Vieri Razzini

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Vieri Razzini (1940 – vivente), giornalista, critico cinematografico, sceneggiatore, soggettista, produttore cinematografico, scrittore e traduttore italiano.

Citazioni di Vieri Razzini[modifica]

Dall'introduzione a Gaston Leroux, Il fantasma dell'Opera

  • [Sul film del 1925 Il fantasma dell'Opera] Benché muto, e dunque privo di un elemento essenziale della storia, la musica, il film «di» Lon Chaney conserva del romanzo tutta la violenza, i passi più arditi, le grandi invenzioni visive, e il lato oscuro, l'atmosfera stregonesca, il senso dell'orrore autentico, dell'amour fou, della fatalità. Additato a suo tempo da una parte della critica e del pubblico come prodotto che per crudeltà e violenza era da considerare pornografico, e in effetti impensabile solo pochi anni più tardi per l'avvento del codice di autocensura dei produttori, quel film inaugurò nel cinema il genere «horror» e ebbe uno strepitoso successo in tutto il mondo. (p. 8)
  • [Sul romanzo Il fantasma dell'Opera] L'Opera non è uno sfondo, è una specie di alter ego del protagonista, il Luogo che crea l'azione. Il racconto ha inizio in un camerino e subito spazia, invade – come il Fantasma, e la musica – palcoscenico, platea, palchi, altri camerini, foyers, uffici, labirinti di corridoi e scale fino al tetto, e tutto ciò che è oltre il palcoscenico, sopra e sotto, passerelle aeree per calare i sipari, botole, nicchie dei macchinisti e buca del suggeritore. E infine i sotterranei rifugio di Erik. (p. 10)
  • Grande manipolatore, con lo stesso distacco sornione che sarà poi in cinema di Alfred Hitchcock, Leroux non fa altro che creare situazioni angosciose per poi dosare l'angoscia, centellinarla con la precisione di uno speziale. Se la digressione documentata è il suo metodo per renderci più creduli, la procrastinazione è il suo metodo per farci stare sulle spine: al culmine della suspense il racconto passa a un altro personaggio-testimone, o un'azione diversiva interrompe quella portante. E alla procrastinazione andrebbe aggiunto l'uso delle anticipazioni. La suspense subisce, secondo moduli in parte ancora ottocenteschi, interruzioni brusche, prolungate, senza che l'interesse e il divertimento vengano meno. La sorpresa è preparata con astuzia, viene da lontano ma non è mai «telefonata»; le situazioni drammatiche sono racchiuse in immagini suggestive e sintetiche [...] (p. 13)

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