Achille Occhetto

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Achille Occhetto

Achille Occhetto (1936 – vivente), uomo politico italiano.

Citazioni di Achille Occhetto[modifica]

  • È un onore essere denunciati da Craxi.[1]
  • La Rivoluzione d'Ottobre ha aperto le porte al riscatto di intere porzioni dell'umanità, oppresse, sfruttate, governate da regimi dispotici.[2]
  • [...] la sinistra unita e al governo, resta un sogno. Eppure ci siamo andati vicini di un soffio. Quando? Il 27 marzo del 1994. Può sembrare un paradosso ma non lo è. Quel giorno, se avessimo completato la maturazione istituzionale, se avessimo davvero riformato le regole, se ci fosse stato il doppio turno e un candidato-presidente da presentare agli elettori, la destra non avrebbe vinto.[3]
  • [Parlando di Antonio Tatò] La sua vita, lo stile, le azioni e i risultati del lavoro di Tonino, in tutti questi anni, sono un esempio della politica vissuta come passione. Come attenzione alle cose della vita, alle sofferenze e alle ingiustizie della vita, e come volontà di incidere su di esse, di cambiare realmente, di intervenire in ogni momento negli aspetti più minuti della vita politica. Era anche attenzione nel valutare la realtà per quel che è, le relazioni, i rapporti di forza, anche, per quel che sono, e la convinzione che non ci si possa, però, limitare a registrarli, ma che la politica ha invece senso solo se su di essi si interviene, appunto per modificarli, per introdurre la novità. La sua casa era diventata, per i segretari del Pci prima e del Pds dopo, centro di incontri politici ad alto livello, incontri nei quali si respirava la volontà della politica – di quella politica che aveva fatto questa Repubblica – di ritrovare il respiro antico del progetto democratico. Ma ciò avveniva sempre in rapporto alle masse, avremmo detto un tempo, agli interessi, ai bisogni delle donne e degli uomini in carne ed ossa. Perché fuori di questo riferimento, di questo ancoraggio, non vi è reale creatività politica. Questa intuizione dell'agire politico, ne sono convinto, è il filo rosso che unisce l'esperienza di Tonino partigiano, militante nella Sinistra cristiana, nel sindacato, nel Pci, nel Pds.[4]

Da Intervista a Achille Occhetto

Intervista di Claudio Sabelli Fioretti, Sette, riportata su Cinquantamila.it, 3 ottobre 2002.

  • I comunisti, i socialisti, più semplicemente i liberali-democratici prevedono, desiderano ed auspicano la partecipazione, la militanza, la presenza democratica. Il fatto che oggi si dimentichi anche questo dimostra a quale obnubilamento, a quale arretramento culturale sono arrivati i gruppi dirigenti della sinistra.
  • In uno Stato democratico i cittadini hanno diritto di fare politica dove vogliono.
  • La sinistra era finita in un pantano totale. Encefalogramma piatto. Solo i girotondi e le iniziative di Cofferati le hanno consentito una flebile ripresa.
  • Cambiare idea non è reato, ma si ha l'onere della prova, bisogna spiegare qual è il percorso intellettuale, morale e politico. In alcuni casi si passa dall'altra parte per dispetto, per una disillusione personale, per i vezzeggiamenti dei nuovi amici. C'è sempre qualche avversario che sa innaffiare e coltivare un "io" ferito.
  • È pericoloso indicare un giornalista preferito. Gli altri ti diventano subito nemici.

Note[modifica]

  1. Citato in Occhetto: La denuncia? È un onore, La Stampa, 19 febbraio 1994.
  2. 23 gennaio 1989; in Un Indimenticabile '89, a cura di De Angelis M., Feltrinelli, Milano 1990. ISBN 88-07-08086-9
  3. Citato in In Italia uno così non c'è mai stato, la Repubblica, 9 gennaio 1996.
  4. Dal discorso riportato dall'Agenzia DIRE, supplemento al n. 218/21, novembre 1992, p. 5.

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