Agatha Christie
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Agatha Mary Clarissa Miller (1890 – 1976), scrittrice britannica.
- Un archeologo è un marito ideale. Più invecchi e più si interessa a te. (citato in Corriere della sera 15 settembre 2006)
- Ciò che una donna vede in un uomo era al di là della comprensione di qualsiasi maschio mediamente intelligente. Era così e basta. Una donna intelligente può trasformarsi in una stupida davanti a un particolare uomo. (da Dopo le esequie, p. 45)
- Sapete, il mio interesse principale è sempre la gente. (Hercule Poirot, da Dopo le esequie, p. 109)
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- L'invenzione, secondo me, deriva direttamente da un certo ozio, forse addirittura da una certa pigrizia.
- La vita ha spesso una trama pessima. Preferisco di gran lunga i miei romanzi.
- Ogni omicida è probabilmente il vecchio amico di qualcuno.
- Se si ama qualcuno si soffre, e se non ami, non puoi conoscere il significato di una vita cristiana.
[modifica] Poirot a Styles Court
[modifica] Incipit
Il grande interesse suscitato nel pubblico da quello che a suo tempo fu battezzato "Il Caso Styles", è ormai scemato. Ciononostante, data la risonanza che ha avuto, sia il mio amico Poirot sia la famiglia interessata mi hanno pregato di scrivere il resoconto dell'intera vicenda. In questo modo si spera di mettere a tacere i pettegolezzi che ancor oggi capita di ascoltare.
[modifica] Citazioni
- La fantasia è un'ottima serva, ma una pessima padrona. La spiegazione più semplice quasi sempre si rivela esatta. (Poirot, p. 79)
- È bene sospettare di tutti, finché non si riesce a dimostrare che sono innocenti. (Poirot, p. 117)
- «L'istinto è una cosa meravigliosa» continuò Poirot. «Non può essere spiegato, né dev'essere ignorato.» (p. 128)
[modifica] Explicit
Lawrence arrossì, imbarazzato, poi sorrise. Un uomo innamorato è sempre uno spettacolo penoso. Cynthia invece era splendida.
Tirai un gran sospiro.
«Che cosa c'è, mon ami?»
«Niente» risposi malinconicamente. «Sono due donne deliziose.»
«E nessuna delle due è per lei, vero?» concluse Poirot. «Non importa. Su con la vita, mon ami. Forse andremo ancora a caccia insieme, e allora… Non si può mai sapere.»
[modifica] Se morisse mio marito
[modifica] Incipit
La memoria del pubblico è molto labile; perciò anche l'intensa curiosità e l'interesse vivissimo suscitati dall'assassinio di George Alfred St. Vincent Marsh, quarto baronetto Edgware, sono ormai caduti completamente nell'oblio.
Il nome del mio illustre amico Hercule Poirot non fu mai apertamente immischiato nell'affare; ma egli fu ben contento di restarsene nell'ombra e di lasciare agli altri il trionfo della vittoria. Inoltre, Poirot riteneva che questo caso rappresentasse uno dei suoi insuccessi. E sostiene che fu soltanto un'osservazione colta per caso per la strada a metterlo sulla pista giusta.
[modifica] Citazioni
- «Lo studio dei caratteri m'interessa enormemente» replicò serio il mio amico. «Non ci si può occupare del crimine senza tener conto della psicologia. Non è tanto il delitto in se stesso che interessa, quanto ciò che si nasconde dietro. Mi segue, Hastings?» (Poirot, p. 8)
- «Ahimè. Niente cenere di sigarette, niente impronte. Non un guanto da donna, né una vaga scia di profumo... Nessuna di quelle cose che i detective dei romanzi trovano sempre.»
«Nei romanzi i poliziotti sono sempre ciechi come talpe!» rispose Japp. (p. 52) [Dialogo tra Poirot e l'ispettore Japp sulla scena del crimine] - Chi ha ucciso una volta, quasi sempre ricade nel delitto; non fosse che per tentare di assicurarsi l'impunità. (Poirot, p. 82)
- Invece lei è un pigro. Sta qui seduto a pensare! Le cellule grigie! Bah. Bisogna andare a cercare le cose, non aspettare che cadano in testa! (p. 109) [L'ispettore Japp critica Poirot]
[modifica] La sagra del delitto
[modifica] Incipit
La signorina Lemon, solerte segretaria di Poirot, rispose al telefono. Mise da parte il blocco per la stenografia, alzò il ricevitore e disse senza enfasi: «Trafalgar 8137».
