Valerij Abisalovič Gergiev
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Valerij Abisalovič Gergiev (1953 – vivente), direttore d'orchestra russo.
Citazioni di Valerij Gergiev
[modifica]- Quando sono sul podio sembro un indemoniato? Anche Karajan o Bernstein lo erano: è un modo di esprimersi naturale per un direttore dalla forte personalità.[1]
L'Ossezia è l'11 settembre dei russi
Corriere della Sera, 22 settembre 2008
[Sulla seconda guerra in Ossezia del Sud]
- L'esercito russo è intervenuto in Ossezia per mettere fine a una strage di civili russi. Non c'è nessuna differenza con l'attentato alle Torri gemelle.
- La Russia è già Europa. San Pietroburgo può dirsi una delle città italiane più belle, se i suoi palazzi più importanti li hanno progettati Rastrelli, Quarenghi e Rossi.
- Oggi, la mia è la voce di un uomo che, essendo osseto, cerca anche di moderare le proprie emozioni. Ma a Tskhinvali non c'era più niente. Niente, capisce? Abbiamo suonato tra le rovine.
- Putin e Medvedev hanno ridato orgoglio alla Russia: rispetto di sé, del suo ruolo di potenza globale, accanto a Usa, Europa, Cina. Dio ha creato fiori di tanti colori, ed è la bellezza della natura. I giardini del mondo sono numerosi e diversi fra loro. Servono diversi giardinieri per curarli. Uno solo farebbe un cattivo lavoro.
Citazioni su Valerij Gergiev
[modifica]- L'ultima volta che vidi Gergiev, a Salisburgo, aveva i capelli lunghi e una barba di diversi giorni; oggi ha i capelli corti e si rade, ma mentre dirige l'orchestra continua a essere un posseduto, che va sempre oltre la partitura, un essere sotterraneo, connesso con le profondità inquietanti dell'abisso umano, capace di trasformare un concerto o un'opera in una cerimonia geniale e agghiacciante. (Mario Vargas Llosa)
- Per quanto deplorevoli fossero le idee politiche di Céline e Furtwängler, leggerli e ascoltarli oggi non favorisce l'Anschluss né agevola la Shoah. Altra cosa, invece, è consentire a un primario scagnozzo di Putin di mostrare l'aspetto presentabile della Russia al pubblico occidentale, in modo da allentare la tensione nei confronti del regime criminale e da riattivare i rapporti commerciali e politici con Mosca, il modo più diretto per rimuovere l'unica arma di difesa a nostra disposizione. (Christian Rocca)
- Quel direttore d'orchestra è parte integrante della "guerra di Putin". E non da ieri, ma sin dai tempi delle offensive belliche contro la Cecenia e contro la Georgia. Insomma, stiamo parlando di un attivissimo agente dell'imperialismo russo, considerato quanto nella strategia del Cremlino contino la propaganda, la produzione culturale, l'interferenza con le agenzie di formazione del senso comune, la manipolazione delle mentalità e delle coscienze. (Luigi Manconi)
- Valerij Gergiev non è un grande artista che non ha avuto il coraggio di andare contro Putin per non fare la fine di Aleksei Navalny, Anna Politkovskaja e altre decine di eroici oppositori eliminati fisicamente dal criminale di guerra che purtroppo governa la Russia. Valerij Gergiev è un grande artista che sostiene apertamente Putin, che non ha esitato a prendere il posto del direttore del Bolshoi cacciato per aver preso, lui sì, posizione contro l'aggressione all'Ucraina. È una pedina della propaganda di un dittatore che sta massacrando i civili ucraini, dopo aver condotto una guerra di sterminio in Cecenia. (Aldo Cazzullo)
- Grazie al suo talento e alla sua fama, Gergiev potrebbe facilmente rompere con il regime criminale di Putin. Le migliori orchestre e i migliori teatri del mondo sarebbero lieti di offrirgli i mezzi e le condizioni per una libera creatività. Ma Gergiev non ha bisogno di libertà creativa; l'ha barattata in cambio del sostegno a un sanguinario dittatore.
