Destino
Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Citazioni sul destino.
- Bisogna seminare un carattere per raccogliere un destino. (Romano Battaglia)
- Che cosa so del destino dell'uomo? Potrei dirvi di più a proposito dei ravanelli. (Samuel Beckett)
- Destino: l'autorità di un tiranno per un crimine e la scusa di uno sciocco per un fallimento. (Ambrose Bierce)
- È il destino inevitabile del sentimentale. Tutte le sue opinioni mutano e si trasformano in quelle opposte al primo tocco della realtà. (George Orwell)
- Il destino è spesso una comoda giustificazione per illuderci che tutto quanto accade non dipende da noi, ma da una forza misteriosa capace di trasformare i sogni in realtà e le nostre azioni in un fallimento. (Romano Battaglia)
- Il pianto offusca le proprie colpe e permette di accusare, senz'obbiezioni, il destino. (Italo Svevo)
- In un libro indiano ho letto che il fato possiede tutto il potere mentre lo sforzo della volontà è solo un pretesto [...]. Già il giorno dopo però, poche pagine più in là, ho trovato scritto che il fato non è altro che il risultato delle azioni passate, siamo noi, con le nostre mani, a forgiare il nostro stresso destino. (Susanna Tamaro)
- L'amore è un capriccioso soffio che Eros invia tra gli uomini per ingarbugliar le matasse dei loro destini. (Nino Salvaneschi)
- Non lo so... se abbiamo ognuno il suo destino o se siamo tutti trasportati in giro per caso come da una brezza... ma io credo, può darsi le due cose, forse le due cose capitano nello stesso momento. (dal film Forrest Gump)
- «Ohè! Un po' di rispetto per me! Siete impazziti? Crede qualcuno di essere cosí potente da poter superare il destino? Per volere del destino Iolào è tornato ad anni già vissuti. Per volere del destino i figli di Callíroe otterranno di diventare adulti, e non con gli intrighi o le armi. Anche voi dipendete dal destino e, se ciò vi consola, anche io. Ché se fossi capace di mutarlo, il caro Èaco non sarebbe curvo sotto i suoi tanti anni e Radamanto avrebbe in eterno il dono della giovinezza e cosí il mio Minosse, che per l'amaro peso della vecchiaia è ora disprezzato e non governa piú come una volta». (Publio Ovidio Nasone)
- Possiamo diventare i padroni del nostro destino quando avremo finito di atteggiarci a suoi profeti. (Alexander Pope)
- Quando il battito del cuore supera le ombre del passato l'amore potrà trionfare sul destino. (Nicholas Sparks)
- Se l'uom tra bara e culla | si perpetua, e le sue croci | son legno di un tronco immortale | e le sue tende frale germoglio | d'inesausto rigoglio, | questo è cieco destin che si trastulla? (Clemente Rebora)
Indice |
[modifica] Cesare Pavese
- Chi non si ferma adesso, subito, non si ferma mai più. Quello che fai, lo farai sempre. Devi rompere una volta il destino. Devi uscire di strada, e lasciarti affondare nel tempo...
- Il mio destino non tradisce. Ho cercato me stesso. Non si cerca che questo. [...] Visto dal lato della vita tutto è bello. Ma credi a chi è stato tra i morti... Non vale la pena. [...] E voi godetela la festa. Tutto è lecito a chi non sa ancora. È necessario che ciascuno scenda una volta nel suo inferno. L'origine del mio destino è finita nell'Ade, finita cantando secondo i miei modi la vita e la morte.
Bacca. E che vuol dire che un destino non tradisce?
Orfeo. Vuol dire che è dentro di te, cosa tua; più profondo del sangue, di là da ogni ebbrezza. nessun dio può toccarlo. - Non è che accadano a ciascuno cose secondo un destino, ma le cose accadute ciascuno le interpreta, se ne ha la forza, disponendole secondo un senso – vale a dire, un destino.
- Non sarebbero uomini, se non fossero tristi. La loro vita deve pur morire. Tutta la loro ricchezza è la morte, che li costringe industriarsi, a ricordare e prevedere.
- Perché – quando si è sbagliato – si dice «un'altra volta saprò come fare», quando si dovrebbe dire «un'altra volta so già come farò»?
- Sorridere è vivere come un'onda o una foglia, accettando la sorte. È morire a una forma e rinascere a un'altra. È accettare, accettare, se stesse e il destino.
- Vorrei essere l'uomo più sozzo e più vile purché quello che ho fatto l'avessi voluto. Non subìto così. Non compiuto volendo far altro. Che cosa è ancora Edipo, che cosa siamo tutti quanti, se fin la voglia più segreta del tuo sangue è già esistita prima ancora che nascessi e tutto quanto era già detto?
[modifica] Proverbi italiani
- A chi di peste ha da morir non giova mutar paese e cercar aria nuova.
- A duro destino, duro cuore.
- Accadono in un punto cose strane, che parevano impossibili o lontane.
- Chi crede al destino, nega Dio.
- Chi è destinato alla forca non annega.
- Chi ha da aver bene, dormendo gli viene.
- Chi ha da rompersi il collo, trova la strada al buio.
- Ciò che vien per acqua, per acqua tornerà.
- Così ognor fu e sarà: chi è morto è morto e chi vive si rallegra e dà conforto.
- Dio tiene le redini del destino e la chiave della felicità.
- Fato e destino ha l'uomo ognor sul labbro, pur dei suoi mali egli è a se stesso il fabbro.
- Finché uno ha i denti in bocca, non sa mai quel che gli tocca.
- La fine del marinaio è annegare.
- La fortuna, il fato, il destino non valgono un quattrino.
- La prima palla un uomo a terra ha steso, fra mille palle un altro resta illeso.
- Piccola palla spinta da un fucile, uccider può l'eroe ed anche il vile.
- Se si sfascia la casa a te vicina, anche la tua è in pericol di rovina.
- Una disgrazia sola mai non viene, un'altra per lo meno dietro tiene.
- Uno si fa il proprio destino, l'altro lo trova bell'e fatto.
[modifica] Bibliografia
- Annarosa Selene, Dizionario dei proverbi, Pan libri, 2004. ISBN 8872171903

