Camera Café (quarta stagione)

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Camera Café.

Camerà Café, quarta stagione.

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

Amicississimi[modifica]

  • [Paolo e Silvano sono diventati amici]
    Paolo: Cosa siamo noi due Silvano?
    Paolo e Silvano: Amicississimi!
    Luca: Paolo, ti ricordo che questo è Silvano, il deficiente, quello che si diverte ad imparare i decimali del pi greco.

Bagno occupato[modifica]

  • Paolo Bitta: Pippo, se la quattrocolori mi scrive in rosa, sei un Pippo morto!
  • [rivolgendosi a Patti] Paolo Bitta: Allora il tuo meglio fa schifo! Non sei neanche capace di far uscire Pippo dal cesso... eppure di cessi dovresti saperne più di tutti!
  • Paolo Bitta: Patti, se la quattrocolori mi scrive poesie, sei una Patti morta!
  • Paolo Bitta: Pippo esci! Se esci non ti faccio quasi niente...

Camper Tommy[modifica]

  • Luca: Un libro?
    Geller: Esatto, un libro che in qualche modo vi rappresenti.
    Silvano: Cioè, entro domani dobbiamo portare tutti la nostra autobiogafia?
    Geller: No, Silvano, mi spiego meglio. [Luca tira uno scapellotto a Silvano] Dovete portare il libro che vi ha cambiato la vita, che vi ha fatto diventare gli uomini che siete, che vi ha fatto crescere. Ecco, quello il libro che dovete portare. È molto, molto importante.
    Luca: Molto importante. Chiaro?
    Silvano: Certo. [Geller se ne va] Mamma mia, a me quell'uomo mi dà i brividi. Me lo sogno anche la notte. Da quando lo conosco ho gli incubi. A te non capita?
    Luca: Io da quando lo conosco ho smesso direttamente di dormire.
  • Olmo: Ieri sera per decidere che libro portare ci avrò messo almeno quattro ore.
    Luca: Ah sì? Non riuscivi a trovarne uno senza macchie di sugo?
    Olmo: [Ironico] Ha ha, spiritoso. Cercavo di capire qual'era più adatto.
    Luca: La differenza tra un vero intellettuale come me e un poveretto come te si vedrebbe anche se portassi...l'elenco telefonico di Pescara.
    Olmo: [Fissando la pila di libri di Luca] Quindi per non correre rischi ti sei portato dietro un'intera enciclopedia.
    Luca: È Alla ricerca del tempo perduto di Proust, ignorante. Ma cosa puoi saperne te? È un libro solo diviso in sette parti.
    Olmo: Come il Signore degli Anelli, che è uno ma è diviso in tre. [...]
    Silvano: Ma scusa, se sai più del Signore degli Anelli perché hai portato Romeo e Giulietta?
    Olmo: Perché se portavo il Signore degli Anelli Geller pensava che sono uno smanettone, senza ragazza, sovrappeso, tutto videogiochi e fantascienza. Invece così capisce che ho anche un lato romantico. Romeo e Giulietta è la più grande storia d'amore mai raccontata. L'ho letto una decina di volte e mi commuovo ancora oggi.
    Silvano: Scusa, ma perché c'è ancora la plastica?
    Luca: Va bè, intanto lui ha portato un libro che hanno letto tutti.
    Silvano: Io ho portato un libro che hanno letto tutti.
    Olmo: Come no. "Frattali e logaritmi, frontiere di calcolo inverso".
    Silvano: Al Club dei Giovani Pitagorici lo conosciamo tutti a memoria.
    [Si avvicina Paolo] Luca: Paolo, hai dato un'occhiata ai libri che ti ho messo sulla scrivania?
    Paolo: Non serviva. Ho portato il mio.
    Luca: Come "il tuo"? Tu non hai mai letto un libro in vita tua. Sei diventato quello che sei diventato perché non hai mai letto un libro in vita tua.
    Paolo: E invece si. Ne ho letto uno molto tempo fa e mi ha cambiato la vita.
    Luca: Che cos'è? Il giovane Holden? Siddartha?
    Paolo: Molto meglio. "Camper Tommy". [Tira fuori un libro sonoro per bambini, lo apre]
    Camper Tommy: Ciao, sono Camper Tommy. [Breve sonata di clacson].
  • Luca: Ma non puoi andare da Geller con Camper Tommy! [Apre il libro che poi subito richiude] Ma deve fare 'sto rumore tutte le volte che lo apri?
    Paolo: Senti, Geller è stato chiaro: "Dovete portare il libro che vi ha cambiato la vita", e a me questo mi ha cambiato la vita!
    Luca: È un libro per bambini!
    Paolo: Sì, ma è l'unico che ho letto, e a me mi piace!
