Walter Isaacson

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Walter Isaacson

Walter Isaacson (1952 – vivente), scrittore, giornalista e biografo statunitense.

Einstein[modifica]

Incipit[modifica]

«Ti prometto quattro articoli» scrisse all'amico il giovane analista di brevetti. La lettera – sarebbe apparso chiaro più tardi – era latrice di alcune delle più importanti notizie della storia della scienza, ma la sua natura epocale era mascherata da un tono sbarazzino che era tipico dell'autore. Dopotutto, si era appena rivolto all'amico chiamandolo «balena congelata» e si era scusato di aver scritto una lettera che era una «ciarla insignificante». Soltanto quando era passato a illustrare gli articoli che aveva scritto nel tempo libero aveva dato segno di percepirne l'importanza.

Citazioni[modifica]

  • Riconsiderando a posteriori un secolo che sarà ricordato per la sua aspirazione a spezzare i legami classici, e guardando in avanti a un'era che cerca di coltivare la creatività necessaria per l'innovazione scientifica, c'è una personalità che spicca come icona suprema della nostra epoca: il mite rifugiato in fuga dall'oppressione, con la sua aureola di capelli arruffati, gli occhi pensosi, la sua accattivante umanità e la brillante intelligenza, che hanno fatto del suo volto un simbolo e del suo nome un sinonimo di intelligenza. Albert Einstein era un artigiano con il dono dell'immaginazione, guidato dalla fede nell'armonia dell'operato della natura. La sua storia affascinante, una testimonianza del legame tra creatività e libertà, rispecchia i trionfi e i tumulti dell'era moderna. (p. 8)
  • Di oltre tre anni maggiore di Einstein, affetta da una lussazione congenita dell'anca che la faceva zoppicare, ed incline ad attacchi di tubercolosi e di depressione, Mileva Marić non spiccava né per la sua bellezza né per la sua personalità. «Molto intelligente e seria, minuta, delicata, bruna e tutt'altro che bella» è la descrizione che ne diede un'amica di Zurigo. Ma aveva delle qualità che Einstein, almeno negli anni romantici degli studi, trovava attraenti: una passione per la matematica e la scienza, una profondità pensierosa e una personalità accattivante. I suoi occhi profondi erano di un'intensità ammaliante, sul viso aleggiava una nota seducente di malinconia. (p. 46-47)

Incipit di Steve Jobs[modifica]

Quando fu congedato dalla Guardia costiera dopo la Seconda guerra mondiale, Paul Jobs fece una scommessa con i commilitoni. Appena arrivarono a San Francisco, dove la loro nave fu messa in disarmo, scommise che entro quindici giorni avrebbe trovato moglie. Era un meccanico navale alto più di un metro e ottanta, granitico, tatuato e vagamente somigliante a James Dean. Ma non fu il suo aspetto a procurargli un appuntamento con Clara Hagopian, figlia dal dolce carattere di immigrati armeni, bensì il fatto che, diversamente dal gruppo con cui lei sarebbe dovuta uscire quella sera, lui e i suoi amici disponevano di un'auto. Dieci giorni dopo, nel marzo del 1946, Paul si fidanzò con Clara e vinse la scommessa. Si sarebbe rivelato un matrimonio felice, che durò finché la morte non li separò oltre quarant'anni dopo.

Bibliografia[modifica]

  • Walter Isaacson, Einstein: la sua vita, il suo universo (Einstein. His Life and Universe, 2007), traduzione di Tullio Cannillo, Mondadori, Milano, 2008. ISBN 978-88-04-58308-0
  • Walter Isaacson, Steve Jobs, traduzione di Paolo Canton, Laura Serra, Luca Vanni, Mondadori, 2011. ISBN 9788804616320

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