Cleante

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Cleante (330 a.C. circa – 232 a.C. circa), filosofo greco antico.

Citazioni di Cleante[modifica]

  • [Zeus] Senza il tuo nume nulla avviene sulla terra | né sotto il divino polo celeste e nemmeno nel mare, | tranne quanto compiono i malvagi nella loro demenza. | Ma tu sai rendere perfette anche le cose vane | e far belle le cose brutte, e pur le cose sgradevoli per te divengono grate: | tu infatti adattasti in uno tutte le cose buone con le cattive | così che diventassero la ragione unica di tutte le cose, sempre esistente, | che fuggendo abbandonano quanti mortali sono malvagi; | infelici!, che sempre di beni bramando il possesso | non vedono né ascoltano la legge universale di dio, | seguendo la quale avrebbero vita felice con senno.(da Inno a Zeus [1])
  • [...] non v'è per i mortali premio più grande, | e nemmeno per gli déi, che celebrare sempre secondo giustizia la legge universale.[1]

Citazioni su Cleante[modifica]

  • Si dice che questa storia abbia convinto Cleante di Asso, seppur controvoglia, a cedere e a guardarsi dalla tesi erronea – che lui aveva prima avanzato con forza e convinzione – secondo la quale gli animali non partecipano della ragione. Una volta a Cleante capitò di starsene seduto e di prendersi una pausa più lunga del solito, mentre ai suoi piedi c'era un gran numero di formiche. Ebbene, il filosofo a un certo punto vide un secondo gruppo di formiche trasportare una formica morta e condurla nel formicaio dell'altro gruppo che non era della medesima famiglia. Vide quindi che, mentre se ne stavano sulla sponda del formicaio con la formica stecchita, alcune salivano dal basso e si univano alle formiche ospiti come per fare qualcosa di ben preciso. Vide poi che queste stesse scendevano e per giunta per un numero imprecisato di volte. Alla fine le vide portare, come se si trattasse di un riscatto, una larva. Quelle la accettarono, consegnando in cambio la formica morta che avevano portato. Le altre, quindi, accolsero con gioia il corpo della compagna, e le fecero l'accompagnamento come se si trattasse di un figlio o di un fratello. (Claudio Eliano)

Note[modifica]

  1. a b traduzione di Raffaele Cantarella in Poeti greci, Nuova Accademia, Milano, 1961; citato in Francesco Pedrina, Musa Greca, Antologia di poeti e prosatori greci con profili degli autori e pagine critiche organicamente scelte per un disegno storico-estetico, Casa Editrice Luigi Trevisini, Milano, V ristampa, p. 898.

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