    Luca: Ma non può rappresentarti, non può dire chi sei veramente. [Paolo sta aprendo il libro] Chiudilo! Ti avevo dato dei libri bellissimi: Cent'anni di solitudine, Opinioni di un clown, Il vecchio e il mare.
    Paolo: Ma che titoli sono? Un vecchio al mare fa tristezza, siamo anche in bassa stagione, cent'anni di solitudine li passi tu se continui a consigliare questi libri, e poi cosa vuoi che me ne freghi a me di che cosa pensa un clown!
    Luca: Sulla strada! Ti ho dato "Sulla strada"! "Sulla strada" ti piace, è la storia di un viaggio.
    Paolo: Lascialo stare quello lì, Johnatan l'ha letto tutto, me lo ha anche raccontato, sono due che vanno da costa a costa senza neanche prendere un'Alfa e senza neanche prendere la Cisa. Ma che viaggio è?
    Luca: Ma sono capolavori del Novecento.
    Paolo: Sì, ma qui ci sono anche le figure. [Apre brevemente il libro]
    Luca: Fatti furbo. Il libro ti deve rappresentare, no? Tu sei di più di Camper Tommy. [Silvano esce dal bagno] Camper Tommy al limite potrebbe essere...che ne so...Silvano.
    Paolo: Silvano? fai il rumore di un clacson?
    Silvano: Poo-Pooo!
    Paolo: Hai visto? Ti sembra il clacson di Camper Tommy questo? Camper Tommy sono io perché parla di me! [Apre il libro, scorre le pagine] Camper Tommy dal suo amico carrozziere, Camper Tommy inseguito dalla polizia mentre cerca di arrivare al Camping Sorriso, poi...Camper Tommy che scappa col circo!
    Luca: Non sei mai scappato col circo.
    Paolo:... E poi Camper Tommy parla anche di te, lui non si separa mai dal suo migliore amico.
    Luca: Che sarei io?
    Paolo: Si. "Scooter Timmy".
  • Geller [rivolto a Pippo]: Pippo, non ci sono dubbi che questo sia il libro che l'ha fatto diventare l'uomo che è, ma mi sarei aspettato qualcosa di meno didascalico di "Come aumentare la statura in due settimane". Sentiamo...Nervi.
    Luca: Ah!
    Geller: Ah, [...] impegnativo. È davvero il libro che l'ha cambiata?
    Luca: Ah, profondamente, mi ha fatto diventare l'uomo che sono diventato. Non mi piace considerarmi un intellettuale, devono essere gli altri a definirmi tale.
    Geller: E lei ha letto tutti e sette i tomi?
    Luca: Tre volte.
    Geller: Complimenti, io l'ho letto una volta sola. La storia d'amore tra Swann e Odette?
    Luca: Sublime.
    Geller: Vero. E quando il narratore per la prima volta vede le fanciulle in fiore?
    Luca: Epico.
    Geller: E perché? L'amicizia fra Hagrid e Harry?
    Luca: Commovente.
    Geller: Nervi, l'ultimo era "Harry Potter e la pietra filosofale" [Tutti ridono].
    Luca: G-gran bel libro.
    Geller: Che probabilmente non ha mai letto. Come tutti voi, d'altra parte. Mi avete portato libri che non avete mai letto giudicandoli solo dalla copertina. Avete cercato di impressionarmi, di fare bella figura, ma mi avete solo confermato che in fondo ai vostri cuori vi vergognate di quello che siete. Bene, direi che per oggi può bastare. [Tutti iniziano ad andarsene]
    Paolo: No, manca il mio! [Consegna il suo libro]
    Geller: Camper Tommy? I miei complimenti, Bitta! Lei è l'unico che abbia capito il senso della mia richiesta. Perché se c'è un libro che fatto di noi gli uomini che siamo sono proprio le favole che abbiamo letto da bambini. Bravo, Paolo! Dovreste prendere tutti esempio da lui. [Mentre se ne va guarda Luca] Vero, Nervi?
    Luca: Perché non ho portato Il Piccolo Principe, perché? Era anche più facile da portare in Vespa.
    Paolo: Tranquillo, ce la metto io la buona parola con Geller. Non lascerebbe mai da solo il suo amico Scooter Timmy.
    Luca: Tu come facevi a sapere che parlava dei libri che abbiamo letto da bambini?
    Paolo: Da bambini? Io l'ho letto due anni fa. [Luca fa un'espressione sbigottita] Quasi tutto.
  • Luca:[Esce dal bagno e vede Paolo un po' triste] Bè, cos'è successo? Che faccia. Cos'è, tuo figlio ha preso 10 in condotta?
    Paolo: No, no, è uscito il film di Camper Tommy e allora l'ho visto con Valeria e i ragazzi.
    Luca: Ah, cineforum in casa Bitta. "Camper Tommy il film". E com'è?
    Paolo: Bello, bello. Un sacco di inseguimenti, effetti speciali. Bello. Anche se...
    Luca: Anche se? Ah, ho capito. Il libro era tutta un'altra cosa.

