Dario I di Persia

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Rilievo ritraente Dario I presso Persepoli

Dario I (550 a.C. – 486 a.C.), re di Persia.

Citazioni di Dario I[modifica]

  • Auramazda mi portò aiuto, e insieme gli altri dei che ci sono. Perciò mi portò aiuto Auramazda e gli altri dei che ci sono, perché io non ero malvagio, non ero ingannatore, non ero prepotente, né io né la mia famiglia. (da un'incisione a Persepoli)[1]
  • Per grazia di Auramazda io sono re: Auramazda mi diede il regno. (dalle iscrizioni di Bisotun)[2]
  • Questo paese di Persia che Auramazda mi ha affidato, che è bello, che ha buoni cavalli (e) buoni uomini, per volere di Auramazda e di me, Dario re, non teme alcun nemico. (da un'incisione a Persepoli)[2]
  • Un gran dio (baga) (è) Auramazda, che questa terra creò, che quel cielo creò, che l'uomo creò, che l'abbondanza dei beni creò per l'uomo, che fece re Dario, l'uno (fece) re di molti. (dalle incisioni di Naqsh-e Rostam)[2]

Citazioni su Dario I[modifica]

  • Appartiene allo storico il dir degnamente di questo gran principe e di giudicarlo nel rispetto politico e guerriero, amministrativo e civile. Basti a noi il notare come tutta l'antichità ne faccia lodi altissime, non esclusi i Greci, come si rileva dalle pagine di Eschilo e di Erodoto. (Italo Pizzi)
  • Dario il Grande sottolineò a più riprese l'importanza di parlare con sincerità e di bandire ogni menzogna. (Mohammad Reza Pahlavi)
  • Serse, né gli altri che vennero poi, ebbero la mente, la saggezza, la fortuna di Dario. (Italo Pizzi)
  • Più equilibrato di Cambise, fu, anche, più liberale. In Egitto rimise in onore i nomi, i templi e le feste degli iddii nazionali, riorganizzò il sacerdozio, e si fece rappresentare in atto di render omaggio al dio Amon sulle pareti del tempio di Hib, da lui fatto costruire nell'oasi di el-Chargeh; in altri monumenti appare come devoto della dea Neith. - Verso gli Ebrei fu indulgente e condiscendente, secondo l'esempio di Ciro: sotto il suo regno fu consacrato il nuovo tempio di Gerusalemme (a. 515). - Anche per i culti greci (nell'Asia minore) mostrò un interessamento vigile e premuroso. (Raffaele Pettazzoni)
  • Sarebbe esatto dire che Dario fu un mazdeista senza essere un zoroastriano. (Raffaele Pettazzoni)

Note[modifica]

  1. Raffaele Pettazzoni, La religione di Zarathustra nella storia religiosa dell'Iran, Bologna, Nicola Zanichelli editore, p. 128, 1920.
  2. a b c Raffaele Pettazzoni, La religione di Zarathustra nella storia religiosa dell'Iran, Bologna, Nicola Zanichelli editore, pp. 123-124, 1920.

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