Antoine Rivaroli

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Antoine Rivaroli

Antoine Rivaroli, conte di Rivarol (1753 – 1801), scrittore e giornalista francese.

Citazioni di Antoine Rivarol[modifica]

  • Ci sono due verità che non bisogna mai separare, in questo mondo: 1° che la sovranità risiede nel popolo; 2° che il popolo non deve mai esercitarla.[1]
  • Ciò che non è chiaro non è Francese.[2]
  • Il mio epitaffio: LA PIGRIZIA CE LO AVEVA RAPITO PRIMA DELLA MORTE.[3]
  • Il non aver fatto niente è certo un tremendo vantaggio, ma non bisogna abusarne.
C'est sans doute un terrible avantage que de n'avoir rien fait, mais il ne faut pas en abuser.[4]
  • La devota crede ai devoti, la non devota ai filosofi; ma sono entrambe ugualmente credulone.[3]
  • Si è più spesso ingannati dalla diffidenza che dalla fiducia.[5]

Maximes et pensées[modifica]

  • Bisogna aver l'appetito del povero per ben godere la ricchezza del ricco.[6]
  • Lo stomaco è il suolo da cui germina il pensiero.[6]
  • Su dieci persone che parlano di noi, nove ne dicono male, e spesso la sola persona che ne dice bene, lo dice male.[6]

Citazioni su Antoine Rivarol[modifica]

  • Un'esistenza simile viene nobilitata dall'opera, che, come la perla alla conchiglia, le conferisce senso e rango. Tra i vecchi e i nuovi autori egli resterà esemplare per l'intrepido e tuttavia ponderato atteggiamento con cui il singolo si contrappone alla corrente del tempo, che minaccia di divorare tutto e di cui solo pochi cuori e poche menti sono all'altezza. «Egli ha adornato e attrezzato la ragione con le armi dello spirito», dice uno dei suoi biografi, e questa potrebbe figurare come una massima sulla sua opera. (Ernst Jünger)

Note[modifica]

  1. Da Journal politique national.
  2. Da Sur l'universalité de la langue française, 1783.
  3. a b Da Rivaroliana. Citato in Dizionario delle citazioni, a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X
  4. Da Le petit Almanach de nos grands hommes.
  5. Citato in Umberto Eco, Sulla letteratura, Bompiani, 2003.
  6. a b c Citato in Fernando Palazzi, Silvio Spaventa Filippi, Il libro dei mille savi, Hoepli.

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