Come va?[modifica]

  • [vedendo Patti bere una bottiglia di acqua] Paolo: Anche tu hai mangiato la peperonata?
    Patti: Ma no Paolo. Io ogni mattina bevo almeno 3 litri d'acqua.
    Paolo: E quindi tutte le mattine mangi la peperonata?
    Patti: Ma no, scemino. Perché bere fa bene. Per esempio contro la ritenzione idrica, oppure rende più giovane la pelle. Capisci? Io più acqua bevo, più divento bella...
    Paolo: Quindi è la peperonata che ti fa male??
  • [Geller è alla macchinetta e Paolo arriva da dietro appoggiando dell pratiche su un tavolino] Paolo: 'Giorno.
    Geller: 'Giorno Bitta.
    Paolo: Come va?
    Geller: Perché mi fa questa domanda?
    Paolo: Quale domanda??
    Geller: Lei mi ha chiesto "come va ?". Perché lo ha fatto?
    Paolo: Ahh... ma no. Sono domande così. Che si fanno tanto per parlare.
    Geller: Ah, capisco. Quindi a lei non interessa veramente come mi va...
    Paolo: No... no... mi interessa. Mi interessa... mi interessa molto come vanno le cose. Come va, vecchio mio? [Paolo gli tira una pacca sulla schiena] Cioè... Come va?
    Geller: Va bene Bitta, mi ha convinto. Vedo che gli interessa veramente come mi vanno le cose
    [Paolo si allontana con un sospiro di sollievo]
    Geller: E perché gli interessa?
    Paolo: Be'... Perché mi interessa? In che senso?
    Geller: Non lo so. Non mi dirà che lei è uno che fa le domande senza pensare.
    Paolo: Be', no... però ripensandoci bene... non è che mi interessa così tanto... cioè, è tanto... ma non tanto tanto... è poco tanto...
    Geller: La vedo un po' confuso Bitta. Le interessa o non le interessa? [tirando fuori il libretto dal taschino interno]
    Paolo: Non mi interessa.
    Geller: Capisco, non le interessa come mi vanno le cose [Paolo vede che Geller si accinge a scrivere]
    Paolo: No no no, mi interessa, mi interessa.
    Geller: Perfetto. Quindi pretende di ficcare il naso negli affari miei [Paolo schiaccia il bicchiere in mano dalla disperazione]
  • Geller: Bene Bitta. Sono contento che ci siamo chiariti. Finalmente so che le interessa molto come mi vanno le cose.
    Paolo: Arrivederci.
    Geller: Resta solo da chiederci: perché le interessa tanto?
    Paolo: Mi interessa... mi interessa tanto perché mi andava di chiederglielo.
    Geller: Ahhh, forse inizio a capire Bitta. A lei non interessa la mia risposta. A lei interessa pormi la domanda "Come va?". Bene, adesso è tutto chiaro. Lei voleva pormi una domanda insidiosa. Mettermi alla prova.
    Paolo: Ma come si fa a mettere... a mettere alla prova un uomo come lei con... con una domanda così facile? Più scemo di "come va?" c'è solo "è suo quel naso?"
    Geller: Quindi secondo lei non è una domanda insidiosa? Allora mi permetterà di pormi lo stesso quesito: come va?
    Paolo: Va bene, grazie.
    Geller: Ah si? È sicuro che vada tutto bene nella sua vita? Ci rifletta meglio.
    Paolo: Ci sono cose che vanno bene e cose che vanno male. Vuole che le faccia la lista?
    Geller: Allora perché mi ha mentito dicendomi che andava tutto bene??
    Paolo: Ma mi sarò sbagliato. Non va bene, va male. Va bene se mi va tutto male??
    Geller: È impossibile che le vada tutto bene come è altrettanto impossibile che le vada tutto male. Dovrebbe avere problemi di soldi, di salute, di famiglia, di tutto.
    Paolo: Infatti, infatti, infatti... infatti va tutto male. Guardi [prende 100 euro dalla tasca e li strappa] Avevo 100 euro intasca e adesso non ce li ho più. La salute? [dà una testata contro la macchinetta del caffè] Ho la testa che mi fa malissimo. Quindi salute male. Il lavoro? [prende la pratica sul tavololino e la strappa] La pratica Penilo rovinata. Il lavoro va malissimo. Basta che arrivi a casa con un trans in braccio così anche con Valeria va male e così anche la famiglia è rovinata. Le va bene così?
    Geller: In questo caso sì. Anche perché non ha ancora risposto alla mia domanda...
  • Geller: Quindi lei pone una domanda senza sapere perché la pone.
    Paolo: Ma perché mi interessava saperlo. O non mi interessava saperlo. O non mi interessava non saperlo. Facciamo così, le prenda lei le mie parole, le mette nell'ordine che le piace di più
    Geller: Bitta, io non posso cercare di mettere ordine ai suoi pensieri. Deve essere lei a governarli. Se così non fosse, rischierebbe la pazzia.
    Paolo: Ma infatti... infatti ha ragione lei. È per questo che le ho chiesto "come va?"... sono pazzo.
    Geller: Bitta, non ho detto che lei è pazzo.
    Paolo: Lo dico io, lo dico io... se uno è pazzo lo sa solo lui se è pazzo. [prende e mangia le foglie di una pianta sul pavimento] Visto? Sono pazzo, mangio le foglie. Ha visto? Sa cosa faccio adesso? Vado da Andrea e lo prendo a sberle sulla pelata... lo sa perché?? perché sono pazzo [Paolo va via e arriva De Marinis]
    De Marinis: Tutto bene Bitta?
    Paolo: No, sono pazzo.
    De Marinis: A volte credo che dovrei istituire un centro di igiene mentale in questa azienda. E invece lei, dottor Geller, tutto bene?? Come va?
    Geller: Devo dire che stamattina mi sono svegliato veramente di cattivo umore, ma Bitta mi ha dato una mano a rilassarmi. Adesso va un po' meglio. Ma come mai mi ha chiesto come va?? [si vede passare nel corridoio sullo sfondo Andrea che trascina Paolo svenuto e il direttore rimane perplesso]
  • [Paolo è alla macchinetta con un collare e delle stampelle e da dietro arriva Geller]
    Geller: Ah, Bitta, stavo cercando proprio lei. [Paolo cerca di fuggire] No, resti qui, non si preoccupi. Io le devo delle scuse. Ieri mi sono comportato in maniera poco professionale. Sa è una settimana che dormo poco, al massimo un'ora per notte, quindi la mattina sono molto irritabile. Lei mi capisce, vero?
    Paolo: SI... sì, si...
    Geller: Bene, sono contento
    [Paolo tira un sospiro di sollievo]
    Geller: E perché mi capisce??

