Anne Brontë

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Anne Brontë

Anne Brontë (1820 – 1849), scrittrice e poetessa britannica.

Citazioni di Anne Brontë[modifica]

  • Chi non osa afferrare le spine | non dovrebbe mai desiderare la rosa.
But he that dares not grasp the thorn | should never crave the rose. (da The Narrow Way[1])

La signora di Wildfell Hall[modifica]

Incipit[modifica]

Originale[modifica]

To J. Halford, Esq.

Dear Halford,

When we were together last, you gave me a very particular and interesting account of the most remarkable occurrences of your early life, previous to our acquaintance; and then you requested a return of confidence from me. Not being in a story-telling humour at the time, I declined, under the plea of having nothing to tell, and the like shuffling excuses, which were regarded as wholly inadmissible by you; for though you instantly turned the conversation, it was with the air of an uncomplaining, but deeply injured man, and your face was overshadowed with a cloud which darkened it to the end of our interview, and, for what I know, darkens it still; for your letters have, ever since, been distinguished by a certain dignified, semi-melancholy stiffness and reserve, that would have been very affecting, if my conscience had accused me of deserving it.

Francesca Albini[modifica]

A J. Halford, Esq.

Caro Halford,

quando ci siamo visti l'ultima volta, mi hai fatto una narrazione molto minuziosa e interessante degli eventi più significativi della tua gioventù, accaduti prima che ci conoscessimo: e poi mi hai chiesto di ricambiarti con qualche confidenza. Non essendo in quel momento nello spirito adatto a raccontare storie, mi sono rifiutato, con la scusa di non aver niente da dire, e altre giustificazioni ugualmente evasive, da te ritenute del tutto inammissibili. Infatti hai cambiato immediatamente discorso, ma lo hai fatto con I'aria di chi, pur senza un lamento, è profondamente ferito; la tua faccia si è adombrata come se una nuvola l’avesse incupita, e questo sino alla fine del nostro colloquio e, per quanto ne so, la cupezza perdura; da quel momento infatti le tue lettere sono state contrassegnate da una certa qual freddezza e da un dignitoso, quasi malinconico riserbo, che mi avrebbero molto colpito se la mia coscienza mi dicesse che li merito.

Martina Rinaldi[modifica]

A J. Halford, Esq.

Caro Halford,

l'ultima volta che ci siamo visti mi hai fornito un racconto molto dettagliato degli accadimenti più importanti della tua giovinezza prima che ci conoscessimo; poi mi hai chiesto di contraccambiare confidandoti qualcosa anche io. In quel momento non ero dell'umore giusto per mettermi a raccontare storie e ho preferito declinare l’invito con vaghe giustificazioni che tu non hai assolutamente accettato. Hai subito cambiato argomento, infatti, ma alla maniera di chi – pur senza dire una parola – si sente ferito. La tua espressione si è incupita fintanto che siamo rimasti insieme e, da quanto so, quella cupezza dura ancora: da allora le tue lettere mi sono parse caratterizzate da una certa freddezza e da un distacco quasi malinconico, che di certo mi avrebbero colpito se avessi pensato di meritarli.

Citazioni[modifica]

