Alexander Stubb

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Cai-Göran Alexander Stubb nel 2008

Cai-Göran Alexander Stubb (1968 – vivente), politico finlandese.

Citazioni di Alexander Stubb[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

It's a question of human rights, gender equality and equality.[1]

Da Perché per l'ex premier finlandese il G20 di Roma è stato un successo

Intervista di Francesca Venturi, Agi.it, 3 novembre 2021.

  • Normalmente, sono piuttosto scettico riguardo ai formati G, che sia il G7 o il G20, perché sono essenzialmente intergovernativi e non vincolanti. Si basano su relazioni tra stati nazionali che sono importanti, ma non raccontano tutta la storia. Penso che viviamo in un mondo transnazionale dove gli stati sono solo una parte di un gioco più grande che include organizzazioni internazionali, il settore privato e la società civile.
  • In politica ho sempre dovuto rispondere "sì" o "no". Nel mondo accademico, la vita è un po' meno bianca e nera, posso semplicemente dire: "dipende".
  • I paesi del G20 rappresentano l'80% delle emissioni. Gli Stati Uniti e l'UE stanno riducendo le emissioni, mentre la Cina e l'India le stanno aumentando. Questa equazione deve essere risolta perché i primi hanno beneficiato dell'industrializzazione più dei secondi
  • L'Europa ha i più alti tassi di vaccinazione ed è il più grande esportatore di vaccini. L'UE non avrà mai il riconoscimento che merita per ciò che ha fatto, ma è difficile per gli euroscettici sostenere che gli stati nazionali avrebbero affrontato meglio la crisi da soli.
  • Non sono preoccupato per la Polexit. Il costo alternativo per la Polonia sarebbe semplicemente troppo alto, sia dal punto di vista finanziario che della sicurezza. In ogni caso circa l'80% dell'opinione pubblica polacca sostiene l'adesione all'UE.
  • È chiaro che non importa come la si guardi, la Brexit è la cosa più stupida che uno stato nazionale abbia fatto nella storia moderna. Pura auto-emarginazione. In pratica il Regno Unito si è autosanzionato e ha creato un'area di libero scambio più piccola dei suoi confini.

Da Alexander Stubb racconta cosa vuol dire avere a che fare con Putin di persona

Intervento ad Omnibus su LA7 sull'invasione russa dell'Ucraina del 2022, La7.it, 13 marzo 2022.

  • Io sono stato quattro volte insieme a lui. È sempre stato molto preparato. È una persona analitica e fredda, ed è razionale dal suo punto di vista. Insomma, quello che sto cercando di dire è di non sottovalutare mai Vladimir Putin.
  • Ci sono molti esperti occidentali che cercano di fare psicanalisi di Putin. Molto spesso si sbagliano su Putin e la Russia. Ricordiamo che i leader russi nell'arco della storia, durante gli zar e i Romanov, sono sempre stati dittatoriali e autoritari. Sono sempre stati molto nazionalistici, e sempre sono stati paranoici sulla possibilità di un attacco contro la Russia da parte dei mongoli o da parte di Hitler, o chiunque sia. È un modo russo di pensare. Quindi, soltanto per il fatto che Putin non la pensi esattamente come noi, questo non lo rende irrazionale. Lo rende razionale da un punto di vista russo e irrazionale da un punto di vista europeo.
  • Io pensavo che il suo piano fosse lo stesso che avesse in Georgia nel 2008 o in Crimea nel '14. In altre parole, la creazione di due conflitti congelati in Georgia e in Abcazia e un altro in Crimea. Io pensavo che avrebbe fatto la stessa cosa con Luhansk e Donetsk. Semplicemente, ci siamo sbagliati con lui. Perché? Perché lui sta creando la sua eredità. Vuole crearsi una Russia storica, e in questa Russia storica vuole prendere la Bielorussia e l'Ucraina. Per lui, la Russia storica sono i tre pilastri del 1800: Una lingua, la russa; una religione, l'Ortodosso e un leader: lui.
  • In essenza, Lukašenko è diventato una sorta di vassallo di Putin, una sorta di marionetta, qualcuno che è costretto a fare tutto quello che Putin dice.
  • Personalmente, io penso che lui abbia fatto un errore colossale perché, naturalmente, in una settimana ha fatto tutto quello che non voleva fare, cioè, voleva la russificazione dell'Ucraina e non l'europizzazione dell'Ucraina. Voleva spaccare l'Europa; non l'ho mai vista così unita com'è adesso. Voleva spaccare la Nato; la Nato ha un nuovo obiettivo adesso. Voleva spaccare gli Stati Uniti e l'Europa; be', le relazioni transatlantiche vanno meglio che mai. E, infine, voleva mantenere Finlandia e la Svezia fuori dalla Nato; adesso abbiamo metà della popolazione che vuole entrare. Insomma, io non penso che abbia fatto così bene dal punto di vista del Cremlino.
  • [Sulla neutralità ucraina] Questa non è una soluzione, perché dichiarare la neutralità o utilizzare il termine "Finlandizzazione", che in finlandese è quasi un insulto, significa praticamente che bisogna trovare un compromesso, compromettere i propri i valori, rinunciare parte della propria sovranità e la propria indipendenza. È un qualcosa che abbiamo dovuto fare durante la Guerra Fredda. Perché? Perché avevamo 1.300 chilometri di confine con la Russia. È più della distanza tra Napoli e Torino, per capirci. Quindi abbiamo dovuto farlo, ma non è una soluzione per l'Ucraina. L'Ucraina ha scelto la sua strada e la sua strada è l'Europa.
  • [Sulle sanzioni internazionali durante la crisi ucraina] Diciamo che sono le cose giuste da fare, perché stanno colpendo la Russia, i leader. Stanno isolando totalmente la Russia, un po' come il Sudafrica negli anni ottanta con l'Apartheid.

