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Domenico Scarlatti

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Domenico Scarlatti

Domenico Scarlatti (1685 – 1757), clavicembalista e compositore italiano.

  • Non mi posso lamentare della vita che ho vissuto. Ho colto tanti applausi perché sapevo fare bene i capricci sulla tastiera. (citato in Corriere della sera, 10 giugno 2007)
  • Se vuoi suonare bene il clavicembalo... mostrati più umano che critico e quindi accresci il piacere che ne trai... VIVI SERENAMENTE (citato in AA.VV., Il libro della musica classica, traduzione di Anna Fontebuoni, Gribaudo, 2019, p. 91. ISBN 9788858022894)

Citazioni su Domenico Scarlatti

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  • Le sue sonate per clavicembalo, tutte costituite da un unico «tempo» (o «movimento») con con notevole maggioranza di «movimenti» svelti e veloci, in confronto ai «movimenti» lenti, possono rassomigliarsi a bagliori di astri sconosciuti. Qualcosa di infallibile, oserei dire di divinatorio, si spigiona dalle sue brevi Sonate. Le subitanee evasioni, le impennate capricciose, le affermazioni spavalde e pur sempre regolate da un'eleganza, da una signorilità, da un buon gusto irraggiungibile, le sfumature armoniche, assolutamente inedite per quella epoca, l'articolazione dei disegni, la corrente vitale e la linfa inesauribile dell'eloquenza costituiscono un fenomeno musicale del tutto sfornito di precedenti, e, salvo i casi vicini dello spagnolo Soler e del napoletano Paradisi, assolutamente privo di conseguenti. (Giulio Confalonieri)
  • Scarlatti, a differenza di Bach, costruttore razionale di cattedrali musicali, infonde nelle sue Sonate una grandissima varietà, rifacendosi a spunti di danze popolari, come il flamenco o il fandango. Tratti folclorici spesso presenti anche in Berio; che d'altro canto mi chiedeva sempre la massima varietà, la sorpresa negli attacchi, nel suono: qui si va da un approccio ancora clavicembalistico, fino al più moderno cluster... (Andrea Lucchesini)
  • Quello di Domenico Scarlatti resta un un vero e proprio mistero. Quand'anche si pensi all'influsso della musica popolare e della danza spagnola, è assai difficile spiegare come un artista spenda la prima metà della sua esistenza a produrre opere mediocri e la seconda metà a creare, uno dietro all'altro, i più perfetti capolavori. (Giulio Confalonieri)
  • Si può qui osservare che Scarlatti, in alcuni punti, rappresenta uno sviluppo musicale quasi superiore a quello affermato dallo stesso Emanuele Bach. Questi infatti ebbe il vantaggio di scrivere musica incensurabilmente pura; ma, in compenso, la sonorità risultante dalla disposizione dei suoi accordi per clavicembalo appare talora deficiente. Di più nei pezzi lenti egli abusa di ornamentazioni accessorie all'idea, dal che rifuggiva sempre l'autore su cui ci veniamo indugiando. (Luigi Alberto Villanis)

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