Seven

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Seven

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Titolo originale Se7en
Paese Usa
Anno 1995
Genere thriller, poliziesco
Regia David Fincher
Sceneggiatura Andrew Kevin Walker
Attori
Doppiatori italiani

Seven (conosciuto anche come Se7en), film statunitense del 1995 con Brad Pitt e Morgan Freeman, regia di David Fincher.

Frasi[modifica]

  • Sul giornale di ieri è successo che c'è uno che porta a spasso il cane e viene aggredito, gli prendono orologio e portafogli, e mentre giace sul marciapiede inerme, l'aggressore gli pugnala entrambi gli occhi. (Det. Somerset)
  • È che non riesco a continuare a vivere in mezzo a gente che abbraccia e coltiva l'apatia come se questa fosse una.. una virtù. [...] L'apatia è una soluzione, insomma è più facile stordirsi con qualche droga piuttosto che dover affrontare la vita; è più facile rubare quello che si vuole piuttosto che guadagnarselo. È più facile picchiare un figlio che educarlo. Diamine! L'amore costa, costa impegno, lavoro.. (Det. Somerset)
  • Vi è più comodo etichettarmi come pazzo... (John Doe)
  • Non sei un Messia, sei un servizio giornalistico, sei una faccia su una t-shirt. (Det. Mills)
  • Che male c'è a provare piacere a svolgere il proprio lavoro, per quanto mi riguarda non posso negare che mi dia piacere ritorcere ogni peccato contro il peccatore. (John Doe)
  • Innocenti? Se è una battuta non fa ridere... un obeso, un disgustoso obeso che faticava a stare in piedi, un uomo che se lo incontri per la strada chiami a raccolta i tuoi amici per fartene gioco insieme a loro, un uomo la cui sola vista mentre stai pranzando ti faceva passare la voglia di mangiare... e dopo di lui l'avvocato, in cuor vostro dovreste ringraziarmi per averlo fatto, un uomo che aveva dedicato la sua vita al denaro, ai beni materiali, mentendo, con tutta la veemenza di cui era capace, dando così a volgari assassini e stupratori la libertà... una donna, così orribile dentro da non riuscire neanche a sopportare di vivere solo perché aveva perso la bellezza esteriore, un uomo spacciatore, uno spacciatore pederasta ad essere precisi, e non ci dimentichiamo di quell'altra infetta sgualdrina... solo in questo mondo di merda si possono definire innocenti persone come quelle e rimanere con la faccia seria. Ma questo è il punto, vediamo un peccato capitale ad ogni angolo di strada, in ogni abitazione... e lo tolleriamo, lo tolleriamo perché lo consideriamo comune, insignificante, lo tolleriamo mattina, pomeriggio e sera. Adesso basta però, servirò da esempio e ciò che ho fatto ora verrà prima decodificato, poi studiato ed infine seguito, per sempre. (John Doe)
  • Quando ho detto che ti ammiro dicevo sul serio. (John Doe)
  • Credo che l'invidia sia il mio peccato... (John Doe)
  • [Ultime parole] Ah, non lo sapeva... (John Doe)
  • Hemingway una volta ha scritto: "Il mondo è un bel posto e vale la pena lottare per esso." Condivido la seconda parte. (Det. Somerset)
  • Che assurde e ridicole marionette siamo, sgambettanti su un volgare palcoscenico, ci diletta soltanto ballare, scopare, senza pensieri, ignorando quello che siamo: niente. Non per questo siamo stati creati. (Det. Somerset leggendo il diario di John Doe)
  • Oggi stavo sulla metro e un tipo mi ha coinvolto in una conversazione, niente di impegnativo, la classica persona sola che ti parla del tempo. Ho cercato di essere simpatico e accomandante, ma mi faceva male la testa per la sua banalità. Non so neppure come sia accaduto esattamente, ma all'improvviso gli ho vomitato addosso, non gli ha fatto piacere e io non riuscivo a smettere di ridere. (Det. Somerset leggendo il diario di John Doe)

Dialoghi[modifica]

