Valdaone

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Lago di Malga Boazzo, Val di Daone

Citazioni su Valdaone.

  • Poche case affondate nel verde, il saliscendi d'un viottolo, la chiesetta d'una contenuta letizia barocca, la fontana di contro al muro cadente d'un orto. Sevròr[1] è tutto qui. Il silenzio è solenne tanto che vi vien voglia di bussare vigorosamente agi usci e di gridare: «Ohilà, siamo in un paese deserto?». Proprio come è accaduto a me, dopo essere giunto all'ultima casa. Sola cosa viva era un bilancino per portare i secchi poggiato allo stipite di granito. Il fabbricato era largo e massiccio, col tetto a due falde che scendeva verso la chioma d'un noce. Dal di dentro usciva un cadenzato tonfo, come se qualcuno battesse i piedi sull'impiantito. Finalmente un viso di donna si affacciò dall'assito presso il ballatoio: «Non c'è nessuno – chiesi – in questo paese?». La donna – portava il fazzoletto annodato sotto il mento secondo l'uso giudicariese – rispose che i più se n'erano andati e che le case erano sbarrate e che erano rimasti i vecchi e i nostalgici. (Aldo Gorfer)

Note[modifica]

  1. In seguito alla peste del Seicento, gli abitanti superstiti abbandonarono Sevror e diedero vita all'attuale Praso, borgo che oggi, dopo la fusione avvenuta il primo gennaio del 2015 con Bersone e Daone, fa parte di Valdaone, comune della Provincia Autonoma di Trento. Cfr. Aldo Gorfer, Solo il vento bussa alla porta, fotografie di Flavio Faganello, Arti Grafiche Saturnia Editore, Trento, 1970, pp. 21-24, e voce su Wikipedia.

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