Hercule Poirot si appoggiò alla spalliera della sedia e chiuse gli occhi. Con dita leggere prese a tamburellare meditabondo sull'orlo del tavolo.
[modifica] Citazioni
- «Chi è questo monsieur Poirot, signore?». «Lei probabilmente lo definirebbe un tipo strambo» rispose Bland. «Una specie di parodia da varietà di un francese, però lui è belga. Ma nonostante le sue assurdità, è un uomo che ha del cervello. Dev'essere piuttosto anziano, ormai.» (p. 79)
- Nessuno avrebbe saputo raccontare deliberatamente una bugia meglio di Hercule Poirot. (p. 118-119)
- Hercule Poirot sorrise... il sorriso di soddisfazione di un gatto che si è leccato tutto un piattino di latte. (p. 162)
[modifica] Carte in tavola
[modifica] Incipit
- Mio caro signor Poirot!
Era una voce melliflua, insinuante, una voce usata deliberatamente come uno strumento, una voce che non aveva niente di impulsivo o di non premeditato.
Hercule Poirot si girò di scatto.
Si inchinò. diede una stretta di mano, cerimoniosa.
Nei suoi occhi apparve qualcosa di insolito. Si sarebbe detto che quell'incontro, del tutto casuale, ridestasse in lui sentimenti ed emozioni che raramente aveva occasione di provare.
– Mio caro signor Shaitana.
[modifica] Citazioni
- – Adesso la domanda è questa – disse. – Può sbagliarsi Hercule Poirot?
– Nessuno può avere sempre ragione – rispose la signora Lorrimer in tono gelido.
– Io, invece, sì – disse Poirot – ho sempre ragione. Succede tanto invariabilmente che me ne stupisco io stesso. (p. 178) - Io l'ho visto – disse Poirot. – Con gli occhi della mente si vedono molte più cose di quel che non si veda con gli occhi del corpo. Basta appoggiarsi indietro, nella poltrona, e chiudere gli occhi... (p. 207)
[modifica] Incipit di alcune opere
[modifica] Appuntamento con la paura
Ero andato a trovare il mio amico Poirot che aveva un mucchio di lavoro, purtroppo, in quei giorni. Era diventato talmente celebre che ogni ricca signora che avesse perduto un bracciale o il gattino prediletto si precipitava ad assicurarsi i servizi del grande Hercule Poirot. Il mio piccolo amico era uno strano miscuglio di parsimonia fiamminga e di fervore artistico, e accettava molti casi anche se per lui di poco interesse, cedendo a quel primo istinto decisamente predominante.
[modifica] Assassinio sull'Orient Express
Erano circa le 5 di una mattina d'inverno, in Siria. Lungo il marciapiede della stazione d'Aleppo era già formato il treno che gli orari ferroviari internazionali indicavano pomposamente col nome di Tuarus Express, e che consisteva in due vetture ordinarie, un vagone-letto e un vagone-ristorante con annesso cucinino.
Vicino alla scaletta di uno degli sportelli del vagone-letto, un giovane tenente francese, splendido nella sua uniforme, conversava con un omino imbacuccato fino alle orecchie e del quale erano visibili solo il naso arrossato e le punte di un paio di baffi arricciati all'insù.
[modifica] Le fatiche di Hercule
L'appartamento di Hercule Poirot era arredato in uno stile essenzialmente moderno. Scintillava di cromature. Le sue poltrone, per quanto confortevolmente imbottite, avevano una linea squadrata e senza compromessi.