Contatore Geiger[modifica]

  • [La vodka nella fiaschetta di Paolo è probabilmente radioattiva]
    Luca: Paolo? Cosa c'è nella fiaschetta? Grappa?
    Paolo: No, no, è vodka, me lo ha preparato Pino con delle patate coltivate in Ucraina.
    Luca: In quale posto dell'Ucraina?
    Paolo: Aspetta... come si chiamava quella città, ah, sì! Chernobyl! [Luca e Silvano corrono via]

Dominatore[modifica]

  • [Paolo entra in ufficio vestito da domatore da circo]
    Luca: Come ti sei vestito?
    Paolo: Sono vestito come quello che oggi si fa Caterina!
    Luca: No, al limite sei vestito come quello che oggi si fa licenziare, cosa c'entra Caterina?!
    Paolo: Non hai sentito ieri cos'ha detto, quando gli ho portato lo sformato?
    Luca: Che vuole un uomo forte, rude... sì.
    Paolo: Be'... un domatore!
    Luca: No, un "dominatore"! Non un "domatore", imbecille!

Guerra civile[modifica]

  • Luca: E chi ci ha denunciato a De Marinis accusandoci ingiustamente?!
    Tutti: I Digitex!
    Luca: E chi se l'è presa con il povero Silvano sabotandogli una pratica della massima importanza?!
    Tutti: I Digitex!
    Silvano: Be', della massima importanza... era solo un resoconto...
    Luca: [tirando un calcio a Silvano per farlo tacere] Era una pratica importantissima, Silvano, eccome! A momenti hai rischiato il licenziamento sai?! Ma non è tutto... questa [un dossier] è la prova decisiva! L'abbiamo trovato nell'ufficio di Carminati. Sì! Sì! Hanno le armi di distruzione di massa, e le useranno per farci fuori tutti quando la fusione sarà avvenuta!
    Paolo: Bastardi, a morte!
    Tutti: A morte!
    Luca: Vogliono i nostri posti di lavoro, vogliono le nostre donne, le nostre case e cosa portano i cambio?! Malattie! Delinquenza! Sporcizia!
    Silvano: Come gli extracomunitari?
    Luca: Bravo Silvano!
    Tutti: Silvano! Silvano! Silvano!
    Paolo: Zitti!
    Luca: Questo è uno scontro di civiltà. Chi non verrà licenziato comunque sarà costretto a diventare uguale ai Digitex! Qui c'è in gioco la nostra identità! Se perdiamo non saremo più noi stessi... saremo diversi!
    Paolo: Capito?! Magari io divento come Pippo!
    Luca: D-diventi peggio... diventi un digitex, eh!

Il disco[modifica]

  • Paolo: Luca io devo fare una cosa difficilissima, una cosa per l'onore dei Pooh, sono loro che me lo ordinano. Luca, io devo baciare la Patti!
    Luca: Sei già ubriaco di prima mattina?

Il fattore Geller[modifica]

