Claude Lévi-Strauss

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Claude Lévi-Strauss

Claude Lévi-Strauss (1908 – 2009), antropologo, filosofo, psicologo e semiologo francese.

Citazioni di Claude Lévi-Strauss[modifica]

  • L'uomo che muore si tramuta in giaguaro, la donna che muore con la tempesta se ne va con la tempesta scompare. (da La vita familiare e sociale degli Indiani Nambikwara)
  • La musica è una macchina per sopprimere il tempo. (da Il crudo e il cotto)
  • Lo scienziato non è l'uomo che fornisce le vere risposte; è quello che pone le vere domande. (dall'introduzione a Il crudo e il cotto)
  • Nel modo più inatteso, è proprio il dialogo con la scienza ciò che rende nuovamente attuale il pensiero mitico. (da Razza e storia e altri studi di antropologia)
  • Nulla, allo stato attuale della scienza, permette di affermare la superiorità o l'inferiorità intellettuale di una razza rispetto all'altra. (da Razza e Storia. Razza e Cultura)
  • La diversità delle culture umane non deve invitarci ad un'osservazione spezzettante o spezzettata. Essa è funzionale non tanto all'isolamento dei gruppi quanto delle relazioni che le uniscono. (da Razza e Storia. Razza e cultura)

Da vicino e da lontano[modifica]

  • [...] sono pervaso sempre di più dal sentimento che il cosmo e il posto dell'uomo nell'universo oltrepassino, e sempre oltrepasseranno, la nostra comprensione. Mi capita di intendermi meglio con certi credenti che con certi razionalisti a oltranza: perlomeno i primi hanno il senso del mistero. (p. 16)
  • [Su Simone Weil] Chiacchieravamo nei corridoi della Sorbona. I suoi giudizi senza appello mi disorientavano. Con lei era sempre tutto o niente. La rividi in seguito negli Stati Uniti, dov'era venuta per un breve soggiorno, prima di andare in Inghilterra e morirvi. Si mise lei in contatto con me, mi diede appuntamento sotto il colonnato di un grande edificio – la biblioteca della Columbia o la Public Library, non ricordo. Discorremmo familiarmente seduti sugli scalini. Le intellettuali della nostra generazione erano spesso eccessive: lei non faceva eccezione, ma ha spinto questo rigorismo fino a farsi distruggere. (pp. 23-24)
  • Una volta passato il primo momento di curiosità, una volta stufo delle buffonate, il maggio '68 mi ha disgustato. Perché non ammetto che si taglino degli alberi per fare delle barricate (alberi, cioè vita; una cosa che va rispettata), che si trasformino in pattumiere luoghi pubblici che sono un bene e una responsabilità per tutti, che si coprano di graffiti degli edifici, universitari o meno; né che il lavoro intellettuale e la gestione delle istituzioni vengano paralizzate dalla logomachia. (p. 119)

Dal miele alle ceneri[modifica]

  • Le metafore che si ispirano al miele sono fra le più antiche della nostra lingua e di altre che l'hanno preceduta nel tempo. Gli inni vedici associano spesso il latte e il miele che, secondo la Bibbia, scorreranno nella Terra Promessa. «Più dolci del miele» sono le parole del Signore. I babilonesi facevano del miele l'offerta agli dei per eccellenza, giacché questi dei esigevano un cibo che non fosse toccato dal fuoco. Nell'Iliade alcune giare di miele servono da offerta ai morti. Altrove essere furono utilizzate per raccogliere le loro spoglie. (p. 13)
  • Il miele e il tabacco sono commestibili, ma nessuno dei due appartiene, propriamente parlando, alla cucina. Il miele è infatti elaborato da esseri non umani, le api, che lo offrono già pronto per il consumo; mentre il modo più comune di consumare il tabacco pone quest'ultimo, a differenza del miele, non al di qua, ma al di là della cucina. Non lo si consuma allo stato crudo, come il miele, o dopo averlo esposto al fuoco per cuocerlo, come la carne. Lo incenerisce per aspirarne il fumo. (pp. 13-14)
  • Finora abbiamo incontrato una opposizione maggiore, nel registro degli uccelli, fra psittacidi e aquilinidi (nel Sudamerica non esistono aquile vere e proprie). Le indicazioni precedenti suggeriscono che il tucano occupa una posizione intermedia fra questi due termini polari: sa essere carnivoro come i rapaci e porta su una parte del corpo delle piume altrettanto vivaci che quelle del pappagallo. (p. 402)

Incipit di Tristi tropici[modifica]

Detesto i viaggi e gli esploratori.
[citato in Fruttero & Lucentini, Íncipit, Mondadori, 1993]

Citazioni su Claude Lévi-Strauss[modifica]

  • Lévi-Strauss non è certo il primo, né il solo a sottolineare il carattere strutturale dei fenomeni sociali, ma la sua originalità sta nel prenderlo sul serio e nel trarne imperturbabilmente tutte le conseguenze. (Jean Pouillon)

Bibliografia[modifica]

  • Claude Lévi-Strauss intervistato da Didier Eribon, Da vicino e da lontano, traduzione di Massimo Cellerino, Rizzoli, Milano, 1988.
  • Claude Lévi-Strauss, Dal miele alle ceneri (Mythologiques: Du miel aux cendres, 1970), traduzione di Andrea Bonomi, Il Saggiatore, 2008. ISBN 8856500965
  • Claude Lévi-Strauss, Il crudo e il cotto (Mythologiques, 1964), traduzione di A. Bonomi, Il Saggiatore, 1966; Net, 2004.
  • Claude Lévi-Strauss, Razza e storia e altri studi di antropologia, a cura di Paolo Caruso, Einaudi, Torino, 1967.
  • Claude Lévi-Strauss, Razza e storia­. Razza e cultura, a cura di Marcello Massenzio, Einaudi, 2002. ISBN 8806128841

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