Antonio Capizzi

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Antonio Capizzi (1926 – 2003), filosofo e storico italiano.

La Repubblica cosmica[modifica]

  • Chi guarda nel cannocchiale e vede cose diverse da quelle che vedo io è sempre uno che può insegnarmi molte cose, e lo leggerò con l'atteggiamento del discepolo che vuole capire ciò che ancora non gli è chiaro; se poi discuterò le sue conclusioni, lo farò col rispetto e con la riconoscenza che dobbiamo a quelli che hanno aperto la strada sulla quale ci prepariamo ad andare oltre, valutando il suo procedimento a posteriori sulla base degli argomenti, non a priori confrontando le sue conclusioni con le mie. È l'atteggiamento che il mio maestro Guido Calogero mi ha insegnato a chiamare «volontà di capire» o «spirito del dialogo». Ma al dialogo tra chi guarda nel cannocchiale e chi si rifiuta di guardarci non ho mai creduto: non è in nessun caso proficua una discussione tra uno storico che fonda su una serie di argomenti una nuova prospettiva e uno storico che, solo perché la nuova prospettiva non è ortodossa, si ritiene dispensato dalla fatica di saggiare ad uno ad uno gli argomenti e se la cava dicendo che il tutto «non è convincente»; né tra chi si pone come unico problema la verificabilità di una lettura storica e chi si preoccupa delle conseguenze che tale lettura porterà al quadro tradizionale della Geistesgeschichte; né tampoco tra chi ricostruisce un antico pensiero con la pazienza da formica del raccogliere instancabilmente nuovi elementi e chi deduce il pensiero di Parmenide dall'Eleatismo, l'Eleatismo dal Naturalismo Presocratico e il Naturalismo Presocratico dalla Spiritualità Greca; né, soprattutto, tra lo scrittore che lavora a inserire il «filosofo» in una prospettiva sincronica, che è poi sempre costituita dalla cultura e dalla società in cui quel «filosofo» visse e respirò, e il suo collega disposto a chiarirne i punti oscuri sempre e soltanto attraverso la rilettura di altri «filosofi», rifuggendo con disgusto dal contaminare il Puro Pensiero con l'utilizzazione dei poeti, degli oratori e degli storici. (pp. 13-14)
  • [...] Non posso dare torto a quegli storici che hanno visto nella definizione aristotelica dell'uomo come «animale naturalmente politico» un riferimento più al carattere greco che all'umanità in generale. (p. 130)
  • Le ricerche sulla letteratura classica hanno da tempo abbandonato il "paese della bellezza pura": nessun poeta o prosatore greco viene più letto sub specie aeternitatis, né estraniato dal contesto socio-politico della città in cui visse e dell'uditorio per il quale compose. Nel campo della storia della filosofia antica, e soprattutto della più antica (da Talete al giovane Empedocle), il passo è stato fatto a metà, e non da tutti, gli studiosi più illuminati sono arrivati a mettere i presocratici arcaici in rapporto con la polis in generale, ma molto raramente con le singole poleis nelle quali quei sapienti non solo vissero, ma (come attestano fonti indiscusse) ebbero posizioni politiche di primissimo piano; e quasi mai si sono domandati in qual misura l'uditorio cittadino (così determinante in età pre-letteraria) condizionasse i contenuti del loro discorso.

Citazioni su Antonio Capizzi[modifica]

  • Antonio Capizzi ha insegnato per oltre quarant'anni – prima da assistente, poi come professore incaricato e infine come professore associato – Filosofia teoretica III presso l'Università di Roma "La Sapienza" (sede di Villa Mirafiori). La sua lezione umana e intellettuale, di metodo e di merito, ha segnato la cultura universitaria, non solo italiana, degli ultimi decenni del secolo scorso. (Paolo Quintili] [1].
  • Chi ha familiarità con le opere [di Antonio Capizzi], nota subito la caratteristica del vero ricercatore: una continua e profonda investigazione dell'oggetto, senza domandarsi quanto tempo richieda. La passione ha portato Capizzi a destinare la sua vita all'apprendimento dell'intera cultura umana. Quaranta anni di ricerche assidue, ininterrotte, volte a scandagliare l'umano scibile fino alle radici più profonde [...]. A cinque anni dalla scomparsa resta il personale ricordo di un uomo gracile e magro, ma sempre immerso nel suo lavoro, lontano dalle passerelle tanto amate dai pensatori contemporanei, e intellettualmente irreprensibile. Nelle sue lezioni mostrava con orgoglio un profondo antifascismo, per cui provava un forte disgusto non solamente per ragioni storico- morali, ma soprattutto – credo – per quell'amore sviscerato per la libera ricerca, unica risposta possibile ai tentativi scomposti di dittatori passati e presenti di renderci tutti fatalmente omologati [Andrea Comincini] [2].

Bibliografia[modifica]

  • Antonio Capizzi, La repubblica cosmica. Appunti per una storia non peripatetica della nascita della filosofia in Grecia, Roma, Edizioni dell'Ateneo, 1982.

Note[modifica]

  1. Profilo di Antonio Capizzi (1926-2003). Università degli Studi di Bari, Laboratorio di epistemologia informatica. URL consultato il 12-4-2010.
  2. Tributo ad Antonio Capizzi. Yorick Libri. URL consultato il 12-4-2010.

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