Proprio al centro di una di queste poltrone stava seduto, ordinato e composto, Hercule Poirot. Di fronte a lui, in un'altra poltrona, sedeva il dottor Burton, professore dell'All Souls, intento a sorseggiare con aria da intenditore un bicchiere di Chateau Mouton Rothschild offertogli da Poirot. Non c'era niente di ordinato e composto nel dottor Burton. Era grassoccio, trasandato e, sotto un ciuffo di capelli bianchi, il faccione rubizzo irradiava bonarietà. Aveva una risatina chioccia, profonda e un po' ansante e l'abitudine di ricoprire se stesso e quanto gli stava intorno di cenere di tabacco. Invano Poirot lo circondava di portacenere.
[modifica] Miss Marple nei Caraibi
"Prendete il Kenya, ad esempio" disse il maggiore Palgrave. "Gran parte della gente blatera, blatera, e non ne sa nulla. Io, invece, ho trascorso ben quattordici anni in quel paese, i migliori anni della mia vita..."
[modifica] Dieci piccoli indiani
In un angolo dello scompartimento fumatori di prima classe, il signor Wargrave, giudice da poco in pensione, tirò una boccata di fumo dal sigaro e scorse con interesse le notizie politiche del «Times». Poi, depose il giornale sulle ginocchia e guardò fuori dal finestrino. Il treno correva attraverso il Somerset.
Diede un'occhiata all'orologio: ancora due ore di viaggio.
Ripensò a quello che i giornali avevano scritto su Nigger Island.
[modifica] Dopo le esequie
Il vecchio Lanscombe, muovendosi lentamente sulle gambe malferme, passò di stanza in stanza per alzare le tende. Ogni tanto sbirciava fuori dalle finestre, socchiudendo gli occhi malati.
Tra poco sarebbero rientrati dal funerale. Cercò di affrettare il passo. Le finestre erano così tante.
Enderby Hall era una immensa dimora gotico-vittoriana. I tendaggi delle varie stanze erano in pesante, ormai sbiadito velluto, e alcune pareti erano ancora tappezzate di seta. Sbiadita anch'essa.
[modifica] Sono un'assassina?
Hercule Poirot stava facendo colazione. Sul tavolino, alla sua destra, c'erano una tazza di cioccolata fumante e una brioche. Aveva sempre avuto un debole per i dolci. Quella brioche, inzuppata nella cioccolata, aveva un sapore tutto particolare. L'aveva comprata in una piccola pasticcieria danese che aveva scoperto dopo aver cambiato almeno quattro negozi. Le brioches della pasticceria danese erano migliori persino di quelle della patisserie française, lì vicino, che, in fin dei conti, si era rivelata un'autentica fregatura.
[modifica] Citazioni su Agatha Christie
- Agatha Christie è la donna che, dopo Lucrezia Borgia, è vissuta più a lungo a contatto col crimine. (Winston Churchill)
[modifica] Bibliografia
- Agatha Christie, Appuntamento con la paura, traduzione di Grazia Griffini e Lidia Lax, Mondadori.
- Agatha Christie, Assassinio sull'Orient Express, traduzione di Alfredo Pitta, Mondadori, 2003. ISBN 8804519045
- Agatha Christie, Dieci piccoli indiani, traduzione di Beata Della Frattina, Mondadori, Milano 1988.
- Agatha Christie, Le fatiche di Hercule, traduzione di Grazia Griffini, Mondadori.
- Agatha Christie, Miss Marple nei Caraibi, traduzione di Marco Polillo, Mondadori.
- Agatha Christie, Dopo le esequie, traduzione di Lia Volpatti, Oscar Mondadori, 1983.
- Agatha Christie, Se morisse mio marito, traduzione di Maria Teresa Marenco, Oscar Mondadori, 1987.
- Agatha Chirstie, La sagra del delitto, traduzione di Paola Franceschini, Oscar Mondarori, 1987.
- Agatha Chirstie, Sono un'assassina?, traduzione di Mary Mammana Gislon, Oscar Mondadori, 1987.
- Agatha Christie, Carte in tavola, traduzione di Grazia. M. Griffini, Oscar Mondadori, 1994. ISBN 8804284269
[modifica] Altri progetti
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[modifica] Opere
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Carte in tavola 1936 -
Dopo le esequie 1953 -
La sagra del delitto 1956