Da Draghi, la Finlandia e il whatever it takes a Putin. Parla Stubb

Intervista di Francesco Bechis sull'invasione russa dell'Ucraina del 2022, Formiche.net, 12 aprile 2022.

  • [«La guerra sta cambiando il volto della Nato?»] Sì, in tre modi. Ha dato alla Nato un nuovo scopo, riportandola alle origini, quando era un’alleanza militare contro l’Unione sovietica. Ha spinto i Paesi membri ad aumentare le spese per la Difesa: abbiamo finalmente capito che non viviamo in un mondo in pace. Infine allargherà la membership a Svezia e Finlandia.
  • [Sull'adesione della Finlandia alla Nato] È il naturale approdo della strategia di sicurezza finlandese. Siamo da sempre forti alleati della Nato. Dalla fine della Guerra Fredda svolgiamo esercitazioni e operazioni congiunte. Ci manca solo l’articolo 5.
  • La Russia segue un playbook definito in questi casi. Muove le truppe al confine, dà il via alle esercitazioni. Poi inizia con le rivendicazioni territoriali e la disinformazione, cerca o fabbrica un pretesto per intervenire, infine dà vita a un conflitto congelato cercando di annettere un’area con le truppe di "peace-keeping". [...] Invece Putin ha invertito i piani seguiti in Georgia e in Crimea nel 2014 e ha optato per un'invasione a tutto campo. Questo non fa di lui un folle: è un uomo razionale che vuole creare la sua legacy. Perde tempo chi in Occidente continua a sottoporlo a un'analisi psicologica.

Da Stubb: "La Finlandia entri nella Nato, Putin ci fa paura"

Intervista di Tonia Mastrobuoni sull'invasione russa dell'Ucraina del 2022, Repubblica.it, 11 aprile 2022.

  • Io sono sempre stato a favore di un'adesione alla Nato ma sono sempre stato in minoranza. La svolta, per la Finlandia, è arrivata il 24 febbraio, il giorno che la Russia ha attaccato l'Ucraina. Siamo sempre stati al 50% contrari e al 20% a favore. Nell'ultimo sondaggio, il 68% dei finlandesi vuole l'adesione alla Nato e solo il 12% è contrario. E quando la decisione sarà presa, io penso che i favorevoli saliranno all'80%. La ragione è molto semplice: paura razionale. Se Putin è in grado di massacrare i suoi fratelli ucraini, figuriamoci noi finlandesi. Non vogliamo mai più essere soli.
  • La "finlandizzazione" è stata una limitazione della nostra democrazia. Non è una soluzione per nessuno, tantomeno per l'Ucraina. Chi gliela propone, non ha capito la Russia.
  • [Sulla Russia] Ha due problemi: l'enormità delle sue risorse naturali che la condanna a rimanere sempre indietro rispetto ad altri Paesi sviluppati. E quello della narrazione testarda di un Paese isolato, circondato da aggressori: i mongoli, i nazisti, adesso la Nato. I russi sono convinti di aver salvato l'Europa da Napoleone o da Hitler. Sono paradossalmente molto insicuri, sulla loro sicurezza.
  • [«Non teme un attacco della Russia, durante il processo di adesione?»] Non sono preoccupato. Ci sono piccoli segnali di intimidazione. Ma non fanno altro che rafforzare la convinzione dei finlandesi a voler entrare nella Nato.

Da Alexander Stubb: "Alla fine Mosca resterà isolata"

Intervista di Tonia Mastrobuoni sull'invasione russa dell'Ucraina del 2022, Agi.it, 18 maggio 2022.

  • La cosa più importante è che entriamo nella Nato con un massiccio sostegno pubblico e politico. Noi finlandesi siamo molto uniti nel consenso quando si tratta della nostra sicurezza nazionale.
  • La Russia non vede l'adesione di Finlandia e Svezia alla Nato come una minaccia alla propria sicurezza. Per molti versi ci vedevano come un membro de facto dell'Alleanza per molti anni. Quindi non aspettatevi fuochi d'artificio, a parte magari ciber-attacchi sull’informazione.
  • La Russia è troppo impegnata sul fronte ucraino e non dedicherà molto tempo a pensare all'adesione di due nuovi Paesi nordici.
  • La Russia, alla fine, sarà completamente isolata. Questo è il prezzo della guerra.

Note[modifica]

  1. (EN) Citato in Majority of party leaders would support gay marriage, Yle.fi, 27 novembre 2014.
  2. Citato in Finlandia, legalizzati i matrimoni gay, Internazionale.it, 28 novembre 2014.
  3. Citato in Il primo ministro finlandese: «È la fine della fine della Guerra Fredda», Il Post.it, 12 febbraio 2015. Visibile anche sul sito dell'European Council.

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