Jean Cardonnel

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Jean Cardonnel

Jean Cardonnel (1921 – 2009), religioso francese.

Dio si compromette[modifica]

Incipit[modifica]

Vi fu un tempo in cui le lacrime mi spezzavano il cuore e mi facevano piangere. L'uomo che non si commuove più davanti a un pianto qualsiasi può anche domandarsi se non sia diventato insensibile. Quanto è doloroso il passaggio dal cuore tutto preso dalla superficialità dell'immediato al cuore che si sveglia alla desolazione profonda! È il passaggio dal sentimento inefficace alla sensibilità impaziente di tradursi in atto di compassione.

Citazioni[modifica]

  • Le nostre lacrime manifestano sempre la qualità del nostro essere. (p. 7)
  • Non basta versare lacrime per appartenere alla grande schiera di coloro che piangono: proprio come non basta accumulare parole per dire una parola vera. (p. 8)
  • Le lacrime innumerevoli alimentano il fiume della salvezza. (p. 8)
  • Non è indegno dell'uomo piangere. (p. 8)
  • Le lacrime distruggono il nostro essere artificiale e ci rivelano ciò che siamo. (p. 8)
  • Soltanto le lacrime hanno il potere di rimuovere il nostro essere fin nelle sue profondità. (p. 8)
  • Le lacrime consumano il cuore di pietra e rivelano il cuore di carne. (p. 8)
  • Le mani umane si rinchiudono gelosamente su ciò che possiedono. (p. 10)
  • Occorre essere povero per essere capace di una stretta di mano che non sia ipocrisia. (p. 11)
  • Quando gli uomini condividono il pane condividono la loro amicizia. (p. 12)
  • Non c'è un solo uomo che non sia destinato a diventare Dio. (p. 16)
  • Chi è il nostro prossimo? Colui che è vicino a noi, ma che non abbiamo ancora mai notato, che aspetta da noi il gesto di fiducia, di stima, di amicizia. (p. 34)
  • La più orribile delle infermità è la mancanza di cuore. (p. 36)
  • Niente diminuisce, niente deperisce tanto quanto i beni che l'uomo si ostina a conservare. (p. 38)
  • Diventa un crimine consacrarsi a una ricerca elegante che si occupa del superfluo quando gli uomini sono divisi nei confronti dell'essenziale. (p. 47)
  • La verità non si possiede, non si detiene, occorre diventarla. (p. 49)
  • Non esistono dei possidenti della verità tali da poterla in seguito tradurre in atti: «Colui che fa la verità viene alla luce». (p. 49)
  • Ciò che ferma il movimento della vita è l'attaccamento a sé. (p. 50)
  • La patria rappresenta l'insieme nel quale mi riconosco coi miei costumi, le mie abitudini tradizionali di pensiero, di comportamento, la lingua, il mio stile di esistenza; la patria è il paesaggio familiare che mi mantiene in pace, sicuro, a mio agio con me stesso; essa si manifesta come ciò al di là del quale sono perduto, e a nessuno di noi piace essere perduto! (p. 53)
  • Se mi interesso prima a me, il massimo che io possa conseguire, abbracciare nella mia considerazione, nel mio amore, è la patria. (p. 53)
  • Non posso rinascere se prima non muoio, e la morte mi ripugna. (p. 56)

Bibliografia[modifica]

  • Jean Cardonnel, Dio si compromette (Dieu prend parti l'évangile et la révolution), traduzione di Maria Mandelli, Cittadella Editrice, Assisi 1970.

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