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Benedetto da Norcia

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San Benedetto da Norcia, dettaglio dall'affresco di Fra Angelico, San Marco, Firenze

San Benedetto da Norcia (480 circa – 547 circa), monaco italiano.

La regola di san Benedetto[modifica]

Incipit[modifica]

Prologo della Regula

Egli è noto, che sono quattro le specie dei monaci. La prima è dei Cenobiti, cioè monasteriali, militanti sotto una Regola o un Abbate. Siegue la seconda, degli Anacoreti, cioè Eremiti; che non per recente fervore di conversione, ma per lunga pruova di monastero, di già istruiti dal conforto di altri molti, appresero a combattere contro il Diavolo; e ben muniti escono dal domestico combattimento alla singolare tenzone dell'eremo, di già sicuri, bastano, con l'ajuto di Dio, senza l'altrui consolazione, con la sola mano o il braccio, a pugnare contro i vizii della carne dei pensieri.

Citazioni[modifica]

  • Nessuno in monastero seguiti il proprio volere. Né ardisca veruno di venire a proterva contesa coll'Abbate, o dentro o fuori del monastero. Che se l'abbia fatto, sia sottoposto alla pena della Regola. Esso Abbate però faccia tutto con timore di Dio e osservanza della Regola; sapendo ch'egli fuor di dubbio dovrà rendere conto a Dio giudice di tutti i suoi giudizii. (cap. 3)
  • Sopra di ogni altro questo vizio sia estirpato sin dalle radici nel monastero; che niuno cioè ardisca nè dare nè ricevere nulla senza il comando dell'Abbate, nè avere cosa alcuna di proprio, niente affatto; nè codice, nè tavolette, nè stilo, nulla in somma; come è giusto che non abbia siffatte cose chi non ha più balìa nè della propria volontà nè del proprio corpo. (cap. 33)
  • Il mangiar carne però in ogni modo si permetta agl'infermi e ai molto indeboliti, affinché ripiglino le forze. Appena poi si saranno ristabiliti, tutti, secondo il consueto, si astengano dalle carni. (cap. 36)
  • L'Oratorio tal sia, quale è nominato; né quivi si faccia o pensi mai altra cosa veruna. Compiuto l'Officio divino, tutti con sommo silenzio escano: e si usi rispetto alla casa di Dio, affinchè se un fratello vuole per avventura particolarmente fare orazione da sé, non sia impedito dall'altrui importunità. (cap. 52)

Citazioni su Benedetto da Norcia[modifica]

  • Costituisce un fondamentale punto di riferimento per l'unità dell'Europa e un forte richiamo alle irrinunciabili radici cristiane della sua cultura e della sua civiltà. (Papa Benedetto XVI)
  • Qui visse, pregò e lavorò uno dei santi più mistici e più efficaci, sulle cui spalle si sollevò la civiltà greca, latina, medievale. Tutto quel che compone il volto della modernità occidentale. Un solo uomo, aiutato poi da alcuni fedeli discepoli, seguito più tardi dal «poverello» dell'Umbria, salvò il mondo in tutti i sensi, terreni e mistici, che questa parola racchiude. Qui, tra questi monti e tra questi aranci, quel che poteva essere caduto per sempre fu risollevato, e l'inumano fu reso in misura umana. (Vintilă Horia)

Léo Moulin[modifica]

  • Benedetto ama gli uomini per quello che sono, e specialmente i deboli, i malati, i vecchi, i poveri, i giovani, i peccatori, i recidivi.
  • San Benedetto è un maestro esigente: egli non ha niente a che vedere con il puritano cupo e rinsecchito.
  • San Benedetto non nutre alcuna illusione a proposito dei suoi monaci, a maggior ragione degli uomini in generale.

Bibliografia[modifica]

  • La regola di san Benedetto, traduzione di Francesco Leopoldo Zelli dell'opera latina "Regula sancti Benedicti", Tipografia di Montecassino, 1902.

Voci correlate[modifica]

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