Henri-Frédéric Amiel
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Henri-Frédéric Amiel (1821 – 1881), filosofo svizzero.
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- Il buonsenso è la misura del possibile; è composto di esperienza e previsione; è calcolo applicato alla vita.
- La donna vuole essere amata senza perché; non perché è bella o buona o ben educata o graziosa o spiritosa, ma perché è. Ogni analisi le sembra una diminuzione, una soggezione della propria personalità.
- L'incertezza è il rifugio della speranza.
- L'ingegno è utile a tutto, a nulla sufficiente.
- Mille cose avanzano, novecentonovantanove regrediscono: questo è il progresso.
[modifica] Diario intimo
- Fare facilmente ciò che gli altri trovano difficile è talento; fare ciò che è impossibile al talento è genio.
- Guarda due volte per veder giusto, guarda una volta per veder bello.
- L'abitudine è una massima vivente diventata istinto e carne.
- La somma dei dolori possibili per ogni anima è proporzionale al suo grado di perfezione.
- La verità pura non può essere assimilita dalla folla: si deve propagare per contagio.
- Lo charme: ciò che negli altri ci rende più soddisfatti di noi stessi.
- Sapere invecchiare è il capolavoro della saggezza, e una delle cose più difficili nell'arte difficilissima della vita.
- Se l'ignoranza e la passione sono i nemici della moralità nel popolo, bisogna anche confessare che l'indifferenza morale è la malattia delle classi colte.
- Un paesaggio è uno stato d'animo.
- Un'errore è tanto più pericoloso quanta più verità contiene.
[modifica] Bibliografia
- Henri-Frédéric Amiel – Diario intimo (2000), Longo, traduzione di Pino Mensi.
- Henri-Frédéric Amiel – Philine. Frammenti del diario intimo. (2005), Dadò, traduzione di Franco Pool.

