Alfonso Bertoldi

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Alfonso Bertoldi (1861 – 1936), critico letterario italiano.

Introduzione a "Poesie liriche di Alessandro Manzoni"[modifica]

Incipit[modifica]

Alla prima stampa del 1892
Fu mio desiderio, quando impresi questo lavoro, di far per le Poesie liriche di Alessandro Manzoni quel che già per le Odi del Parini e le Poesie del Monti; ossia un lavoro tale, che, nel più breve spazio possibile, desse notizia di ciò che di buono e di osservabile s'era scritto intorno al gran lirico lombardo, ed inoltre aggiungesse e correggesse dove mancava o mi pareva errato, e riuscisse per tal modo cosa in massima parte nuova ed utile a più persone.

Citazioni[modifica]

  • Questo volume, per rispetto alla lirica, accoglie intera l'opera poetica del Manzoni, ché il restante, se può giovare qualche po' alla conoscenza dell'uomo, non giova proprio nulla alla fama dell'artista. (p. VIII)
  • È appena necessario avvertire che per un commento che avevo desiderio riuscisse anche storico, mi son servito de' lavori (sempre citati) di quelli che m'han preceduto: primo, in ordine di tempo e di merito, Luigi Venturi, interprete dotto, arguto, e se altri mai coscienzioso del pensiero manzoniano, specie per quel che riguarda gl' Inni sacri; secondi, e per alcune poesie soltanto, il Casini e il Mestica, i due certo migliori commentatori di raccolte scolastiche che dell'autor nostro abbiamo. (p. X)
  • Il Manzoni, oltre che poeta sommo, fu anche poeta originalissimo. Pur tuttavia qualche cosa, specie per quel che riguarda la elocuzione e lo stile, derivò da' classici latini, primo di tutti Virgilio, l'opera del quale studiò con lungo amore, e la grandezza fece manifesta in pagine di critica davvero meravigliose. Per gl' Inni poi, e non solo per essi, molti sono i concetti che trasse dagli Evangeli e, più largamente, da' biblici scrittori. (p. X)

Citazioni di Alfonso Bertoldi[modifica]

  • [Commento a Il nome di Maria di Alessandro Manzoni] Maria è non solo la pietosa degli affanni altrui, ma anche la bella, la potente, la forte: però si ricorre a lei, sicuri d'essere validamente aiutati nelle avversità della vita e nella lotta contro il male e le passioni che più facilmente ci conducono a rovina. E ciò ci si dice non perché non sia chiarissima, ma perché della convenienza di questa chiusa altri, senza intenderne il vero, ha mostrato dubitare. (citato in Poesie liriche di Alessandro Manzoni)

[Alfonso Bertoldi, Introduzione a "Poesie liriche di Alessandro Manzoni", terza edizione, G. C. Sansoni, Firenze 1920]