Carlo Freccero

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Carlo Freccero nel 2009

Carlo Freccero (1947 – vivente), autore televisivo italiano.

Citazioni di Carlo Freccero[modifica]

  • Accanto alla vita privata e agli spazi limitati in cui si svolge (la casa, il bar, il corso dello struscio, lo stadio), abbiamo una vita sociale che si anima sempre più in uno spazio virtuale. Al di là del nostro privato, siamo membri di una o più collettività. Siamo cittadini italiani, ma anche europei, appartenenti alla Nato, firmatari di accordi internazionali, partigiani di questo o quel partito, sostenitori di una convinzione religiosa o paladini del laicismo. Abbiamo insomma una vita individuale e una vita sociale. Ma con la completa mediatizzazione della nostra vita aggregata, questa dimensione sociale si è sempre più allontanata dalla nostra vita vera e viene condivisa soltanto attraverso i filtri della comunicazione: giornali, televisione, Internet.[1]
  • [Su Romanzo criminale - La serie] Chapeau! Un prodotto finalmente innovativo rispetto alla fiction italiana, una serie che può spingere finalmente a fare prodotti diversi [...] i colori in digitale sembravano usciti proprio dagli anni Settanta. L'ambientazione era perfetta ed è molto interessante lo sviluppo della parte politica [...][2]
  • Con Berlusconi non c'era tutto questo servilismo che c'è verso Renzi. È una cosa insopportabile. La Rai è già renziana ma si adegua sempre, a volte anticipa i tempi. Mi colpisce la stampa, è un inno continuo. La7? Sì, Mentana è abbastanza renziano, senza dubbio. E poi Renzi dà il cellulare a tutti. C'è una forma di cameratismo coi giornalisti che vuol dire tante cose. Con Berlusconi non c'era, non c'era. Ci deve essere un distacco.[3]
  • L'immagine attuale dell'informazione televisiva è rassicurante. C'è il gossip, la politica come spettacolo. E tutti i generi dell'intrattenimento. È vero che ogni tanto fa irruzione la violenza, la guerra, il male. E questa violenza e questo male sono così estremi da eccedere le nostre stesse capacità di comprensione. Ma sono in qualche modo sterilizzati nella misura in cui vengono proiettati all'esterno di noi. Il male sono gli altri, i nemici, gli zingari, l'Isis, gli stranieri, gli estranei. La linea di separazione tra il bene (noi) e il male (gli altri) è così netta che, nonostante la visione falsamente tranquillizzante di un mondo quotidiano dedicato al bricolage, al gossip e all'esibizione di status, viviamo in un costante stato di accerchiamento e di insicurezza per la nostra incolumità, perché quello che è fuori può sempre raggiungerci con l'immigrazione e distruggerci con il terrorismo.[1]
  • Se la televisione è in grado solo di comunicarci un'informazione manichea, dove noi e gli alleati siamo buoni, e il resto del mondo cattivo, la fiction ci incarica di reintrodurre in televisione il complotto, la complessità, la critica.[1]

Citazioni su Carlo Freccero[modifica]

  • Carlo Freccero ha smesso di pensare da molti anni. Non per ignoranza, ma per assenza di testa. (Vittorio Sgarbi)
  • Nel maggio del 1992 la Fininvest decise di sostituire il direttore di rete Carlo Freccero con Carlo Vetrugno. Freccero aveva portato a Italia 1 Mezzogiorno italiano e altri programmi innovativi come Lezioni d'amore di Giuliano Ferrara e Anselma Dall'Olio, Scherzi a parte, Pressing, Mai dire Tv, L'Istruttoria. Secondo alcuni la sua linea era troppo creativa rispetto al tipo di programmi richiesti dai dirigenti Fininvest che cominciavano, a detta loro, a incontrare difficoltà a vendere gli spazi pubblicitari. Non credo a questa tesi perché nel mercato televisivo sono sempre stati gli ascolti a determinare la raccolta pubblicitaria. Credo invece che il motivo della cacciata di Freccero sia di natura politica come nel mio caso. (Gianfranco Funari)

Note[modifica]

  1. a b c Da Cospiration Drama: Archeologia (e nascita) di un nuovo genere TV, Rollingstone.it, 31 luglio 2016.
  2. Citato in Fiorello, fan di Romanzo Criminale: "Voglio seguirla tutta", Cinema. Sky.it, 17 novembre 2008.
  3. Dal programma radiofonico La Zanzara, Radio 24; citato in Freccero contro la Rai: "Troppo servile con Renzi. Era meglio con Berlusconi...", il Giornale.it, 6 marzo 2014.

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