Nirvana (film)

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Nirvana

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Titolo originale Nirvana
Paese Italia
Anno 1997
Genere fantascienza, drammatico
Regia Gabriele Salvatores
Sceneggiatura Pino Cacucci, Gloria Corica, Gabriele Salvatores
Attori
Note

Nirvana, film italiano del 1997 con Diego Abatantuono, regia di Gabriele Salvatores.

  • Era ormai un anno che Lisa se n'era andata, ed io navigavo di nuovo in un mare scuro. Altre volte ne ero uscito, ma questa volta non avevo più stelle nell'anima. Non so se vi è mai capitato: ti svegli al mattino e il tuo solo desiderio è quello di sprofondare di nuovo nel buio, meglio senza sogni, comunque non ricominciare a vivere. Non so dove siete in questo momento, ma provate a pensarci... Il vostro sangue è diventato denso come catrame, i pensieri giacciono al suolo, come uccelli morti, il respiro è sospeso. La Okosama Star poteva andare affanculo inutile negarlo: mi ero perso. Adesso sto scivolando. I dati di caricamento del programma scorrono rapidi, al limite del mio campo visivo, io resto qui, seduto, in questa stanza d'albergo e aspetto. Il virus indiano non è ancora stato inserito, ed anche se tutto questo può uccidermi sono tranquillo; del resto siamo ancora sulla pista, non abbiamo ancora iniziato a volare. (Jimi Dini)
  • Sai cosa mi succede quando muoio? Sto lì e aspetto che ricominci da capo, e la cosa più brutta è l'ansia che mi viene: so che deve ricominciare però non ne ho voglia e sto lì, sospeso tra la vita e la morte. Secondo me ai morti del vostro mondo succede qualcosa di simile, gli piace rimanere lì un po' a vedere i vivi che gli piangono, diventano pigri, rimangono come imbrigliati, e gli passa la forza di ricominciare, non ce l'hanno. Poi invece mano a mano che i vivi si dimenticano di loro, per lo meno, smettono di piangere, insomma poi, il tempo... allora a quel punto lì non ha più senso rimanere. Si rompono proprio i coglioni. Gli torna quella la forza di ricominciare e partono per cercarsi un'altra vita. Ecco tu dovresti... dovresti lasciarla libera la tua Lisa… lasciala andare. (Solo)
  • Fuggendo inseguito da una tigre, un uomo arriva sull'orlo di un precipizio. Si aggrappa ad una radice e si lascia penzolare nel burrone. La tigre sopra di lui lo fiuta, lui guarda in basso e vede un'altra tigre che lo fissa, allora lui guarda la radice a cui è appeso e vede che due topini si sono messi a rosicchiarla. Allora lui guarda alla sua destra e vede una minuscola pianta con una fragola. Una fragola rossa, matura. Stende la mano e la mangia. La fragola era dolcissima. (Lisa)
  • A volte penso che sarebbe bello sciogliermi nell'acqua, sparire lentamente in questo tepore. Un giorno arriverai, vedrai la vasca piena d'acqua, toglierai il tappo. L'acqua scorrerà via dal fondo ed io con lei. (Lisa)
  • Lo so che tu volevi farmi solo felice, ma per dare felicità bisogna prima stare bene con se stessi. (Lisa)
  • Sapeva che non sarebbe mai potuto uscire di li, che la sua vita era soltanto una copia della realtà, ma dal suo mondo finto mi guardava dritto in faccia; ma la realtà non sopporta di essere guardata negli occhi. Per questo non basta la ragione a capirla. (Jimi Dini)
  • Devi essere come l'acqua, che arriva, si adatta alle cose, ma poi prende e scivola via. (Joystick)
  • Sai qual è l'unica cosa che io non posso fare qui dentro? È smettere di giocare. Tu invece puoi farlo. E allora smetti di giocarci. Se riesci a farlo vuol dire che sei libero. (Solo)
  • Sarai un fiocco di neve che non cade in nessun posto. (Jimi Dini)

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