un assassinio non può essere dissimulato sotto l'etichetta del suicidio. Il fatto che essi siano stati pugnalati alla schiena quando erano per vincere la guerra anticomunista servirà a dar loro maggiore gloria. Non si è trattato di suicidio, ma di assassinio, con la benedizione, ufficiale od ufficiosa, del governo americano.[7]

Dall'intervista de La Stampa

La bella signora Nhu vede comunisti dovunque «Anche il Vaticano è in rapporto con Kruscev», La Stampa, 24 settembre 1963

  • Non è vero che io abbia dichiarato a Roma di voler bruciare i giornalisti come i bonzi, prima perché non ne ho voglia, poi perché non sprecherei benzina per questo.
  • L'Occidente è [...] drogato, è intossicato dalla propaganda comunista. [...] L'America? Più di tutti, non ne parliamo.
  • Quel che so è che ormai il Vaticano è in rapporto con Kruscev.
  • Siamo il solo paese che abbia affrontato il comunismo, siamo il solo paese che lo abbia vinto, dopo che l'Occidente ha rifiutato di combattere ed ha abbandonato la Cina, l'Ungheria, la Corea e... come si chiama? Sì, Cuba.
  • Il comunismo prende alle spalle, uccide, tradisce, il comunismo s'infiltra dovunque, nelle chiese e nelle case, questo, questo, questo vi attende.

Citazioni su Trần Lệ Xuân[modifica]

Stanley Karnow[modifica]

  • Diceva di essere la reincarnazione delle leggendarie sorelle Trung, che avevano condotto la lotta del Vietnam contro la Cina nel primo secolo e la statua che aveva fatto erigere in loro onore era chiaramente un monumento a se stessa. Sessualmente attraente nei suoi abiti scollati, che turbavano i vietnamiti alla maniera antica, occupava un posto singolare, era l'unica donna vicina al misogino Diem. In privato, spesso si adirava con lui e in pubblico lo metteva in imbarazzo con osservazioni provocatorie, ma lui la tollerava per la sua fedeltà alla famiglia. Man mano che Diem si chiudeva in se stesso, lei diventava sempre più una figura pubblica. La sua forza tuttavia era il segno di un regime in decadenza.
  • Fece approvare un editto che aboliva il divorzio e considerava l'adulterio come reato penale; volendo proteggere la "virtù tradizionale" del Vietnam, vietò l'aborto, i contraccettivi, i concorsi di bellezza e gli incontri di boxe. Chiuse i night-club e le sale da ballo, affermando che "danzare con la morte è sufficiente", ma accettò che i caffè restassero aperti, a condizione che le ragazze dei bar, la maggior parte delle quali erano prostitute, vestissero tuniche bianche che le rendevano simili a infermiere di uno studio dentistico. I vietnamiti più permissivi si risentirono per questi decreti ultrapuritani, soprattutto perché i suoi parenti e affini erano tutt'altro che modelli di rettitudine.
  • Parlava bene il francese, la lingua di casa, ma non aveva mai imparato a scrivere la sua lingua madre. Negli anni successivi, avrebbe tenuto i suoi discorsi in francese, facendoli tradurre in lingua vietnamita.

Note[modifica]

  1. Citato in Rivolta buddista contro il dittatore, L'Unità, 18 agosto 1963
  2. Citato in Una piccola signora, elegante e crudele è la vera padrona del Vietnam del Sud, La Stampa, 23 agosto 1963
  3. Citato in La terribile signora Nhu, La Stampa, 28 agosto 1963
  4. a b c Citato in La "signora del Vietnam" parla contro i buddisti, La Stampa, 13 settembre 1963
  5. a b Citato in Ha emancipato le donne per combattere i comunisti, La Stampa, 23 settembre 1963
  6. Citato in La Borgia di Saigon esalta i crimini della famiglia Diem, L'Unità, 24 settembre 1963
  7. Citato in Nuove violente dichiarazioni della signora Nhu in America, La Stampa, 3 novembre 1963

Voci correlate[modifica]

Altri progetti[modifica]