Vanni Scheiwiller

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Vanni Scheiwiller (1934 – 1999), critico d'arte, editore e giornalista italiano.

Citazioni di Vanni Scheiwiller[modifica]

  • Eppure è cominciato quasi per gioco, nel 1951, io liceale aspirante giocatore di tennis: mio padre Giovanni Scheiwiller, figlio di quel Giovanni che fu tra i primi collaboratori del grande Ulrico Hoepli, venendo verso il 1880 a Milano dal Cantone di San Gallo era allora direttore della Hoepli, e stanco e sfiduciato della sua piccola casa editrice del sabato e della domenica (Passatempo 1925-1944 aveva intitolato un suo cataloghino) mi chiese a bruciapelo se volevo continuare io: «Sì, papà». Il tennis perse un mediocre giocatore e l’editoria italiana si guadagnò il suo editore "inutile", di libri e microlibri, non tascabili ma taschinabili.[1]
  • [Ho Kan è] Silenzioso, modesto, irriducibile; da anni lo ammiro perché mi insegna la grande pittura senza immagine: da ascoltare prima ancora di vedere. Una pittura che non grida mai.[2]

Note[modifica]

  1. Da I miei libri, così liberi e inutili, Cinquantamila.Corriere.it, 24 marzo 2013.
  2. Citato in La mia Cina la ritrovo sui Navigli, il Giornale.it, 30 gennaio 2006.

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