Valerij Abisalovič Gergiev

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Valerij Abisalovič Gergiev

Valerij Abisalovič Gergiev (1953 – vivente), direttore d'orchestra russo.

  • Quando sono sul podio sembro un indemoniato? Anche Karajan o Bernstein lo erano: è un modo di esprimersi naturale per un direttore dalla forte personalità. (citato in Enrico Parola, Zar Gergiev, Corriere della sera, 15 settembre 2008)
L'Ossezia è l'11 settembre dei russi, Corriere della Sera, 22 settembre 2008
  • L'esercito russo è intervenuto in Ossezia per mettere fine a una strage di civili russi. Non c'è nessuna differenza con l' attentato alle Torri gemelle.
  • La Russia è già Europa. San Pietroburgo può dirsi una delle città italiane più belle, se i suoi palazzi più importanti li hanno progettati Rastrelli, Quarenghi e Rossi.
  • Oggi, la mia è la voce di un uomo che, essendo osseto, cerca anche di moderare le proprie emozioni. Ma a Tskhinvali non c'era più niente. Niente, capisce? Abbiamo suonato tra le rovine.
  • Putin e Medvedev hanno ridato orgoglio alla Russia: rispetto di sé, del suo ruolo di potenza globale, accanto a Usa, Europa, Cina. Dio ha creato fiori di tanti colori, ed è la bellezza della natura. I giardini del mondo sono numerosi e diversi fra loro. Servono diversi giardinieri per curarli. Uno solo farebbe un cattivo lavoro.

Citazioni su Valerij Abisalovič Gergiev[modifica]

  • Come ogni guida carismatica, attorno a lui sono fiorite leggende, agiografie e biografie denigratorie: «è il Maestro, ha una carica magnetica che ti attrae e ti convince a seguirlo in ogni sua intuizione». (Enrico Parola)
  • L'ultima volta che vidi Gergiev, a Salisburgo, aveva i capelli lunghi e una barba di diversi giorni; oggi ha i capelli corti e si rade, ma mentre dirige l'orchestra continua a essere un posseduto, che va sempre oltre la partitura, un essere sotterraneo, connesso con le profondità inquietanti dell'abisso umano, capace di trasformare un concerto o un' opera in una cerimonia geniale e agghiacciante. (Mario Vargas Llosa)
  • Per capire Valeri Gergiev bisogna andare nel profondo della cultura e della storia russe. Bisogna aver letto Dostoevskij per decifrare il suo sguardo così intenso, i suoi tratti che paiono sbozzati da una pagina dei Fratelli Karamazov, per seguire il suo gesto appassionato che lascia immaginare uno degli interminabili dialoghi dei «Demoni». (Enrico Parola)
  • Tutti concordano nell' attribuirgli una forza e una vitalità fuori dal comune: nello stesso giorno può dirigere, tra prove e concerti, tre orchestre in tre diverse capitali, raramente arriva a concedersi cinque ore di sonno. (Enrico Parola)

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