  • Ogni romanzo è, o dovrebbe esser scritto affinché lo leggano uomini e donne, e non riesco proprio a immaginare come potrebbe un uomo permettersi di scrivere qualcosa di davvero vergognoso per una donna, o perché una donna dovrebbe essere censurata per aver scritto qualcosa di decoroso e appropriato per un uomo. (dalla prefazione alla seconda edizione del libro; 2014)
  • Desideravo dire la verità, poiché verità infonde sempre la propria morale in colui che la sa recivere. (dalla prefazione alla seconda edizione del libro; 2014)
  • Cosa costituisce la virtù, signora Graham? La condizione di saper e voler resistere alla tentazione, o quella di non avere tentazioni a cui resistere? È forte quell'uomo che supera grandi ostacoli e ottiene sorprendenti risultati, seppure con un gran dispendio di energia muscolare e col rischio di un conseguente affaticamento, oppure chi se ne sta in poltrona tutto il giorno, con niente di più faticoso da fare che attizzare il fuoco e portare il cibo alla bocca? Se volete che vostro figlio avanzi a testa alta attraverso il mondo, non dovete cercare di togliere le pietre dal suo percorso, ma insegnargli a camminare saldamente sopra di esse, non insistere a guidarlo per mano, ma lasciare che impari ad andare da solo. (Gilbert Markham: cap. III, Una controversia; 2014)
  • Lo condurrò per mano finché non avrà la forza di procedere da solo; e toglierò dal suo percorso quante più pietre potrò, e gli insegnerò a evitare quelle rimaste o a camminare saldamente sopra di esse. (Helen Graham: cap. III, Una controversia; 2014)
  • Se volete avere un ragazzo che disprezza la madre, tenetevelo a casa, e passate a vita a coccolarlo e a sacrificarvi, assecondando ogni sua follia e capriccio.(Signora Markham: cap. III, Una controversia; 2014)
  • Non manderei una povera ragazza allo sbaraglio contro i propri nemici, ignara delle insidie disseminate sul suo cammino, né la difenderei e proteggerei finché, privata della stima e della fiducia in se stessa, perdesse il potere, o la volontà, di difendersi e proteggersi da sola; e per quanto riguarda mio figlio, se pensassi che da grande diventerà un uomo di mondo, come lo chiamate voi, uno che ha "vissuto" e si gloria della sua esperienza, anche se ne traesse profitto e, una volta messa la testa a posto, diventasse un utile e rispettabile membro della società, preferirei che morisse domani! (Helen Graham: cap. III, Una controversia; 2014)
  • Si può guardare nel cuore di una persona attraverso i suoi occhi e si può arrivare a conoscere l’altezza, la larghezza e la profondità dell’anima di un altro in una sola ora, mentre non ti basterebbe una vita per scoprirle se la persona non fosse disposta a rivelarle o se tu non avessi la sensibilità necessaria a comprenderle. (Gilbert Markham: cap. XI, Ancora il vicario; 2014)
  • Ho idea che ci siano ben pochi uomini al mondo che mi piacerebbe sposare,e di questi pochi ci sono dieci probabilità contro una che io ne conosca mai nessuno. E nel caso, venti probabilità contro una che non sia celibe o che non si innamorerà mai di me. (Helen Graham: cap. XVI, Il consigli dell'esperienza; 2014)
  • I maschi imbecilli e farabutti non saranno mai a corto di compagne finché ce ne sono altrettante dell’altro sesso a fare il paio con loro. (Peggy Maxwell: cap XVI, Il consigli dell'esperienza; 2014)
  • Ma se odio i peccati amo il peccatore e mi impegnerei per la sua redenzione. (Helen Graham: cap. XVII, Ulteriori consigli; 2014)
  • C'è sempre un "ma" in questo mondo imperfetto. (Helen Graham: cap. XXII, Tratti di amicizia; 2014)
  • A chi è dato meno, meno è richiesto; ma a tutti è richiesto di sforzarsi al massimo. (Helen Graham: cap. XXIII, Prime settimane di matrimonio; 2014)
  • Molto giusto ma, secondo il mio giudizio, ciò che il mondo stigmatizza come romantico è spesso più alleato della verità di quanto comunemente si pensi; perché se le generose idee della gioventù sono spesso rannuvolate dalle misere visioni degli anni a venire, non significa che siano false. (Helen Graham: cap. XXXII Paragoni informazione respinta; 2014)
  • La possibilità di morire c’è sempre; ed è sempre bene vivere tenendola presente. (Helen Graham: cap. XLII, Una notizia sorprendente; 2014)
  • È un atto di carità cristiana, col quale speri di ottenere un posto più in alto in Paradiso per te e di scavare una fossa più profonda all'inferno per me. (Arthur Huntingdon, cap. XLII, Una notizia sorprendente; 2014)

Note[modifica]

  1. In The Eclectic Magazine of Foreign Literature, Science, and Art, vol. 16, Leavitt, Trow, & Company, 1849, p. 321.

Bibliografia[modifica]

Voci correlate[modifica]

Altri progetti[modifica]

Opere[modifica]