  • William Somerset: Volevo farti una domanda quando ci siamo sentiti al telefono: perché qui?
    David Mills: Non la seguo, scusi.
    William Somerset: Tutti quegli sforzi per avere il trasferimento. E'la prima domanda che mi è venuta in mente.
    David Mills: Forse è per le sue stesse ragioni, o almeno quelle che aveva prima di decidere di mollare, giusto?
    William Somerset: Ma se mi conosci appena...
    David Mills: Allora forse non ho capito la domanda.
    William Somerset: Eppure è semplice: hai fatto il diavolo a quattro per essere trasferito qui, non capisco perché ci tenessi in questo modo.
    David Mills: Soltanto per rendermi utile! E mi farebbe piacere se non cominciassimo prendendoci a calci nelle palle. Ma qui è lei che comanda, no tenente?
    William Somerset: Esatto. E voglio che ti limiti a osservare e ascoltare, chiaro?
    David Mills: Guardi che non facevo il custode ai grandi magazzini, sono nella omicidi da cinque anni.
    William Somerset: Non qui.
    David Mills: Questo è un altro discorso.
    William Somerset: Per i prossimi sette giorni, detective, questo altro discorso non te lo dimenticare.
  • William Somerset: L'ho trovato appeso al muro, dietro al frigorifero, dove è stato ucciso l'obeso.
    Cap. Polizia: "Lunga ed impervia è la strada che dall'inferno si snoda verso la luce"
    William Somerset: È Milton, "Il paradiso perduto"
  • David Mills: Quell'agente immobiliare, schifoso pezzo di merda... scusa, calma. Ci fa vedere la casa più di una volta, sembrava in gamba, era efficiente, a Tracy era simpatico, ma non mi spiegavo perché ci portasse qui per 5 minuti alla volta.
    Tracy Mills: L'abbiamo scoperto la prima notte...
    William Somerset: È una casa rilassante, con vibromassaggio incorporato... [ Sorridendo]
  • William Somerset: Oramai nelle metropoli farsi gli affari propri è diventata una scienza. Nella prevenzione allo stupro è: mai gridare aiuto, ma sempre al fuoco. Nessuno risponde a una richiesta d'aiuto. Tu urla «al fuoco» e arrivano di corsa.
    David Mills: Che società di merda!
  • David Mills: Tu fai della filosofia, mi dici queste cose, queste... guarda che se lo fai per prepararmi ad affrontare una sconfitta, grazie ma...
    William Somerset: Ma tu vuoi diventare un eroe... vuoi diventare un campione... guarda che la gente non vuole campioni, vuole mangiare cheeseburger, giocare al lotto e guardare la televisione.
  • David Mills: Vaffanculo, dài! Sai? Dovresti sentirti quando parli, davvero. Tu... tu dici: "Il problema principale è che la gente se ne frega... "
    William Somerset: [Annuisce]
    David Mills: "... E allora io, me ne frego della gente!". Capisci che non ha senso? Lo capisci?
    William Somerset: Ah... Tu non te ne freghi?
    David Mills: Giusta domanda! Io mai!
    William Somerset: Allora tu cambierai il mondo.
    David Mills: Non scherzare. Il punto è che, è che... io non credo che tu molli perché sei convinto delle cose che dici. No, no... Credo che tu te ne voglia convincere, perché molli. Tu vuoi che ti dia ragione, tu vuoi sentirmi dire: "Sì, sì... sì! Quant'è vero! Qui è tutto un casino, questo è un mondo di merda, dovremmo tutti andare a vivere in una foresta sugli alberi. E invece no! Io questo non te lo dico. Io non ti do ragione. Non sono d'accordo. Neanche volendolo!
  • [ I due Detective non si accorgono di John Doe]
    John Doe: Detective...
    William Somerset: Non vedo l'ora che finisca.
    John Doe: Detective?
    David Mills: Cosi finalmente potrai andare in pensione...
    John Doe: DETECTIVE! ...credo che stia cercando me!
  • [Nel bagno, mentre si stanno depilando il petto]
    William Somerset: Se la testa di John Doe si aprisse e ne uscisse un Disco Volante, non meravigliarti...
    David Mills: ...va bene... ma se mi scappa il rasoio e mi taglio via un capezzolo... l'assicurazione me lo ripaga?
    William Somerset: Non lo so, forse. Se tu fossi così uomo da far la denuncia te lo ripagherei io, di tasca mia.
  • [Det. Somerset guarda un corpo sul ciglio della strada]
    David Mills: Che cosa c'è?
    William Somerset: Un cane morto.
    John Doe: Io non sono stato.

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