Yakubu Gowon

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Gowon nel 2016

Yakubu Dan-Yumma Gowon (1934 – vivente), politico e generale nigeriano.

Citazioni di Yakubu Gowon[modifica]

  • La questione relativa a una for­mula unitaria di governo è stata tentata dagli inizi di questo secolo, ma ogni volta è stato provato che non funzionava.[1]
  • [All'inizio della Guerra civile in Nigeria] Ciò che è in gioco ora è in realtà l'esistenza della Nigeria come entità politica ed economica. Dobbiamo accettare la sfida. I prossimi giorni saranno decisivi.[2]
  • Fino a che non muterà l'atteggiamento dei leaders secessionisti, una tregua non farà che creare illusioni e fal­se speranze di pace. Le trup­pe secessioniste hanno profit­tato del primo giorno di tre­gua per lanciare violenti at­tacchi contro le forze fede­rali.[3]
  • Stiamo combattendo i nostri propri fratelli, i nostri propri amici, i nostri propri colleghi pubblici con cui siamo stati istruiti. [...] Non sono i miei nemici! Per questo non usiamo la parola "nemico", usiamo la parola "ribelli" contro Ojukwu e la sua criccha, e contro coloro che entrano e combattono per lui, ma non contro tutti gli ibo.
We're fighting our own brothers, our own friends, our own public colleagues with whom we trained together. [...] They're not my enemies! That's why we don't use the word "enemy", we use the word "rebels" against Ojukwu and his clique, and those that come in and fight for him, but not against all Igbos.[4]
  • Non ho niente da nascondere. La mia coscienza è pulita. Ho gli standard morali. Dio sa che non abbiamo alcuna intenzione di far morire di fame qualsiasi bambino biafrano o di commettere genocidio contro nessuno. Questa guerra ci fu imposta, e bisogna combatterla per il bene della patria e per il bene dei milioni di persone in questo paese.
I have got nothing to hide. My conscience is clear. I've got moral standards. God knows that we have no intention whatsoever to starve any Biafran children or to commit genocide against anybody. This war was forced on us and it has got to be fought for the sake of the country, for the sake of the millions of people in this country.[4]
  • Trenta mesi fa, fummo costretti a ricorrere alle armi contro i nostri fratelli, che subdolamente e con l'inganno furono indotti all'insurezzione armata contro la loro madrepatria. Il nostro scopo era di annientare la ribellione, di conservare l'integrità territoriale del nostro paese, di sottolineare la capacità dei neri di costruire una nazione moderna forte, progressista e fiorente, e di ottenere rispetto, dignità ed eguaglianza nella comunità delle nazioni, per la nostra prosperità. Siamo pronti ad accogliere a braccia aperte... tutti coloro che sono stati indotti a futili tentativi di distruggere il paese. Viva la Nigeria unita! Rendiamo grazie a Dio per la sua misericordia. (da un discorso del 12 gennaio 1970)[5]
  • Dove si trova ora Ojukwu? Certo egli sta godendosi il denaro accumulato a spese del popolo.[6]
  • Siamo disposti a riabilitalre praticamente tutti coloro che si uniranno a noi. La conclusione della guerra civile pone fine alle nostre sofferenze. Uniamoci per la ricostruzione di un paese in cui nessuno sarà oppresso.[6]

Citazioni su Yakubu Gowon[modifica]

  • Il Presidente Gowon diceva di stare dalla parte giusta e che il Biafra sarebbe stato sconfitto. Evidentemente il Biafra ha perso la guerra, ma non è stato sconfitto. La maggior parte dei nigeriani l'ha capito. (Wole Soyinka)

Ryszard Kapuściński[modifica]

  • Da un punto di vista tecnico, a nominare Gowon capo dello Stato sono stati i giornalisti. Così vanno le cose in questo mondo.
  • È un uomo magro, bello e molto intelligente. Assomiglia a tutti i giovani ufficiali di qui: è modesto e semplice di modi. Durante entrambi i colpi di stato ha dimostrato un eccezionale coraggio e riflessi fulminei. [...] Governa dalla caserma, lascia raramente il suo ufficio e vive sotto stretta sorveglianza.
  • Gowon deve stare sempre in guardia.
    L'esercito è smembrato, decimato; è impossibile stabilire quali siano i reparti fedeli al nuovo regime e quali no. Finora le perdite maggiori sono avvenute proprio tra i militari, che si sono massacrati tra loro. Il corpo ufficiali, ormai ridotto alla metà, si compone di elementi giovanissimi, rabbiosi, pronti al litigio e dalla pistola facile. Durante il primo colpo di stato gli ufficiali ibo hanno massacrato gli ufficiali yoruba e haussa; nel secondo, sono stati gli ufficiali yoruba a massacrare gli ufficiali ibo.
    I sopravvissuti sono pochi.

Note[modifica]

  1. Citato in La Nigeria ritorna al sistema federale, Avanti, 5 agosto 1966
  2. Citato in La Nigeria orientale dichiara la secessione, L'Unità, 29 maggio 1967
  3. Citato in Tregua di Natale attuata in Nigeria, Avanti, 27 dicembre 1968
  4. a b (EN) Da Nigeria and Biafra, 60 Minutes, CBS, giugno 1969
  5. Citato in R. Amechi Chinyelu, Nigeria: storia economia e risorse, società e tradizioni, arte e cultura, religione, Edizioni Pendragon, 2000, p. 22, ISBN 8883420535
  6. a b Citato in Il governo della Nigeria ha offerto piena amnistia, L'Unità, 16 gennaio 1970

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