Henri-Frédéric Amiel

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Henri-Frédéric Amiel, 1852.

Henri-Frédéric Amiel (1821 – 1881), filosofo svizzero.

Indice

[modifica] Senza fonte

  • Il buonsenso è la misura del possibile; è composto di esperienza e previsione; è calcolo applicato alla vita.
  • La donna vuole essere amata senza perché; non perché è bella o buona o ben educata o graziosa o spiritosa, ma perché è. Ogni analisi le sembra una diminuzione, una soggezione della propria personalità.
  • L'incertezza è il rifugio della speranza.
  • L'ingegno è utile a tutto, a nulla sufficiente.
  • Mille cose avanzano, novecentonovantanove regrediscono: questo è il progresso.

[modifica] Diario intimo

  • Fare facilmente ciò che gli altri trovano difficile è talento; fare ciò che è impossibile al talento è genio.
  • Guarda due volte per veder giusto, guarda una volta per veder bello.
  • L'abitudine è una massima vivente diventata istinto e carne.
  • La somma dei dolori possibili per ogni anima è proporzionale al suo grado di perfezione.
  • La verità pura non può essere assimilita dalla folla: si deve propagare per contagio.
  • Lo charme: ciò che negli altri ci rende più soddisfatti di noi stessi.
  • Sapere invecchiare è il capolavoro della saggezza, e una delle cose più difficili nell'arte difficilissima della vita.
  • Se l'ignoranza e la passione sono i nemici della moralità nel popolo, bisogna anche confessare che l'indifferenza morale è la malattia delle classi colte.
  • Un paesaggio è uno stato d'animo.
  • Un errore è tanto più pericoloso quanta più verità contiene.

[modifica] Bibliografia

  • Henri-Frédéric Amiel – Diario intimo (2000), Longo, traduzione di Pino Mensi.
  • Henri-Frédéric Amiel – Philine. Frammenti del diario intimo. (2005), Dadò, traduzione di Franco Pool.

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