Echi mortali

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Echi mortali

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Titolo originale

Stir of Echoes

Lingua originale inglese
Paese Stati Uniti d'America
Anno 1999
Genere horror, thriller
Regia David Koepp
Soggetto Richard Matheson (romanzo)
Sceneggiatura David Koepp
Produttore Gavin Polone
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Echi mortali, film del 1999 con Kevin Bacon, regia di David Koepp.

Incipit[modifica]

Jack [parlando al vuoto]: D'accordo sì. Jackson ha giocato con me. Supereroi. Io ero Black Power Ranger. Lui era Batman.
Tom [parlando al figlio]: Jack, va tutto bene?
Jack [parlando al padre]: Tutto bene. [parlando al vuoto] Ti posso fare una domanda?
Tom [parlando al figlio]: Su, su, è ora di andare a nanna.
Jack [parlando al vuoto]: Una domanda molto importante. [...] Fa tanto male essere morti?

Frasi[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Il tuo sperma alla birra ha colpito! Hai di nuovo messo incinta mia sorella! (Lisa)
  • Allora, adesso rilassati e abbassa le braccia, trova una posizione confortevole, appoggiati, devi stare comodo e rilassato. Fidati di me, va bene? Chiudi gli occhi. [...] Ora ascolta per un attimo. Ascolta i suoni della stanza che ti circonda. Adesso voglio che tu immagini di stare in un teatro, o meglio in un cinema. Ci sei solo tu. È uno di quei vecchi cinema d'epoca, sfarzosi. Ti guardi in giro, la sala è immensa, vuota. Ti accorgi che le pareti della sala sono dipinte di nero. Anche le poltrone sono nere e in quella assoluta oscurità tu solo una cosa riesci a vedere: lo schermo bianco. Noti che ci sono delle lettere sullo schermo, delle lettere nere a grandi caratteri. Sono sfocate, tu però inizi ad avvicinarti lentamente con la tua poltrona cercando di leggerle. Stai molto comodo ora, è la tua poltrona preferita. Vieni trascinato sempre più vicino e osservi le lettere. Il rilassamento è totale: le tue gambe sono distese, le tue braccia sono molli e pesanti. Sei vicino, ormai. Puoi quasi leggere le lettere. Cominciano a mettersi a fuoco. Le lettere dicono "sleep": "dormi". Dormi. (Lisa) [prima seduta di ipnosi di Tom]
  • Frank dice che l'uomo medio ha un tempo totale di erezione giornaliero di due ore e mezza. Lui tre ore e mezza! [...] Lo infilerebbe pure nella minestra, purché calda! (Sheila)
  • Ha l'occhio che legge, suo figlio. Raggi X. I suoi no. Il papà forse? [Maggie annuisce] Non sono i soli ad averli. Dica a suo marito di venire da me stasera. Forse imparerà qualcosa. (Neil)
  • È una cosa che viene e che va. Certi ce l'hanno per pochi secondi, altri per tutta la vita. Lui è un recettore adesso. Ogni cosa lo colpisce e non si può impedire di rallentare e nemmeno capire cosa sia. È come stare in un tunnel con una torcia elettrica che però fa luce solo una volta ogni tanto. Lui intravede qualche cosa, ma non abbastanza da capire che cos'è, sufficiente però a dire che c'è. (Neil)
  • Mi vuoi dentro casa, mi devo mettere seduto sul divano, davanti alla TV a scolare birre fino a crollare ubriaco e magari andare avanti così ad oltranza anche domani e il giorno dopo e il giorno dopo e il giorno dopo e il giorno dopo e il giorno dopo e il giorno dopo... finché... finché non mi viene un accidente e addio!? Maggie, questa è la cosa più importante che mi sia mai capitata, capisci? È la cosa... più importante che... che io possa fare in tutta la vita! In tutta la mia squallida vita e tu vuoi che mi fermi?! No! No, io non mi fermo! Io non mi voglio fermare! E neanche tu mi fermerai! (Tom) [urlando istericamente dopo aver scavato per tutto il guardino sul retro della propria casa]
  • Omicidio a sangue freddo? No, non qui. Questo è un quartiere per bene. (Frank)

Dialoghi[modifica]

  • [Seconda seduta di ipnosi di Tom]
    Lisa: Chiudi gli occhi. Bene. Adesso come l'altra volta. Voglio che ti rilassi, che ti concentri. Ascolta i suoni di questa stanza, ascolta il suono del tuo respiro. Guarda il retro delle tue palpebre, vedi niente?
    Tom: Ti dispiace arrivare al punto?
    Lisa: Va bene, d'accordo. Voglio che immagini di essere ancora in quel teatro. È tutto buio e in quel buio pesto c'è solo una cosa che riesci a vedere: lo schermo bianco. Se ti concentri sullo schermo ti ci avvicinerai con la tua poltrona. Ci sono delle lettere su quello schermo, delle lettere nere a grandi caratteri. Sono sfocate e tu ti avvicini per leggerle meglio.
    Tom: C'è qualcun altro!
    Lisa: No, è vuoto.
    Tom: C'è qualcun altro qui dentro!
    Lisa: Nella sala ci sei solo tu, Tom.
    Tom: No! No, non è vero.
    Lisa: I tuoi piedi e le caviglie sono rilassate...
    Tom: Non riesco a respirare...
    Lisa: ...le tue mani sono molli e pesanti, le tue braccia...
    Tom: Non c'è aria!
    Lisa: [Intanto nel teatro avviene una colluttazione tra Tom e Samantha] Tom, voglio che guardi lo schermo! Guarda lo schermo! Dovresti distinguere le lettere ora, sei abbastanza vicino. Guarda lo schermo, Tom!
    [Sullo schermo bianco appare la scritta "Dig"]
    Voce: Scava!

Explicit[modifica]

Ah, eccoti, ti stavamo aspettando. Come mai ci hai messo così tanto a farti vivo? Pensavo che... [...] No! No! No! No! [...] Non puoi liberarti di noi. Noi ti staremo sempre vicino, lo sai. [...] E così tu saresti Jake? [...] Non puoi liberarti di noi. Noi ti staremo sempre vicino, lo sai. È il tuo destino. (Le voci) [a Jake]

Citazioni su Echi mortali[modifica]

Frasi promozionali[modifica]

  • Certe porte non dovrebbero essere aperte.
Some doors weren't meant to be opened.[1]
  • In ognuno di noi c'è una porta che non deve essere mai aperta.[2]
In every mind there is a door that has never been opened.[3]

Note[modifica]

  1. Dalla locandina in inglese. Cfr. (EN) Vault Review: Stir of Echoes, manilovefilms.com
  2. Dalla locandina in italiano. Cfr. Foto LOCANDINA da Echi mortali, filmtv.it
  3. Stir of Echoes, wonderfulworldofmovies.com

Altri progetti[modifica]