Gianfranco Funari

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.

Gianfranco Funari (1932 – 2008), conduttore e personaggio televisivo.

Citazioni di Gianfranco Funari[modifica]

  • Fini? Tutta carta argentata, dentro nun c'è manc'a cioccolata. (da un'intervista del programma televisivo Le Iene, Italia 1,  Data? Data?)
  • Io non sono stato mai donnaiolo, le donne che ho incontrato erano omaiole. (dall'intervista di Gigi Marzullo, Sottovoce, Rai Uno, 1999)
  • L'amore vero è dei principi, non mi riferisco ai nobili, ma ai principi dei sentimenti, delle sensibilità, della fantasia, della creatività, dell'espressione, del calore... si nun sei principe di queste cose te poi accoppià, nun te poi innamorà. (dall'intervista di Gigi Marzullo, Sottovoce, Rai Uno, 1999)
  • Se uno è stronzo, non je posso dì stupidino – si crea delle illusioni – je devi dì stronzo! (da  Trasmissione? Trasmissione?, Rai Tre,  Data? Data?)
  • Stronzo! A chi 'o dici 'o dici, cogli sempre nel segno. (da Matrix, Canale 5,  Data? Data?)
  • Io ho giocato nella vita con l'incoscienza del coraggioso. (da Il Tornasole, rai 2, 2006  Data più precisa? Data più precisa?)
Secolo XIX, 4 aprile 1992
  • È finita la politica da salotto. Una volta la gente diceva: governo ladro. Adesso dice il nome del ladro, il nome del partito e che cosa ha rubato.
  • Il talento è amico della violenza e della crudeltà in trasmissione.
  • Voglio rimanere sempre libero. Voglio sempre stare dalla parte della gente.
12 round, programma Rai 2, 17 dicembre 2007
  • Noi italiani abbiamo nella coda il veleno dell'avverbio dubitativo.
  • Non sono un giornalista, sono un giornalaio io.
  • Nel mio cammino ho calpestato parecchie merdacce e non mi son mai pulito le scarpe.

Il potere in mutande[modifica]

  • Volete sapere qual è la cosa di cui vado più fiero? Del potere ho mostrato le mutande, nel senso che i politici hanno dovuto spogliarsi di fronte all'occhio spietato della telecamera e far vedere anche i loro affari più nascosti e a volte più sporchi. Il paradosso è che la parola mutanda in latino significa "quelle cose che devono essere cambiate" per ovvi motivi. Ma loro, i politici, in sessant'anni di partitocrazia le mutande non se le sono mai cambiate. Io, invece, nel mio camerino, li ricevevo spesso in mutande per mostrare loro che erano linde e fresche di bucato.
  • Nel maggio del 1992 la Fininvest decise di sostituire il direttore di rete Carlo Freccero con Carlo Vetrugno. Freccero aveva portato a Italia 1 Mezzogiorno italiano e altri programmi innovativi come Lezioni d'amore di Giuliano Ferrara e Anselma Dall'Olio, Scherzi a parte, Pressing, Mai dire Tv, L'Istruttoria. Secondo alcuni la sua linea era troppo creativa rispetto al tipo di programmi richiesti dai dirigenti Fininvest che cominciavano, a detta loro, a incontrare difficoltà a vendere gli spazi pubblicitari. Non credo a questa tesi perché nel mercato televisivo sono sempre stati gli ascolti a determinare la raccolta pubblicitaria. Credo invece che il motivo della cacciata di Freccero sia di natura politica come nel mio caso.
  • Il fatto che un "giornalaio", un uomo di televisione, andasse a fare il direttore editoriale di un quotidiano fu criticato da molti. I titoli che io decidevo di far comparire sulle prime pagine scatenarono polemiche spesso frutto di pregiudizi, accesero il dibattito politico, spaccarono l'opinione. Ma se da una parte alcuni giornalisti mi criticavano dall'altra copiavano il mio stile, sia nel modo di proporre i titoli in prima pagina sia nei contenuti, soprattutto quando sostenni che l'opposizione era rimasta senza la possibilità di esprimersi e che i veri antagonismi politici si trovavano più all'interno del governo stesso di Berlusconi, insomma fra alleati del centrodestra, che nei confronti dell'opposizione di centrosinistra.
  • "L'Indipendente" aveva grossi debiti prima che arrivassi io a dirigerlo. Per salvarlo avevo acquistato il 5 per cento del giornale, se fosse stato sano si sarebbero potute misurare le mie reali capacità. Creai scompiglio, com'è nel mio stile, a qualcuno piaceva a molti altri no, ma di certo in quel periodo fu un giornale libero. E del resto è risaputo: nella mia vita ho schiacciato tante di quelle merdacce.

Citazioni su Gianfranco Funari[modifica]

  • Gianfranco Funari è stato l'ultimo romantico della televisione, convinto fino all'ultimo di poter cambiare il mondo apparendo. Nonostante le disillusioni, nonostante l'emarginazione. Funari ha sempre amato una televisione esagerata, gridata, popolare, persino al di sopra delle sue possibilità; ma questo era l'aspetto più affascinante, la sfida avventurosa ed eroica, l'azzardo impresso al suo modo di fare televisione. Per anni Funari è stato un parafulmine: quando si parlava di televisione spazzatura, dell'incagliarsi del video il riferimento era d'obbligo. (Aldo Grasso)

Bibliografia[modifica]

  • Gianfranco Funari, con Morena Funari e Alessandra Sestito, Il potere in mutande, Rizzoli, 2009, ISBN 978-88-17-03290-2

Altri progetti[modifica]