- L'amore di lunga data di Gergiev per Putin non è per niente l'ennesimo esempio di un artista ingenuo e lontano dalla politica che cade inconsapevolmente vittima del fascino del dittatore. Gergiev sa perfettamente che cosa sta facendo, con chi condividere la sua popolarità e reputazione, e fa pagare caro i suoi servizi. È un complice consapevole e attivo del regime di Putin, basato su potere illimitato, corruzione, illegalità e repressione politica.
- Nel 2012, Valerij Gergiev non solo ha appoggiato pubblicamente il ritorno illegale di Putin alla presidenza per un terzo mandato, ma era anche uno dei suoi uomini di fiducia e si è unito alla sua campagna elettorale. In Russia era già iniziata una repressione politica su larga scala, ma Gergiev non ne era affatto turbato. Nel 2014, Gergiev ha sostenuto pubblicamente e a gran voce l'annessione illegale della Crimea. Ha firmato una lettera collettiva di personalità della cultura a sostegno della posizione di Vladimir Putin su Ucraina e Crimea.
- Sì, il Maestro Gergiev è un direttore d’orchestra eccellente. Ma come sappiamo dalla storia, i grandi artisti possono essere tra i cattivi e non esitare a coprire con la loro reputazione regimi crudeli e disumani. Valerij Gergiev è proprio uno di questi.
- Come ogni guida carismatica, attorno a lui sono fiorite leggende, agiografie e biografie denigratorie: «è il Maestro, ha una carica magnetica che ti attrae e ti convince a seguirlo in ogni sua intuizione».
- Per capire Valeri Gergiev bisogna andare nel profondo della cultura e della storia russe. Bisogna aver letto Dostoevskij per decifrare il suo sguardo così intenso, i suoi tratti che paiono sbozzati da una pagina dei Fratelli Karamazov, per seguire il suo gesto appassionato che lascia immaginare uno degli interminabili dialoghi dei «Demoni».
- Tutti concordano nell' attribuirgli una forza e una vitalità fuori dal comune: nello stesso giorno può dirigere, tra prove e concerti, tre orchestre in tre diverse capitali, raramente arriva a concedersi cinque ore di sonno.
- Gergiev in Italia gestisce un patrimonio da oltre 100 milioni di euro. Una somma anomala che supera il budget di qualsiasi ambasciata russa. Non sappiamo come usi questi soldi, a chi li trasferisca e per quale scopo, ma ci può fare di tutto: promuovere eventi culturali o pagare piccole tangenti. Anzi, siamo certi che li usi per altro che scopi personali.
- Gergiev non è soltanto un direttore d'orchestra, ma è un funzionario governativo di altissimo livello, una sorta di ambasciatore di Putin nel mondo della cultura. Il concerto a Caserta avrebbe mandato il messaggio sbagliato che si può continuare a promuovere un'arte ultra-patriottica, accettare promozioni e titoli da Putin in persona, e riavere indietro il proprio pubblico straniero. Il messaggio invece dev'essere solido e coerente: chi sostiene Putin, non è benvenuto in Europa. Senza eccezioni. A prescindere dal suo talento.
- Gergiev si è rifiutato di smarcarsi da Vladimir Putin e dalla sua guerra in Ucraina benché avesse tutti i mezzi per continuare la sua carriera in Occidente. In questi tre anni e mezzo, migliaia di persone sono state uccise, altrettante sono state imprigionate, tutte le libertà residue in Russia sono state annullate, mentre Gergiev per il suo silenzio e per la sua fedeltà è stato persino promosso: oltre alla direzione artistica del Mariinskij di San Pietroburgo che già aveva, ha ottenuto quella del Bolshoj di Mosca.
Note
[modifica]- ↑ Citato in Enrico Parola, Zar Gergiev, Corriere della sera, 15 settembre 2008.
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