Natalie Portman

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Statuetta dell'Oscar
Premi Oscar vinti:

Il cigno nero

  • Miglior attrice (2011)
Natalie Portman nel 2011

Natalie Hershlag (1981 – vivente), in ebraico נטלי הרשלג, nota con il nome d'arte di Natalie Portman, in ebraico נטלי פורטמן, attrice israeliana naturalizzata statunitense.

Citazioni di Natalie Portman[modifica]

  • Adoro essere mamma. Sono meno critica rispetto a quando non ero madre. Ciò che maggiormente riguarda la genitorialità è che essa è un'esperienza completamente diversa per ogni persona. Tutto è fantastico, non ci sono regole.[1]
  • [Su V per Vendetta] Ho letto il graphic novel di Moore subito dopo aver letto la sceneggiatura e l'ho amato moltissimo, ma penso che siano due entità differenti e vadano giudicate separatamente. In realtà poi i cambiamenti più grandi sono stati fatti sul mio personaggio, che nel film è più maturo e con una maggiore consapevolezza politica, ma rimane comunque intatto quel senso d'innocenza che è alla base del personaggio.[2]
  • Il mio personaggio [Nina Sayers protagonista di Il cigno nero] è ossessionato dalla perfezione, come molte ballerine vere. Io invece, con il mio lavoro, ambisco a trovare soprattutto la bellezza, la quale credo non sia qualcosa di perfetto, anzi spesso ha a che fare con il disordine, il caos e l'imperfezione. (citata in Duellanti, n. 68, marzo 2011, p. 39)
  • [In merito al suo ruolo di V per Vendetta] In realtà ero entusiasta dall'idea di dovermi rasare a zero, era un progetto che avevo da tempo ma non riuscivo a trovare il coraggio, fare questo film è stata una buona scusa per realizzare questo mio desiderio. È stato bello liberarmi di questa vanità femminile, non ero però abituata ad essere guardata così tanto per strada, se difatti solitamente riesco a passare inosservata con questo nuovo taglio ero sotto lo sguardo di tutti.[2]
  • [Su V per Vendetta] Non credo che il film voglia dare un vero messaggio. I Wachowsky hanno creato una storia complicata ambientata in un tempo e in un luogo non definito, una sorta di futuro immaginario. Secondo me la forma d'arte più alta non è certo il monologo, ma la possibilità di dialogare con le persone. Il pubblico poi può interpretarlo come vuole e cogliere ciò che meglio crede. Qualcuno ha visto il film e poi ha detto: ricorda il governo di Hitler, qualcun altro ha pensato all'apartheid, altri lo vedono e dicono: "Oh ma è chiaro che si riferisce all'Iraq e agli Stati Uniti". Cosa che non è... Tutto dipende da chi sei tu, da dove vieni, dal contesto dal quale provieni e soprattutto da ciò in cui credi.[3]
  • Questo libro [Se niente importa di Jonathan Safran Foer] ha trasformato una vegetariana da vent'anni come me in una vegana convinta.[4]
  • [Su Hotel Chevalier] Sono molto contrariata per il nudo che ho fatto. Non ho ascoltato il mio intuito. Ma d'ora in poi lo farò per le scelte future. Dirò qualche 'no' in più.[5]

Film[modifica]

Note[modifica]

  1. Da un'intervista rilasciata a The Telegraph; citato in Natalie Portman: adoro essere mamma, non ci sono regole, Pinkdna.it, 29 ottobre 2013.
  2. a b Citato in Luca Linguori, Il cast di V for Vendetta a Berlino, Movieplayer.it, 14 febbraio 2006.
  3. Da un'intervista del 14 febbraio 2006, Repubblica.it.
  4. Citato in Livia Manera, Safran Foer: io difendo gli animali, Corriere della sera, 24 dicembre 2009, p. 45.
  5. Citato in, Pentita del mio nudo, tgcom24.mediaset.it, 29 ottobre 2007.

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