Menandro

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Menandro

Menandro (342 a.C. circa – 291 a.C. circa), poeta e commediografo greco antico.

Citazioni di Menandro[modifica]

  • Deus ex machina. (da The Woman Possessed with a Divinity, frammento 227)
  • Il matrimonio, se si ha il coraggio di ammettere la verità, è un male, ma un male necessario. (da Frammenti, 561)
  • L'incredibile, spesso, per la folla vale più del vero, ed è più credibile. (da Frammenti, 622)
  • La coscienza è un Dio per tutti i mortali. (da Versi singoli, 564)
  • La fame che vi tormenta, rodendo questo bel ragazzo, | ne farà un cadavere più magro di Filippide.[1] (da Ira, frammento conservato da Ateneo di Naucrati in Deipnosofisti, XII, 552 e; traduzione in Luciano Canfora, I deipnosofisti: Libri XII-XV, Salerno, 2001, ISBN 978-88-8402-355-1)
  • Muor giovane colui ch'al cielo è caro. (da Il doppio ingannatore, frammento 125; citato in Giacomo Leopardi, Amore e Morte, Canti)
  • Servi liberamente e non sarai servo. (da Frammenti, 857)
  • Viviamo, non come vogliamo, ma come possiamo. (da La donna di Andro)

Incipit de Il misantropo[modifica]

Cherea: Ma come? T'è bastato vedere una fanciulla che offriva corone alle Ninfe, per innamorartene di colpo?
Sostrato: Istantaneamente.
[citato in Fruttero & Lucentini, Íncipit, Mondadori, 1993]

Note[modifica]

  1. Filippide, politico ateniese del IV secolo a.C. noto per la sua magrezza scheletrica (Mario Marzi, Oratori attici minori, UTET, 1995, pp. 200-201).

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