  • Geller: Caffè Rogi?
    Silvano: N.. no.
    Geller: Un Thè?
    Silvano: No.
    Geller: Ma lei risponde sempre a monosillabi?
    Silvano: No...
    Geller: Divertente. Una vecchia battuta, ma sempre divertente. Lo sa che lei è simpatico?
    Silvano: N-no... Si... Boh... boh... boh [Silvano scappa]
  • Luca:[parlando al telefono]: Ma lascia stare, che al fantacalcio sono molto più forte di te. Allora Frey in porta e togli Ibra in avanti. Sì, alla difesa ci penso io. Ciao ciao.
    Silvano: Ciao Luca.
    Luca: Ciao. [Parlando tra sé e sè] Allora Zanetti o Natali, Zanetti o Natali, Zanetti o Natali...
    Silvano: Zanetti dell'amministrazione?
    Luca: Shhhh. Mi fai lavorare? Non è roba che fa per te. Zanetti o Natali...
    Silvano: A me puoi dirlo. Perché lo stai segnando su quel libretto?
    Luca: Perché Zanetti è ormai andato bisognerà farlo fuori...
    Silvano: Luca mi fai paura. Segni i nomi di quelli da far fuori, come Geller? Non è che ti sei messo a lavorare per lui?
    Luca: Si esatto. Doveva essere un segreto, ma a te non si può nascondere niente.
    Silvano: Ahhh, troppo togo. Sei una spia come 007.
    Luca: Abbassa la voce, sono sotto copertura. Non vorrai mica farmi scoprire.
    Silvano: Cos'è che devi fare? Devi aiutare Geller a scegliere i nomi di quelli da fare fuori?
    Luca: Intuito poco superiore alla media. [scrive sul libretto] Ringrazia che sono un tuo amico.
    Silvano: Luca, perché scrivi su di me?
    Luca: Incline alle domande retoriche...
    Silvano: Dai Luca, per favore, smettila. Ti offro un caffè e poi torno subito al lavoro.
    Luca: Lavoro? A proposito di lavoro. Hai presente quella pila di pratiche che c'è sulla mia scrivania?
    Silvano: Sì, perché?
    Luca: Il direttore vuole che le finisca per le 4, ma non posso, devo fare rapporto a Geller. Non è che tu potresti darmi una mano?
    Silvano: Ho capito Luca, ma io ho già le mie di pratiche. Sono pieno di lavoro fin qui. Magari più tardi...
    Luca: Come si scrive più tardi? [Si appresta a scriverlo sul suo libretto]
  • Luca: Silvano, sono le 4, non lo sai che il direttore odia i ritardi?
    Silvano: Si signore, lo so. Però è dalle 11 che non faccio una pausa, devo assolutamente andare in bagno.
    Luca: Non ho sentito.
    Silvano: Devo andare in bagno a fare la pipi.
    Luca: E allora ti do un minuto Silvano, ti cronometro, 55 secondi, 50, 45... Forza Silvano!
    Silvano: Si signore [Silvano corre in bagno. Arriva Geller da dietro]
    Luca: Che deficiente... [Luca ride sotto i baffi]
    Geller: Buongiorno.
    Luca: Buongiorno.
    Geller: Di chi sono tutte queste pratiche?
    Luca: Di Silvano Rogi. Ci sta lavorando.
    Geller: Un lavoratore solerte quel Rogi.
    Luca: Sa fare solo quello, sa... pensi che la notte, prima di addormentarsi, conta le pecore, le divide in gruppi da cento e poi detrae l'iva.
    Geller: Interessante. Un soggetto davvero interessante.
    Luca: Siamo sicuri che stiamo parlando di Silvano?
    Geller: Non necessariamente, ma in quanto osservatore dei comportamenti umani, so riconoscere un elemento di valore, un uomo astuto, affidabile e perché no, uno con un pizzico di malizia, ambizioso. Questo ritratto le ricorda qualcuno??
    Luca: Forse no, forse sì. Ma sicuramente sì.
    Geller: Sa Nervi, nella regione di Yu, un contadino pregò così tanto Budda che gli fu concesso di diventare imperatore per un giorno soltanto, giunto quel giorno, il contadino venne ucciso al posto dell'imperatore. Sa cosa significa?
    Luca: Che aveva sbagliato religione.
    Geller: Divertente. Ma forse più che la vita è fatta di oneri e onori. Lo vede questo? [estrae il suo libretto]
    Luca: Sì.
