Enrico Mentana

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Enrico Mentana nel 2016

Enrico Mentana (1955 – vivente), giornalista e conduttore televisivo italiano.

Citazioni di Enrico Mentana[modifica]

  • Biagi è uno dei giornalisti più potenti d'Italia. Per Sergio Zavoli, nonostante fosse stato marginalizzato, tutta questa levata di scudi non c'è mai stata. Nel mondo dell'informazione nessuno può avallare la presenza di qualcuno che dice "tu scompari". Ma, nonostante l'attacco di Berlusconi, Biagi e Santoro ora sono in Rai e se qualcuno volesse toglierli dopo quell'attacco sarebbe più difficile. Se poi si discute di palinsesti il discorso è diverso e non vorrei che il problema fosse la collocazione alle 20,40. Se, invece di cinque minuti ogni sera, Biagi facesse una prima serata di due ore, che facciamo, scendiamo in piazza? Comunque io non voglio che si tolgano le persone e se tolgono Biagi e Santoro non resteremo certo indifferenti.[1]
  • [Riferendosi alla RAI] C'è di tutto: mantenute, raccomandati, epurati, miracolati. È come l'annuario del Censis: ci si possono leggere tutti i fenomeni sociali. Alcuni da baraccone.[2]
  • [Fra i giovani] C'è una supina rassegnazione. Si vive nel galleggiamento del presente fra lo smartphone e lo Spritz.[3]
  • [...] la libertà, come la bravura, non è una dote che ci si autoattribuisce, ma una qualità che ci viene riconosciuta solo dopo averla esercitata.[4]
  • Oriana Fallaci ha sempre avuto un carattere forte e difficile, spigoloso, e non ha mai cercato di arruffianarsi il pubblico o i potenti che intervistava, o i giornalisti, o i critici che dovevano parlare di lei, anzi.[5]
  • Sto dicendo che, da ottimo lottizzato, cercai di essere solo ottimo. La lottizzazione ai tempi [anni '80] in Rai era selvaggia. I direttori del Tg1 si decidevano solo dopo il congresso della DC; il Tg2 era l'Avanti; il Tg3 era l'Unità.[6]

Dalla pagina ufficiale Facebook.com[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • [Riferendosi alla Brexit] Una cosa deve essere chiara: si può criticare anche aspramente Cameron che usando l'arma del referendum ha finito per esserne travolto. Ma è proprio fuori dall'idea di democrazia criticare la scelta dell'elettorato britannico: quando si dà la parola al popolo sovrano se ne accetta il responso, e si riflette.[7]
  • [Riferendosi al referendum greco del 2015 e a quello sulla Brexit] Formidabili questi nuovi critici della libertà: un anno fa volevano insegnare la democrazia ai greci, che nel loro piccolo l'hanno creata qualche millennio fa. Ora ci riprovano con gli inglesi, padri della democrazia moderna. Due referendum, che erano stati voluti dai premier in carica, criticati come lesione della "vera democrazia", e peraltro solo a causa del loro risultato.[8]
  • [Dopo la Brexit] Il referendum non è come un telequiz, in cui il conduttore può dire: "risposta errata". Questa è un'illusione delle élites, e non può diventare una pretesa. Quella referendaria è un'arma forte della democrazia, che ben difficilmente poi offre scappatoie a chi propugnava l'alternativa risultata perdente. [...] La lesione della democrazia avviene semmai quando un esito referendario viene tradito [...]. Quel che è veramente miserevole è ascoltare e leggere tesi sbalorditive sull'abuso del referendum e dello stesso responso popolare da parte di persone che sembravano a lutto stretto solo un mese fa per la morte di Marco Pannella.[9]
  • Una sola cosa è più inspiegabile delle scelte dei kamikaze islamisti: la mancata sollevazione di massa contro le loro nefandezze da parte delle comunità musulmane nel mondo. In ogni civiltà si creano gli anticorpi contro le degenerazioni ideologiche o culturali o sociali. Invece il terrorismo jihadista strage dopo strage sta schiacciando l'Islam moderato, che esiste ma è senza voce, per timore di ritrovarsi la bestia in casa. Il risultato è quello peggiore, e rischia di tagliare il mondo in due aprendo sterminate praterie ai tagliagole di Al Baghdadi.[10]
  • [Riferendosi al terrorismo islamista] Muoiono per uccidere, e noi non lo capiamo: cosa c'è di meglio della vita? La risposta terribile che si danno è fatta di vergini e di Paradiso. Ma è possibile che esista una religione che garantisce il Paradiso a chi uccide dei bambini in suo nome?[11]
  • Andare a sgozzare un anziano prete in una chiesa cattolica francese in nome dell'Isis. I due terroristi hanno compiuto un'azione che ha significati simbolici chiari. Si completa il quadro degli attacchi in Europa: un giornale satirico, un supermercato di cibi ebraici, uno stadio di calcio, un teatro di musica giovanile, un caffè, un aeroporto, una stazione del metrò, un treno, una festa di piazza, un festival di musica, e ora una chiesa. Parlare di isolati, di disperati, di emuli non ha senso: nessuno ha mai imitato l'attentato precedente.[12]
  • Mi stavo giusto chiedendo se sarebbe spuntato fuori un alto decerebrato da pensare e poi scrivere una simile idiozia. Lei pensa che il prossimo le sia simile. Ma non c'è distanza maggiore che tra il virtuoso e il virtuale: eppure per lei se uno non grufola contro gli invasori è un fake. Lei è un webete.[13][14]

Note[modifica]

  1. Da Sciuscià, Rai2, 24 maggio 2002; citato in Marco Travaglio, "Carta Canta - Il delitto Biagi/3", la Repubblica, 14 novembre 2007.
  2. Dall'intervista di Beatrice Borromeo, Mentana: "Un direttore? Non deve usare più di 1.500 euro", Il Fatto Quotidiano, 8 dicembre 2010.
  3. Dall'intervento al X festival internazionale del giornalismo, Perugia, 10 aprile 2016.Video disponibile su Youtube.com.
  4. Da Panorama, 10 agosto 2000.
  5. Dal documentario Oriana Fallaci: storia di un'italiana. Video disponibile su YouTube (minuto 6:55).
  6. Dall'intervista a Libero del 25 luglio 2004, p. 8.
  7. Da un post, 24 giugno 2016.
  8. Da un post, 26 giugno 2016.
  9. Da un post, 27 giugno 2016.
  10. Da un post, 2 luglio 2016.
  11. Da un post, 15 luglio 2016.
  12. Da un post, 26 luglio 2016.
  13. Da una risposta ad un commento, 28 agosto 2016; citato in "Lei è un webete". E il neologismo di Mentana conquista Twitter, Repubblica.it.
  14. Il neologismo "webete" ha avuto grande diffusione nei mesi successivi, tanto che qualcuno ne ha proposto l'ingresso nei dizionari italiani. Cfr. Silverio Novelli, Webete: fare il tifo per o contro le parole nuove, Treccani.it e Massimo Arcangeli, La parola del 2016 è stata "webete": Mentana fa tendenza, ma spunta un'attestazione anni '90, Repubblica.it, 8 gennaio 2017.

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