Vanessa Gravina

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Vanessa Maria Gravina (1974 – vivente), attrice e regista teatrale italiana.

Vanessa Gravina: «Spesso ho scelto strade difficili, e non ho mai mollato. Oggi mi sento molto più libera»

Intervista di Anna Chiara Delle Donne, Wondernetmag.com, 3 aprile 2020.

  • Abbiamo avuto dei grandi autori che hanno scritto dei capolavori teatrali per le donne. L’altro giorno ho visto Il giardino dei ciliegi con la regia di Giorgio Strehler e la meravigliosa interpretazione di Valentina Cortese. A teatro, ho ammirato dei ritratti straordinari di donne. Recentemente ho interpretato il personaggio di Elmira nel Tartufo. La mia, per esempio, è una sorta di dea ispiratrice che prende in mano la situazione e la risolve attraverso la sua intelligenza di donna. Al cinema la maggior parte dei ruoli principali sono interpretati dai grandi protagonisti maschili come Elio Germano, Marco Giallini, Luca Marinelli, Alessandro Gassmann. Le donne purtoppo sempre in minoranza.
  • Ero una bambina molto vera, diretta, poco condizionata. Ho sempre amato recitare. Sin da piccola ho sempre visto le cose con uno sguardo filosofico. Mi piaceva contemplare la realtà con un terzo occhio. Sono stata una bambina pensante e analitica, una grande osservatrice. Con il tempo sono diventata più diplomatica. Ho dovuto filtrare molte cose. Ho costruito un incedere che mi permettesse di stare con gli altri. Oggi, mi sento di dirti che sto tornando ad essere la bambina che ero.
  • Ho dovuto fare una sorta di "rehab". Mi sono messa nelle condizioni di trovare ciò che arrivava, in modo spontaneo. Spesso ho scelto strade difficili da percorrere, e non sempre commerciali. Ho tentato di inventarmi una mia dimensione, cercando di valorizzare quello che ero in grado di fare e quello che mi era consentito fare. Sono arrivata fin qui, e non ho mai mollato.
  • Sin da piccola mi sono caricata di grandi responsabilità nei confronti del lavoro e della mia famiglia. Spesso, mi sono sentita quasi in ostaggio di alcune mie situazioni. Oggi sto iniziando ad essere una persona molto più libera. In questi ultimi anni ho fatto dei percorsi di consapevolezza e di abbandono di alcune dinamiche che mi facevano un po' male. Mi sono liberata di alcune gabbie mentali, di alcuni sensi di colpa. La libertà è un work in progress. Voglio riuscire ad avere la forza estrema di poter scegliere sulla mia vita affettiva, su quella artistica e professionale, sul mio tempo libero, su tutto. Voglio trovare la grande capacità di dire "no", quando arriva il momento di dirlo.

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