    Geller: Richiede responsabilità e abnegazione. È un semplice libretto, si può comprare in libreria, ma da esso dipende la sorte di noi tutti. Se qualcuno lo maneggia male, rischia di bruciarsi. Bisogna esserne degni. Capisce quello che voglio dire?
    Luca: Assolutamente.
    Geller: Mi aspettavo questa risposta...
    [Luca tira un sospiro di solievo]
    Geller: Assolutamente si o assolutamente no?
    [Luca schiaccia il bicchiere con dentro il caffè che aveva in mano]
  • Luca: Mi ha scoperto... Mi ha scoperto dalla postura... Sono gobbo, sono gobbo... Dalla cravatta, la cravatta, mi ha scoperto dalla cravatta...
    Silvano: Luca, ma stai parlando da solo?
    Luca: Silvano, cosa ne sai dei contadini buddisti del tredicesimo secolo?
    Silvano: Be', che sono tutti morti. [ride] Perché??
    Luca: Perché uno mi ha raccontato una storia...
    Silvano: Ahhh, hai visto Geller??
    Luca: Dove lo hai visto?? Sta venendo qua??
    Silvano: No, l'ho incontrato da De Marinis mentre gli consegnavo le pratiche. le nostre pratiche... Comunque se non lo sai tu dove sta Geller che sei il suo aiutante...
    Luca: Certo che sono io, certo che sono io... era una proposta... sono io il contadino...
    Silvano: Ma guarda Luca che stai ancora parlando da solo.
    Luca: Sì, sì, voleva solo vedere quanto sono astuto se capivo i suoi indizi. SI, il libretto è mio, il libretto è mio.
    [Silvano tira fuori un libretto dalla tasca]
    Silvano: Ahhh, interessante. Tendenze megalomani.
    Luca: Dove lo hai preso quel libretto?
    Silvano: Luca, stai parlando da solo o adesso stai parlando con me? Comunque me lo ha dato Geller...
    Luca: È una grande novità. Ti meriti questo incarico. Sei un tipo astuto, ambizioso. Va bene, ora io vado di là, prendo le mie pratiche, le nostre pratiche...
    Silvano: Luca, guarda che le ho già consegnate io le pratiche a De Marinis, te lo avevo già detto... [inizia a scrivere sul libretto] principi di...
    [Luca lo ferma urlando mentre scrive] Luca: FERMO !! Non scrivere, non scrivere... Hai caffè pagato per un mese Silvano... [lo accarezza sui capelli] pagato per un mese.
    Silvano: Più tutte le pratiche del mese prossimo?
    Luca: Andata.
    Silvano: Affare fatto, allora ci vediamo nel mio ufficio e mi raccomando il caffè con lo zucchero, altrimenti mi tocca segnarti. Sull'attenti!
    Luca: Ahhh [si mette di scatto sull'attenti]
    Silvano: Riposo! Attenti!
    Luca: Bastardo... io odio Geller, odio la fusione, odio tutti [arriva Patti da dietro] odio geller odio al fusione...
    Patti: Luca, cosa fai, stai parlando da solo??
    Luca: SIII... SII... sì, sto parlando da solo. È l'unico modo in questo ufficio per parlare con qualcuno di intelligente. Perché? Non si può??
    Patti: [tira fuori un libretto e una penna] Interessante. Doppia personalità... [guarda meglio Luca in faccia] forse tripla...
  • Geller: Quante pratiche Nervi. Di chi sono?
    Luca: Di Silvano, tutte tutte tutte tutte di Silvano, il suo assistente.
    Geller: Su Nervi, non se la sarà presa per il mio scherzetto. Ah, prima che me lo scordi, Silvano sta ancora aspettando il suo caffè... Farebbe bene a segnarselo sul suo libretto prima di scordarselo. Lei si è preso un impegno e io ci tengo che gli impegni vengano rispettati.
    Luca: [scrivendo sul libretto] Caffè Silvano... Contento?? Adesso mi dica come ha fatto a scoprirmi...
    Geller: Ovvio. L'ho capito osservando le pratiche di Silvano: erano accatastate assimmetricamente, che denota un disordine mentale generato da soggezione indotta da un elemento esterno, nel caso specifico lei.
    Luca: Veramente??
    Geller: No... Me lo ha detto Silvano.
    Luca: Ah...
    Geller: O forse no?? [Risata tipica di Geller]

