Errico Malatesta

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Errico Malatesta

Errico Malatesta (1853 – 1932), teorico e attivista anarchico italiano.

  • Il pericolo più grande che minaccia il movimento operaio è la tendenza dei leader a considerare la propaganda e l'organizzazione come un mestiere. (1913; citato in L'espresso, 3 agosto 2006, p. 118)
  • La libertà che vogliamo noi non è il diritto astratto di fare il proprio volere, ma il potere di farlo. (da Individuo, società, anarchia: la scelta del volontarismo etico, a cura di Nico Berti, e/o, 1998)

Indice

[modifica] Senza fonte

  • Ottenere il comunismo prima dell'anarchia, cioè prima di avere completamente conquistato la libertà politica ed economica, significherebbe stabilire una tirannia cosi terribile, che la gente rimpiangerebbe il regime borghese, per poi tornare al sistema capitalista... (1920)

[modifica] Incipit di alcune opere

[modifica] Anarchismo e democrazia

Londra, 2 febbraio 1897

Signor Direttore del Messaggero,
Sono informato che i socialisti parlamentari d'Italia van dicendo che io, d'accordo col Merlino ritengo utile che i socialisti-anarchici partecipino alle lotte elettorali votando per il candidato più avanzato.
Poiché mi fan l'onore di occuparsi della mia opinione, non sarò stimato presuntuoso se mi affretto a far conoscere ad essi ed al pubblico quel che veramente io penso della questione.

[modifica] L'anarchia. Il nostro programma

L'Anarchia è parola che viene dal greco, e significa propriamente senza governo: stato di un popolo che si regge senza autorità costituite, senza governo.
Prima che tale organamento incominciasse ad essere considerato come possibile e desiderabile da tutta una categoria di pensatori, e fosse preso a scopo da un partito, che è ormai diventato uno dei più importanti fattori delle moderne lotte sociali, la parola anarchia era presa universalmente nel senso di disordine, confusione; ed è ancor oggi adoperata in tal senso dalle masse ignare e dagli avversari interessati a svisare la verità.

[modifica] Rivoluzione e lotta quotidiana

Quando Bakunin venne in Italia, una profonda crisi travagliava il paese, e specialmente quella parte eletta del paese che partecipava alla vita politica non per basso egoismo di avventurieri ed arrivisti, ma per ragioni ideali ed amore sincero di bene generale.
Il nuovo regno dei Savoia, cui aveva messo capo la lotta per l'indipendenza d'Italia, non rispondeva punto alle aspirazioni di coloro che prima e meglio di tutti avevano promosso e sostenuto il movimento.

[modifica] Bibliografia

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