Le stringhe di Geller[modifica]

  • [Patti e Silvano sono davanti alla macchina del caffè] Patti: Mi devi dire qualcosa?
    Silvano: Patti, sei tutta sporca di schiuma sul naso.
    Patti: Intendevo qualcosa di carino!
    Silvano: Ma infatti ti sta benissimo [Patti gli tira uno schiaffo]
  • [Patti e Silvano sono davanti alla macchina del caffè] Patti: Cosa c'è Silvano, devi dirmi ancora qualcosa??
    Silvano: Io no, no, assolutamente niente.
    [arriva il direttore, rivolgendosi a Patti] De Marinis: Lei dove crede di essere. Le pare normale andare in giro per l'ufficio tutta macchiata? Vada a cambiarsi, cretina!
    Patti: Ma me lo potevi dire che ero macchiata, no? [Patti tira uno schiaffo in faccia a Silvano]
    De Marinis: Donne... se glielo avesse detto, l'avrebbe accusato di non dirle mai cose carine...
  • Luca: Paolo, Paolo, hai visto Geller?
    Paolo: [mezzo addormentato] Eh?
    Luca: Hai visto Geller?
    Paolo: Cosa vinco??
    Luca: Non è un quiz, hai visto Geller o no??
    Paolo: Se non vinco niente no.
    Luca: Se si vince qualcosa?
    Paolo: Neanche
    [Luca tira un sospiro di sollievo]
    Paolo: Perché, cosa vincevo?
    Luca: Niente, niente... Io sono salvo.
    Paolo: Cosa hai vinto tu?
    Luca: Niente, non è un gioco, è una roba seria. L'ho incrociato prima in corridoio. [si avvicina a Paolo e abbassa la voce] Ha le stringhe slacciate.
    Paolo: Certo che tu quando vuoi stupire gli amici... Ho i brividi. Giuro che la prossima festa che faccio ti invito di sicuro.
    Luca: Non hai capito. Ho pensato di dirglelo. Ma poi ho pensato: se è un test??
    Paolo: Effettivamente. La prossima volta che lo vedo glielo dico.
    Luca: No no no... sei sicuro che voglia che tu glielo dica? Segui il ragionamento. Se davvero è un test, qual è la cosa giusta da fare? Forse glielo devi dire. Ma forse non glielo devi dire. Se non glielo dici, glielo puoi sempre dire dopo. Ma se glielo dici, dopo non glielo puoi più non dire. Hai capito?
    Paolo: [con faccia perplessa] H-Ho capito. Comunque i tuoi ragionamenti sono... [arriva Geller]... sono sempre complicati. Dottor Geller, guardi che ha...
    [Luca pesta il piede a Paolo per farlo stare zitto]
    Luca:... ha le seppie della mensa lì dentro? Guardi che fanno malissimo, le ha mangiate anche lui [indicando Paolo che si contorce dal dolore]
  • Luca: Eddai, che ti ho appena salvato la vita...
    Paolo: Allora ti devo una vita [schiaccia il piede a Luca] Sai com'è, non mi va di lasciare debiti in giro, ho già le rate del camper da pagare.
    Luca: Se Geller aveva le stringhe slacciate quando l'ho visto, più o meno un'ora fa, e ce le ha anche adesso, sai cosa vuol dire?
    Paolo: Cosa vuol dire? Che non se ne accorto... Guarda che oggi sei scemo forte...
    Luca: È un test... è impossibile che Geller non si sia accorto di avere le stringhe slacciate, si accorge sempre di tutto. Figurati se gli sfugge una roba del genere. Ragioniamo. [si guardano perplessi] Ragiono io. Se uno ha le stringhe slacciate di solito bisogna dirglelo...
    Paolo: Ma se a Silvano gliele slacciamo apposta per farlo cadere...
    Luca: Ma questo è un test. Glielo dici, sei deferente. Non glielo dici, sei deferente. Quindi se glielo dici sei fregato e se non glielo dici sei fregato uguale. Ho capito il test. [ Paolo se ne va, e Geller esce dal bagno, arrivando alle spalle di Luca] Ecco cosa fare con Geller. Bisogna dirglelo e non dirglelo.
    Geller: Dirmi cosa?
    Luca: Come?
    Geller: Dirmi cosa?
    Luca: Glielo dico... le posso offrire un caffè?
  • Geller: Grazie Nervi [bevendo il caffè offerto da Luca]
    Luca: Prego, prego.
    Geller: Ma cosa voleva dirmi veramente?
    Luca: Ehhh... volevo raccontargli una storia... non è mia naturalmente. Volevo sapere cosa ne pensa.
    Geller: L'ascolto.
    Luca: Gliela racconto. Allora, un tempo, nella regione di... Yu... Z... Blu, il re aveva un problema con le SCARPE... così il re, che in realtà era un re temporaneo perché il reame si era gemellato con un altro reame, comunque sempre re era, rischiava di INCIAMPARE, e se inciampava si faceva molto male e magari moriva, ma un suddito fedele glielo disse, e così salvo la vita al re. Eh, è bella vero??
    Geller: È... un allegoria.
    Luca: Quello che pensavo anche io quando me l'hanno raccontata. Un allegoria.
    Geller: E lei come l'ha interpretata?
    Luca: Non ci sono riuscito. Ecco perché volevo parlarne con lei. Speravo che lei riuscisse a spiegarmela.
    Geller: Se ho capito bene, il re andava in giro con una scarpa slacciata, un suddito glielo ha detto e così gli ha salvato la vita. Probabilmente vuol dire che le persone più umili con un gesto semplice possono essere d'aiuto a un potente.
    Luca: Eggià
    [Geller si volta per andare via, ma inciampa a causa delle scarpe slacciate e cade]
    Geller: O forse vuol dire che lei è un imbecille [tira fuori il libretto inizia a scrivere]

Paolo intenditore[modifica]

  • [Paolo, depresso, beve la sua grappa mentre Luca esce dal bagno] Luca: Paolo, cosa fai? Sono le dieci di mattina.
    Paolo: Bevo per dimenticare.
    Luca: Ma per dimenticare cosa?
    Paolo: C-che Pino è andato in ferie e questa è l'ultima bottiglia di grappa che mi ha lasciato.
    Luca: Così la finirai prima e non ti rimarrà più niente.
    Paolo: Perché me l'hai ricordato? [Torna a bere dalla fiaschetta]
  • Luca: Mi sto annoiando a morte. Per una volta che i nostri dirigenti sono andati a Londra per la fiera si sono portati dietro Silvano, il nostro hobby preferito. Ma... [Vede che Paolo guarda continuamente l'orologio e beve] si può sapere che fai?
    Paolo: Eh? Ah no, niente. Visto che mi rompo faccio un gioco: tutte le volte che la lancetta dei secondi supera le altre due io bevo un sorso di grappa. Va che veloce, forte questa lancetta.
    Luca: Si, lo so come si chiama quel gioco: si chiama alcolismo.
    Paolo: Oh, senti, ognuno ha le sue abitudini, eh? Tu ti bevi il tuo caffè? Io mi bevo la grappa di Pino e Pino... fa la grappa di Pino.
    Luca: Eh. Non so neanche come fai a bere quella roba lì.
    Paolo: È semplice: svito il tappo, centro la bocca, inclino e fatta.
    Luca: No, mi stupisce che tu abbia ancora la coordinazione. Al terzo bicchiere non la distingui più...dalla miscela della mia Vespa!
    Paolo: Tu stai scherzando? La grappa di Pino è unica, inconfondibile, il resto non è neanche grappa.
    Luca: Ha parlato l'intenditore.
    Paolo: E certo. E certo. Io la grappa di Pino... la riconosco anche senza assaggiarla.
    Luca: Ah sì? E ci stò, guarda. Scommetto un caffè che se ti metto davanti due bicchieri di grappa bianca uguale tu non riconosci quella di Pino. Senza assaggiarla.
    Paolo: Affare fatto. [Luca ridacchia] Sarà facile come bere un bicchiere di grappa.
    Luca: Si dice "un bicchier d'acqua".
    Paolo: Parla per te.
  • [Sul tavolino sono appoggiati due bicchieri di grappa, Paolo entra con una borsa di attrezzi da lavoro] Luca: Oh, è arrivato "Michele l'intenditore". [Indicando il tavolo] Da una parte la grappa di Pino, dall'altra una grappa qualsiasi, stesso colore, stessa consistenza, prego. Cosa ti sei messo, a fare l'idraulico per arrotondare?
    Paolo: No questi sono gli strumenti del mestiere dell'intenditore di grappa. Li ho lasciati nell'Alfa, non si sa mai.
    Luca: Li voglio proprio vedere questi strumenti del mestiere. [Paolo tira fuori due lime dalla borsa] Due lime arrugginite, complimentoni.
    Paolo: Certo, se vuoi che riconosca la grappa di Pino senza neanche assaggiarla questa è la fase n.º 1, cioè immergere due lime arrugginite... nella grappa.
    Luca: Oh, la fase 2 cos'è, l'antitetanica?
    Paolo: No, quella è la n.º 0, l'antitetanica devi farla prima, se no all'ultimo non conta.
    Luca: Guarda che si stacca tutta la ruggine, che schifo. Tra l'altro sono uguali, rimangono uguali.
    Paolo: [Guarda i due bicchieri] Sai che hai ragione? Devo dirlo a Pino.
    Luca: Ha, ha, e allora hai perso. Bene...
    Paolo: No! Fase n.º 2: devo diluire la grappa.
    Luca: Tu che metti dell'acqua nella grappa?
    Paolo: Ma non dirlo neanche per scherzo. [Prende un barattolo di vernice] Vernice anti-corrosione industriale. Giusto una goccia.
    Luca: Ma non farà male?
    Paolo: Ma sei matto? È la stessa che uso per l'Alfa.
  • Luca: Ma a me sembra un metodo assurdo per riconoscere la grappa. Cosa te ne fai delle lime, delle pile, della vernice, della fiamma ossidrica?
    Paolo: Senti, volevi che riconoscessi la grappa di Pino senza neanche assaggiarla? Questo è l'unico modo, il modo di Pino! Che fiammata, oh.
    Luca: Il modo di Pino?
    Paolo: Sì.
    Luca: Ancora un po' e scoppia un incendio!
    Paolo: [Suona un campanello] E ora, togli le pile scadute dalla grappa, per favore, usa la pinza... mettiti il guanto, chissà cosa hai toccato con quelle manacce.
    Luca: [Comincia a togliere le pile dai bicchieri] Dai, ammettilo Paolo, tu non hai la minima idea di quello che stai facendo.
    Paolo: Certo, che lo sò.
    Luca: Ah, sì?
    Paolo: Adesso non rimane che assaggiarla.
    Luca: [Ride] "Non rimane che assaggiarla"! Hai perso la scommessa!
    Paolo: Nooo.
    Luca: Avevi detto che non l'avresti assaggiata.
    Paolo: E infatti non l'assaggio... [Annusa il primo bicchiere a sinistra] perché questa è la grappa di Pino!
    Luca: No! Questa è della grappa normale con dentro della vernice e flambé.
    Paolo: Lo era! Adesso è grappa di Pino D.O.C. Ho seguito la ricetta originale passo per passo.
    Luca: Ah, quella era la ricetta originale?
    Paolo: Sì, è segreta, shhh.
    Luca: Ma scusa, ma se la grappa normale è diventata grappa di Pino [Indica il primo bicchiere, poi il secondo] la grappa di Pino cos'è diventata?
    Paolo: Grappa di Pino "Gran Riserva" [Ride].
  • [Luca esce dal bagno, Paolo è davanti alla macchinetta con una brutta cera] Luca: Oh-lala, che faccia. Sei sicuro di essere vivo?
    Paolo: Purtroppo sì, ho vomitato tutta la notte.
    Luca: Ma avrai mangiato qualcosa che t'ha fatto male.
    Paolo: Nono, è stata la grappa.
    Luca: Ma dai?
    Paolo: Ho controllato la ricetta di Pino e non ci andavano le pile alcaline.
    Luca: Te l'avevo detto che era assurdo, non mi dai mai retta.
    Paolo: Ci andavano le pile zinco-carbone.

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